Canal Projects – New York (USA)
3/05-27/07/2024

Fernando Palma Rodríguez: Āmantēcayōtl

Canal Projects è lieta di annunciare una nuova commissione dell’artista nahua Fernando Palma Rodríguez (nato nel 1957, Messico). Pioniere della robotica indigena, il suo nuovo progetto Āmantēcayōtl: Auh inihcuac huel ompoliuh, mitoa, ommic in meztli presenta un’installazione che emula un campo di mais sulle pendici del vulcano Teuhtli nella Milpa Alta, Messico. Presso Canal Projects, la mostra presenta tre entità robotiche che rappresentano diverse divinità del pantheon mesoamericano.

Insieme, le entità meccanizzate rendono evidente la relazione sacra che esiste tra le cosmologie nahua e la coltivazione di mais, fagioli e zucca, che vengono coltivati insieme in quella che tradizionalmente è conosciuta come Milpa. Al centro della mostra, il serpente Cincoatl striscia in un campo di mais mentre i Tezactipoclas interagiscono con gli spettatori, incarnando le tradizioni legate alla cura e all’essere in comunità con la terra. L’invocazione dell’artista al pantheon sacro, più che una personificazione di queste divinità, ridefinisce la nozione stessa di robot come tramite per il recupero della lingua nahuatl, delle tecnologie terrestri e del posizionamento delle cosmologie azteche.

Palma Rodríguez combina la sua formazione come artista e ingegnere meccanico per creare sculture robotiche che si attivano attraverso i dati climatici provenienti dalla regione di Milpa Alta. Le sue opere rispondono alle problematiche che affrontano le comunità indigene in Messico oggi, sottolineando al contempo che le lotte per la protezione della vita e la difesa del territorio sono inseparabili dal recupero dei tradizionali modi di vita. Centrale nella pratica di Palma Rodríguez è un’enfasi sulla conoscenza ancestrale, sia come parte integrante della vita contemporanea che come un modo per plasmare il futuro.

A cura di Sara Garzón.

Trương Công Tùng: Trail Dust

Al piano inferiore, Canal Projects presenta la mostra Trail Dust. Questa mostra raccoglie lavori recenti dell’artista vietnamita Trương Công Tùng (provincia Đắk Lắk, 1986), esplorando l’interesse costante dell’artista nelle storie, rituali e mitologie della gestione della terra come una pratica vivente. 

A Canal Projects, Trương reinventa un giardino vivente come una pesante tenda di perline. Drappeggiato lungo il bordo della galleria, la tenda è tessuta con perline che provengono da alberi della foresta, compresi quelli che sono stati introdotti in Vietnam durante il periodo di industrializzazione, come caffè, avocado, gomma e anacardi. Secondo il folklore vietnamita, si ritiene che le ultime cose viste da un animale prima della sua morte rimangano catturate in modo permanente nei loro occhi. Nel video di accompagnamento, The Lost Landscape #1 (2021), gli spettatori vengono portati attraverso il Museo di Storia Naturale di Parigi, affinando gli scatti ravvicinati degli occhi di vetro degli animali imbalsamati.

Simile al modo in cui un giardiniere coltiva un appezzamento di terra, Trương tende a lavorare nel tempo, permettendogli di evolversi, cambiare e iterare in risposta alle specifiche di ogni sito.

Combinando materiali naturali con oggetti trovati di natura inorganica, Trương riflette sull’interruzione delle pratiche indigene da parte delle forze della modernità, del colonialismo e del conflitto. Piuttosto che rimpiangere ciò che è passato, le sensibilità poetiche di Trương trovano la resilienza in una rivisitazione della terra come luogo di comunione tra il mondo fisico e quello spirituale.


Link: us@canalprojects.org