Amsterdam
09/2023-02/2024

Da settembre 2023 a febbraio 2024, If I Can’t Dance, I Don’t Want To Be Part Of Your Revolution presenta il Finale of Edition IX—Bodies and Technologies. In un festival stagionale nelle location di Amsterdam, gli spettatori sono invitati alle presentazioni di nuove produzioni e pubblicazioni di Susanne Altmann, Black Speaks Back, Devika Chotoe, Samia Henni, Nuraini Juliastuti, Grant Watson e Constantina Zavitsanos. 

Edition IX è iniziata a luglio 2022 e, da quel momento, ciascuno degli artisti e ricercatori incaricati ha avuto una propria traiettoria specifica, alcune parti delle quali sono raccontate sul nostro sito If I Can’t Dance Studio. Nei prossimi mesi presenteranno i risultati del proprio lavoro, in collaborazione con i nostri partner di co-produzione e presentazione Bijlmerbios, CBK Zuidoost, Goethe-Institut, Framer Framed, IHLIA & OBA Oosterdok, SHEBANG e Splendor.

Edition IX—Bodies and Technologies affronta i molteplici e complessi intrecci tra i corpi e le tecnologie, dalle esperienze di piacere e intimità alle continue realtà incarnate di contesti abili e coloniali. Questi intrecci producono sia possibilità di liberazione, sia rischi di ulteriore controllo. Bodies and Techonologies si sofferma su questo paradosso, rivolgendosi alle strategie di performance e alle metodologie di ricerca basate sulla performance dei nostri artisti e ricercatori per domandarsi in che modo le tecnologie influenzino le esperienze dei corpi e viceversa.

I progetti degli artisti che partecipano a Edition IX partono entrambi da un processo di demistificazione delle tecnologie attuali, dagli apparecchi di potenziamento sensoriale ai sistemi di circolazione dei social media. In quest’impresa, coinvolgono la tecnologia non come mezzo, ma come strumento per stroncare i sistemi d’accesso dominanti e per creare luoghi di appartenenza. Nel loro progetto cinematografico collettivo, Black Speaks Back esplora le intimità non sessuali nelle comunità africane e diasporiche africane nei Paesi Bassi, avviando un urgente dibattito sul trauma intergenerazionale, sulle reti parentali e sulla solidarietà attraverso le divisioni razziali. Come risultato di uno studio sull’entropia, l’indeterminazione e le (in)capacità condivise, la/le performance introdotte da Constantina Zavitsanos sperimentano diverse soglie di percezione, che si svolgono in uno spazio di non conoscenza, casualità e collaborazione. 

Tra i progetti di ricerca di Edition IX c’è un senso urgente comune di intervento sulle tecnologie della narrazione e della memoria. Riducendo ai concetti di base archivi sconosciuti e soppressi provenienti da contesti geopolitici e storie coloniali, essi offrono diversi metodi performativi per connettersi fra tempi passati, presenti e futuri. La pubblicazione della storica dell’arte Susanne Altmann si basa sulla sua esplorazione a lungo termine della produzione artistica femminile nell’ex Europa orientale socialista, mettendo in primo piano le embricature personali e politiche negli atti di memoria di questo recente passato e proponendo una nuova forma di scrittura storica femminista. Attraverso una mostra e un archivio cartaceo, la storica dell’architettura Samia Henni analizza gli archivi sparsi e ancora in gran parte sigillati del programma francese per la bomba nucleare nel Sahara algerino (1960-1966), mettendo in luce la continua tossicità delle tecnologie e delle infrastrutture atomiche dello Stato. In una raccolta di storie per bambini ambientate nell’arcipelago indonesiano, la ricercatrice e pedagoga utilizza lo storytelling come tecnologia d’archivio in grado di far riecheggiare le cosmologie indigene in via d’estinzione, i racconti di amicizie selvagge e i malanni degli ambienti violati. 

Oltre al programma delle commissioni di artisti e ricercatori, Edition IX è stata sostenuta anche dal lavoro continuo della ricercatrice Devika Chotoe. Chotoe darà il via agli eventi della Edition IX Finale con una conversazione con gli studiosi Tina Campt e Rolando Vázquez e, successivamente, avvierà una lettura basata su una raccolta di materiali provenienti da due anni di ricerca. A conclusione, l’indagine di Edition IX sui corpi e le tecnologie ha anche dato vita a un’attivazione archivistica della precedente commissione di ricerca How We Behave di Grant Watson (Edizione V, 2013-14). Durante una mostra e una lettura dal vivo, verrà presentata una selezione di materiali dal suo archivio in continua crescita e sarà condivisa una ricca cartografia intergenerazionale di strategie e storie femministe, queer e LGBTI di pratiche quotidiane di autoterapia. 


Team artistico di Edition IX: Frédérique Bergholtz, Anik Fournier, Sara Giannini, Megan Hoetger