Centro canadese di architettura - Montreàl (Canada)
7/06-27/10/2024

Questa settimana lanciamo madskills: autodocumentare la costruzione sui social media, una mostra e un progetto di ricerca che affronta la crescente tendenza all’autodocumentazione del lavoro edile, che ha portato a una maggiore visibilità del settore, dei suoi lavoratori e della loro cultura materiale.

Con l’ingresso nel settore edile delle nuove generazioni dotate di smartphone e di conoscenze di internet, i social media stanno diventando sempre più popolari tra gli appaltatori, gli operatori e i commercianti. Essi riprendono sé stessi al lavoro, l’ambiente in cui operano, i macchinari che utilizzano, le competenze che mettono in mostra e le tecniche di costruzione locali che impiegano, e condividono le loro osservazioni su piattaforme digitali come Instagram e TikTok. In questo modo, assumono il controllo di come il loro lavoro viene percepito dagli altri, offrendo ai loro follower uno sguardo dietro le quinte di cantieri e processi tipicamente inaccessibili al pubblico. Queste brevi clip sono piene di orgoglio, umorismo, spettacolarità e preoccupazioni, e gli spettatori spesso esprimono la loro approvazione e il loro rispetto con commenti come “abilità pazzesche”. Negli ultimi anni questi contenuti sono diventati virali e quasi tutti coloro che scorrono sui social media li hanno incontrati.

Questi video istruttivi, performativi e spesso stranamente soddisfacenti possono cambiare la percezione pubblica del lavoro e dei lavoratori del settore edile? È possibile controllare l’immagine proiettata del proprio posto di lavoro auto-documentando i suoi spazi e le sue attività, nonostante il potere dei social media di dettare il modo in cui tale immagine viene diffusa? E il costante controllo della comunità online espresso nei commenti può essere sfruttato per migliorare gli standard e le condizioni dei lavoratori edili in tutto il mondo?

Per contestualizzare questi video virali e i cambiamenti alla base della loro produzione e circolazione, madskills, a cura di Hester Keijser, curatore di fotografia e nuovi media del CCA, accosta una sezione di brevi filmati con materiali che documentano lo sviluppo della moderna industria delle costruzioni, tratti dalla collezione di fotografie del CCA, tra cui le vedute di David Graham Powrie della Casa Das Canoas a Rio de Janeiro (1953-1954) e del Palazzo dell’Agricoltura a San Paolo (1953-1954) in costruzione; o le vedute di Pierre Jeanneret di operai edili a Chandigarh (1952-1966). Le rappresentazioni di architetti, ingegneri, fotografi e artisti ritraggono i lavoratori semplicemente nelle vesti di operai e non come individui, se vengono raffigurati. Accanto a questo materiale documentario, brevi interviste ai lavoratori edili raccontano le loro esperienze e le motivazioni che li spingono a condividere il loro lavoro offline.

“La differenza più importante tra un architetto e un fotografo che realizza questi video è ch ei lavoratori edili possono scegliere di documentare ciò che vogliono condividere riguardo il loro lavoro e come ritrarsi. Credo che ci sia una corrispondenza naturale tra i social media e l’industria delle costruzioni, nel seno che c’è un aspetto performativo nell’edilizia, mentre Instagram e TikTok sono molto incentrati sull’autodocumentazione e sull’esibizione prima davanti a una fotocamera e poi per il pubblico. In un certo senso, il cantiere è un palcoscenico, quindi ha l’aspetto di uno spazio in cui esibirsi, nel quale un lavoratore o una macchina possono mettere in risalto una data abilità o un dato risultato.” – Hester Keijser in Work Smart, Not Hard, una conversazione con Luuk Smits, Charlie-Anne Côté, Emma Rath, e Victoria Addona che abbiamo pubblicato questa settimana.

Madskills fa parte di una più lunga indagine in corso al CCA sull’uso della fotografia e dei nuovi media per studiare l’ambiente costruito. Questo nuovo capitolo sui contenuti prodotti digitalmente si configura come un progetto di ricerca aperto che si interroga sull’agency dei creatori di contenuti, sul concetto di paternità sui social network e sull’etica della presentazione e del riferimento a tale materiale.


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