Museo d’Arte Contemporanea, Taipei – Taiwan
27/01-12/05/2024

La prima grande mostra del MoCa di Taipei nella primavera del 2024 – Hello, Human!, in programma dal 27 gennaio al 12 maggio e curata da Keith Lam ed Escher Tsai, paragona l’IA al vaso di Pandora di questa nuova generazione. La mostra riunisce sedici importanti artisti/gruppi artistici provenienti da Taiwan e dall’estero che interpretano e riflettono sulle diverse problematiche causate dall’IA e su una serie di creazioni immaginative fondate su prospettive diversificate.

Artisti: Morehshin Allahyari, Jason M. Allen, Jonas Bendiksen, Blast Theory, Dimension Plus, fuse*, Hello Edo!,  Mario Klingemann,  Daito Manabe,  Lev Manovich, Koya Matsuo, onformative,  Anna Ridler, Winnie Soon,  Tim Wei,  Yu-Chiao Yang

Quando l’IA prende il posto dell’essere umano
Daito Manabe espone la videoinstallazione a due canali, AIINA, che prende ispirazione dallo sciopero dei registi di Hollywood contro l’uso dell’IA. In quest’opera, tutti i personaggi, i testi, le voci, le immagini e la musica di sottofondo sono creati dall’IA, attraverso cui l’artista tenta di prevedere il futuro dell’industria dello spettacolo e i cambiamenti evolutivi del panorama culturale.

Noctivagant Encyclopedia di Tim Wei è un video a due canali che racconta le storie tratte da due testi completamente diversi – uno curato dall’IA e l’altro scritto dall’artista stesso. Come due facce dello stesso nastro, le voci costruite stratificando parole di discipline diverse creano una realtà precaria ed erroneamente interconnessa nel contesto spazio-temporale, alludendo a un incontro e a una rinegoziazione tra il sé e il dominio pubblico.

Quando l’IA diventa un’artista
Nel 2022, Théâtre D’opéra Spatial di Jason M. Allen ha vinto il primo premio nel concorso di belle arti alla Colorado State Fair negli Stati Uniti. L’uso dell’arte generata dall’IA per la realizzazione di quest’opera, tuttavia, scatena ampi dibattiti e preoccupazioni in tutto il mondo, rendendo quest’opera uno dei pezzi più riconoscibili di arte generata dall’IA. In questa mostra, l’artista espone non solo l’opera premiata, ma anche i documenti legali depositati dai suoi avvocati per il copyright dell’opera.

Hello Edo!, un team creativo asiatico dedicato all’arte dell’IA, espone la Yatai Series generata dall’IA. Le immagini arricchite dallo stile Ukiyo-e rivelano un mondo in cui creature futuristiche, genere, tecnologia meccanica, divinità e demoni, IA e cyborg si mescolano, costruendo un altro mondo stilisticamente retrò, futuristico e fantastico.

La serie “strephein stoma” di Yu-Chiao Yang ipotizza un mondo in cui gli esseri umani sono già scomparsi e altre creature altamente intelligenti leggono lo studio degli “umani” in un database gestito dall’IA, simulando il modo in cui l’IA “racconta” la sua comprensione degli “umani”.

Nell’opera di Morehshin Allahyari, Moon-faced, l’artista utilizza ritratti della dinastia iraniana Qajar dal 1786 al 1925 per addestrare il modello IA, che a sua volta genera una serie di video come tentativo di dissolvere e ripristinare l’espressione non binaria di genere cancellata nella cultura visiva persiana dopo che la cultura occidentale ha invaso il Paese.

Aesthetic Fragments di Lev Manovich chiede all’IA di simulare antiche incisioni e acqueforti, creando un’atmosfera onirica e nostalgica e uno spazio che è come la memoria alternativa di una civiltà umana che è scomparsa lasciando solo i suoi frammenti.

Il collettivo artistico berlinese onformative presenta AI Sculpting, un’opera video che osserva e documenta il processo evolutivo dell’IA che impara a scolpire modelli 3D. L’opera evidenzia il ruolo curatoriale degli umani quando la macchina diventa artista.

The Book of Veles di Jonas Bendiksen esplora la storia e la complessa situazione contemporanea della città di Veles, nella Macedonia del Nord. L’artista usa personaggi virtuali 3D e testi generati dall’IA per produrre un libro che mescola storia e messaggi falsi contemporanei, invitando il pubblico a riflettere sulla difficoltà di distinguere la verità dalle bugie nell’epoca della tecnologia.

Quando la scatola nera dell’IA è intrisa di censure e preconcetti invisibili
Unerasable Characters è una celebre opera di Winnie Soon. Questa indaga come la disuguaglianza di potere nell’infrastruttura digitale influisca sulla cultura. Soon raduna dati testuali censurati e rimossi dalla piattaforma cinese del social media “Weibo” per coinvolgere il pubblico e far sì che rifletta sulle voci inascoltate e silenziate dalla censura così come sul suo impatto culturale.

Appropriate Response di Mario Klingermann mostra il potere delle parole. Il display split-flap a parete nel video mostra una breve frase ogni volta che qualcuno si mette sull’inginocchiatoio di legno posizionato di fronte al display. Queste frasi sono scritte dalla rete neurale dell’IA. Anche se sembra che l’IA sia in grado di produrre frasi coerenti e aforistiche, è lo spettatore umano ad attribuirgli un significato.

Quando l’IA interagisce e coesiste con gli organismi viventi
L’artista giapponese Koya Matsuo espone due opere, Torichan sings Desperado e Star Filled Night, utilizzando la tecnologia dell’IA per ricreare la voce cantata e le immagini della moglie defunta. L’opera mostra una commovente scena di canto duale dell’artista e della moglie, una performance che trascende sia la vita sia lo spazio-tempo.

Il gruppo di new media art Dimension Plus espone Ecological Pool (Feat. Dr. Kinetic), incentrato sul processo della nascita di una specie immaginaria creata dall’IA, creando un ecosistema virtuale che imita l’aspetto, la modalità e il movimento di una forma di vita esistente. Un’altra opera, VS AI Street Fighting, comprende console da gioco divertenti per esplorare i limiti o i pregiudizi dell’IA.

Il rinomato gruppo d’arte interattiva britannico Blast Theory presenta Cat Royale: un esperimento con tre gatti e l’IA in una stanza; il braccio robotico fornirà giochi, giocattoli, cibo e acqua in base al livello di felicità ed esigenze di ciascun gatto, rendendo l’opera un tentativo di esplorare come l’IA influenzi il comportamento e benessere degli animali.

Anna Ridler espone una serie di opere generate dall’IA. In Mosaic Virus, ogni canale mostra l’immagine mutevole di un singolo tulipano controllato dal prezzo del bitcoin. Bloemenveling è un’opera NFT che si autodistrugge dopo una settimana, più o meno la stessa durata di un tulipano reciso. Lo spettacolare e peculiare Black Tulip sfida il volatile mercato dell’arte digitale rendendo impossibile la vendita a un prezzo superiore a quello di acquisto.

Onirica () di fuse* intreccia i sogni compatibili della “Dream Bank” in una narrazione continua, aiutata dall’IA che trasforma le informazioni in un’esperienza di narrazione visiva. Infondendo le esperienze percettive umane in un sistema di apprendimento automatico, l’opera genera una serie di immagini interconnesse che comprendono personaggi, oggetti, paesaggi e altro ancora, tutti intrecciati in un immaginario ipnotico ed enigmatico.


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