IMPAKT Centre for Media Culture – Utrecht (Olanda)
10/02/2023 – 10/04/2023

Dal 10 febbraio al 10 aprile 2023, IMPAKT presenta la mostra Out of Office: una raccolta di risposte artistiche che rivela, rivaluta e rifiuta la nostra spinta costante alla produttività. Come possiamo fare a ritagliarci uno spazio per riprendere fiato?

OUT OF OFFICE: THIS ISN’T WORKING FOR US

Le nostre agende sono piene. Lasciamo che il nostro lavoro ci definisca, e siamo perennemente esausti. Gli eccessi dell’attuale cultura del lavoro basata sulla tecnologia sono noti a tutti: l’efficienza è diventata la norma e la disponibilità permanente un dato di fatto.

In fin dei conti, i progressi della tecnologia non hanno creato un futuro che liberasse l’uomo dal lavoro. Invece, esistono algoritmi gestionali che ottimizzano l’efficienza del lavoro senza preoccuparsi delle persone che lo svolgono. Esistono applicazioni e piattaforme che ci incentivano a diventare la versione “migliore” (da leggere: più produttiva) di noi stessi. Nella società neoliberale odierna lavoriamo e pensiamo al lavoro costantemente o ci sentiamo in colpa perché non stiamo lavorando. Il titolo Out of Office suona familiare per via delle e-mail di risposta automatica che ci informano della mancata reperibilità del mittente; tuttavia, può essere anche interpretato come un riferimento al fatto che il lavoro ci segue ovunque andiamo. La pandemia ha accentuato problemi già esistenti nel mercato del lavoro, e aperto gli occhi a molti. Le persone hanno iniziato a riconsiderare le loro priorità nella vita e nel lavoro, e nuovi termini come the great resignation (le grandi dimissioni) o quiet quitting (abbandono silenzioso) sono comuni al giorno d’oggi.

Gli artisti coinvolti nella mostra riflettono sulle loro posizioni e condizioni attuali nell’ambito lavorativo. Mettono in dubbio le pratiche standard ed esplorano il potenziale sovversivo delle convenzioni come le risposte automatiche, il CV, e le otto ore della giornata lavorativa. Il lavoro ci richiede di “performare”, nel senso di portare a termine i compiti assegnati, ma anche nel senso di agire. Partendo da questa performatività intrinseca dei ruoli che assumiamo a lavoro, Out of Office passa in rassegna diverse azioni di critica e resistenza. Nel contesto del lavoro moderno il non fare nulla, il non presentarsi, o i gesti di aiuto reciproco diventano atti di resistenza contro un sistema in cui il profitto, l’efficienza e l’ottimizzazione hanno un ruolo centrale. Come si potrebbe diffondere una simile resistenza al fine di promuovere l’azione collettiva e la solidarietà?

Con le opere di: Art Goss, Alina Lupu, Sam Meech, Adrian Melis, Mario Santamaría, Tytus Szabelski, Pilvi Takala, Total Refusal en 996.icu.

Curatore: Marijn Bril 

Assistente curatore: Daniela Tenenbaum 

Allestimento: Zalán Szakács

Con il contributo di: City of Utrecht, Creative Industries Fund NL, Mondriaan Fund e Fentener van Vlissingen Fund.


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