Digimag 78 – Primavera 2018

A cura di Marco Mancuso – Silvia Bertolotti


CAPO REDATTORE: Marco Mancuso

EDITING:
 Silvia Bertolotti, Marco Mancuso

AUTORI: Andy Campbell, Paolo Cirio, Daniele Giampà, Reham Hosny, Annette Hunnekens, Alessandra Ioalè, Vanessa Santos, Dominika Sobolewska

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“OVERWORLDS AND NEW NARRATIVES” – THE CALL:

Al giorno d’oggi la scrittura digitale è diventata un argomento importante nel campo delle scienze umane per cui è richiesta una maggiore attenzione a questioni come l’autonomia estetica, i modelli teorici e le pratiche, specialmente nel contesto delle arti e della cultura dei media.

Alla base della cosiddetta letteratura digitale non ci sono solo le possibilità offerte oggi dall’uso di computer e altri strumenti software / multimediali, ma anche diversi approcci all’oggetto letterario, in termini di struttura e pratica, sia dal creativo che dal punto di vista ricettivo, che intreccia – ma non coincide – con l’accresciuta importanza delle tecnologie dei media.

La scrittura digitale fa parte di un discorso molto più ampio, che è alla base dei diversi modi in cui le tecnologie e le reti stanno influenzando irreversibilmente i metodi narrativi. Nello specifico, lo storytelling sta diventando più coinvolgente e partecipativo, nel senso che il pubblico è coinvolto in un modo più interattivo e l’ambiente si sta evolvendo in uno scenario transmediale più complesso. Recenti sono gli esperimenti su Google Chrome di Aaron Koblin e Chris Milk per Google Arts & Culture, che aprono nuovi approcci di indagine su una narrativa collettiva, interattiva, in tempo reale applicata al gioco, a videoclip e film su piattaforme di rete.

Altri esempi sono gli esperimenti di narrazione multimediale di Blast Theory, un mix unico di gioco, performance, cinema, dove i confini spaziali e temporali tra reale e virtuale diventano elementi narrativi, rimodellati dalla tecnologia. Inoltre, le tecnologie di realtà virtuale e aumentata stanno migliorando lo spazio narrativo e forse cambiando radicalmente i confini tra narrazione e comunicazione, così come quelli tra la costruzione architettonica di nuovi mondi e l’uso di nuove tecnologie di registrazione delle immagini. Droni, robot, tecniche di scansione laser, sistemi video a 360 °, sistemi audio binaurali consentono oggi la saturazione dell’ambiente sensoriale del pubblico. Il nostro campo percettivo viene quindi sempre più travolto, con conseguenze inimmaginabili non solo dal punto di vista dell’intrattenimento, ma anche dal punto di vista del marketing, della geolocalizzazione e della comunicazione virale.

Le arti e in particolare la media art sono quindi sollecitate a interrogarsi sulle nuove possibili conseguenze estetiche ed emotive, nonché sul suo impatto sull’ambiente sociale, politico e culturale.