EPFL Pavilions – Losanna (Svizzera)
16/09/2022-05/02/2022

Noi esseri umani, come possiamo iniziare a comprendere l’enormità del cosmo nel tempo oltre che nello spazio? Questa complessa domanda ha portato la nostra specie a inventare tecnologie sempre più sofisticate per osservare e tracciare i cieli, prima dalla Terra e poi più recentemente utilizzando delle sonde lanciate per esplorare e documentare la vastità dello spazio.

Archeologia del cosmo: indagini nel Tempo e nello Spazio fornisce informazioni dalle più grandi e famose missioni esplorative dello spazio e dai tentativi meno conosciuti ma allo stesso modo sorprendenti, per scoprire tutto quello che c’è da conoscere sul nostro universo. I contributi dai più forti della scienza includono le immagini dei telescopi spaziali Hubble e Webb della NASA, dataset dalla Agenzia spaziale europea e dall’osservatorio Square Kilometre Array, e suoni da Perseverance, il rover su Marte della NASA. Inoltre, vengono celebrati i pionieri individuali come l’astronauta svizzero Claude Nicollier, e due eroi storicamente trascurati a causa del loro genere e colore della pelle: l’astrofisica Jocelyn Bell ed Edward Dwight, il primo tirocinante NASA afroamericano.

Il nucleo della mostra è un’intensa collaborazione di ricerca di due anni fra il Laboratorio di Museologia Sperimentale (eM+) e il Laboratorio di Astrofisica (LASTRO) di EPFL. Grazie a questo progetto, Archeologia del cosmo affronta alcuni dei più importanti problemi di astrofisica oggi.

L’acquisizione di informazioni sul nostro universo varia da impulsi radar, gamme di frequenze radio, letture a spettro della fotografia convenzionale ampliata con le lenti più potenti al mondo, e telescopi. A causa di ciò, gli astrofisici devono confrontarsi con l’impossibilità di processare exabyte di informazioni, la cui maggior parte prende la forma di dataset numerici. Contemporaneamente, gli astronomi hanno utilizzato illustrazioni grafiche per rappresentare il cosmo. Il genere è familiare a tutti noi dato che ricorda fortemente la fantascienza e le illustrazioni fantasy. Nonostante siano esteticamente affascinanti, gli approcci illustrativi segnalano allo spettatore che ciò che stanno osservando non è né reale né basato su dati veri.

Nonostante ciò, negli ultimi decenni gli astrofisici hanno cercato di incanalare la potenza delle tecnologie immersive e interattive per la raffigurazione di veri datasets. 

In una perfetta unione di forma e contenuto, i laboratori astrofisici di tutto il mondo, tra cui LASTRO (Laboratorio di astrofisica) della Scuola politecnica federale di Losanna (EPFL), hanno iniziato a costruire un modello 3D completo dell’universo, così come dell’apparecchio per esplorarlo. Le sfide di questo tentativo vanno ben oltre il problema apparente della costruzione di un’architettura virtuale abbastanza complessa e dinamica per la pluridimensionalità e l’elasticità dello spaziotempo, tanto meno sulla scala dell’universo. 

Le 19 installazioni che compongono Cosmos Archaeology riprendono queste innovazioni per sfatare i cliché delle astro-illustrazioni e dell’”esperienza” virtuale per aprire un portale di un accesso diretto del pubblico al dataset dell’universo con cui anche gli astrofisici possono lavorare. Le applicazioni uniche create per Cosmos Archaeology includono un’interfaccia 6dof (sei gradi di libertà) per raffigurare l’effetto della lente gravitazionale di Einstein sul piano cosmico. Un’altra installazione interattiva ci spinge in un universo dinamico dove possiamo orientarci liberamente in un meraviglioso modello 3D del cosmo situato in un immersivo cave environment.

Anche l’interesse globale per l’inquinamento dello spazio viene posto in primo piano in Cosmos Archaeology. Con milioni di pezzi di spazzatura spaziale che offuscano la nostra vista del cielo, il bisogno di tracciare e visualizzare la presenza e la traiettoria di frammenti in orbita attorno alla Terra viene messo in evidenza in tre progetti di raffigurazione sonora e grafica dei dati creati da scienziati e artisti. 

La mostra è caratterizzata da varie opere di molteplici artisti contemporanei che hanno adottato i dati astronomici per esplorare il cosmo a modo loro. Infine, facendo eco all’estetica steampunk, l’artista cinetico svizzero Pascal Bettex ha realizzato un vivace modello dell’universo utilizzando delle lastre per la mappatura delle stelle donate dalla Sloan Digital Sky Survey. Cosmos Archaeology mostra il potenziale dell’arte di trascendere l’illustrazione e diventare uno strumento sia di conoscenza, sia di scienza.


https://epfl-pavilions.ch/exhibitions/cosmos-archaeology