Aksioma, Institute for Contemporary Art - Ljubljana
27 / 03 / 2013 - 12 / 04 / 2013
Gli aeroporti sono dei non-luoghi dove i sistemi di sorveglianza danno il meglio di se. Negli aeroporti i sistemi di sicurezza vengono infatti testati e resi pienamente operativi. Negli aeroporti la privacy è immolata sull’altare del controllo. Gli aeroporti sono le versione fisiche dei network di informazioni. Ed è quindi per questo che gli aeroporti hanno sempre affascinato gli artisti e sono il campo d’azione perfetto per un artista che è stato anche un graffitaro, un hacker, un coder come Evan Roth.

Dal 2007, Evan Roth – americano ma residente a Parigi anche se spesso in viaggio per il mondo – utilizza gli aeroporti come piattaforma per fare arte e distribuirla al pubblico nella forma di micro interventi che si collocano tra l’arte concettuale, l’attivismo, il media hacking e il sabotaggio.

Skymall Liberation (2007 – in corso), è ad esempio una serie di collage che usano come fonte Skymall –una rivista distribuita gratuitamente sui voli Americani –e come supporto i portariviste dei sedili degli aerei. Roth lavora con le immagini trovate sulla rivista come punto di partenza per una visualizzazione di dati etnografica e ironica, come ad esempio  “White vs Non-White”, o “Apple Products vs Non-Apple Products”. How To Keep Motherfuckers From Putting Their Seats Back (2008) è invece un cortometraggio che ci mostra come resistere alla scomodità delle classi economiche. See You See Me (2009) è un video a due canali con immagini catturate da dispositivi di sicurezza ai raggi X degli all’interno di un aeroporto.
 

Infine, TSA Communication (2008)è un progetto che altera l’esperienza della sicurezza degli aeroporti, invitando il governo a conoscere maggiormenti i passeggeri piuttosto che indagare solamente all’interno dei loro bagagli. Una serie di messaggi sono tagliati in sottili fogli d’acciaio di 13” x 10”, progettati per entrare perfettamente nei bagagli di bordo. Durante il processo di screening ai raggi X, la tecnologia che serve normalmente per vedere il contenuto dei bagagli dei passeggeri si trasforma in uno strumento di comunicazione per una serie di messaggi diretti al personale di sicurezza dell’aeroporto.

Il contenuto di questi fogli varia da volo a volo, ma include messaggi tipo “QUI NON C’E’ NIENTE DA VEDERE”, un’immagine della bandiera Americana e dello statement del TSA (Transportation Security Agency’s) come si può trovare sul loro sito, “I AM THE FRONTLINE OF DEFENSE, DRAWING ON MY IMAGINATION TO CREATIVELY PROTECT AMERICA FROM HARM”, o ancora “FATTI I FATTI TUOI”.

Evan Rothè è un artista Americano di stanza a Parigi che applica la sua filosogia hacker alla pratica artistica, visualizzando questo nostro periodo di transizione negli spazi pubblici, online e nella cultura popolare. Roth crea opere sia per il mondo dell’arte contemporanea che per i network di “annoiati sul lavoro”. Il suo lavoro è presente nella collezione permanente del Modern Art NYC ed è stato esposto presso varie istituzioni, inclusi il Centre Pompidou, la Kunsthalle Wien, la Tate, la Fondation Cartier e la prima pagina di YouTube.

Nel 2012, Roth è stato premiato con il Smithsonian’s Cooper-Hewitt National Design Award. Roth è anche co-fondatore del Graffiti Research Lab e del Free Art & Technology Lab (F.A.T. Lab), un laboratorio di ricerca e sviluppo web e open source. Nelle parole del suo amico e collaboratore Aram Bartholl: “Conosco pochi artisti, nel passato recente, che sono stati così influenti per un’intera generazione di artisti su Internet e di coder attenti al mondo dell’arte. Ho sempre ammirato Evan per la sua apertura radicale. Creare strumenti, generare e condividere codice open source che consenta a chiunque di fare e distribuire arte online o in uno spazio pubblico: questa è la missione di Evan. Il suo lavoro è pieno di hack, sia per i browser che per le città”

Grazie a: Roman Ulčnik, Adria Tehnika d.d. per l’affitto dei sedili d’aereo.