A cura di Marco Mancuso – Claudia D’Alonzo

Cimatics Festival, STRP, Biennale Némo, Elektra Festival


Digicult ha sviluppato il progetto “+ 39:Call for Italy” originariamente per il Festival Cimatics di Bruxxelles del 2007, su invito di Nicolas Wierink, un progetto modulare costituito da performance di Live Media e Live Cinema (a cura di Marco Mancuso) e un video-screening (a cura di Claudia D’Alonzo) che focalizza l’attenzione sugli sviluppi nell’ambito dell’arte digitale in Italia negli ultimi dieci anni.

Performance: Otolab “op7″/”Circo Ipnotico”, Quayola “Path to abstractions”, Mylicon/En: “Put down the gun” , Echran “Stardust”, Zimmerfrei “The Colony”

Videoscreening: Otolab, Mylicon/En, Echran, Zimmerfrei, Zapruder, Ogino Knauss, Blu, Kinotek, Vinz Beschi, Progettoantenna, Fabio Franchino, 47th Floor, Elec, Niko Stumpo, Hfr-Lab

Descrizione dei video nello screening

Il progetto curatoriale è nato con lo scopo di supportare gli artisti audiovisivi italiani nel presentare i loro lavori all’interno dei più importanti eventi internazionali nell’ambito della transizione artistica e culturale tra audiovisivi digitali, musica, cinema e design.

Dopo il Festival Cimatics, il progetto “+ 39:Call for Italy” è stato ulteriormente commissionato da alcuni festival internazionali come: STRP Festival di Eindhoven nel 2008 (in cui si sono esibiti Otolab ed Echran, con anche una lecture di Marco Mancuso), Nemo Festival di Parigi nel 2008 (in cui si sono esibiti Otolab, Quayola e Mylicon/En), Transculture Audiovisuelles di Lille nel 2008 (in cui si sono esibiti Mylicon/En ed è stato proiettato il videoscreening), Sonic Acts nel 2008 (in cui si sono esibiti gli Otolab) e infine Elektra Festival di Montreal nel 2009 (in cui si sono esibiti sempre gli Otolab).

Nel solco della tradizione Italiana della cultura del design e del progetto, estesa alle più moderne forme di arte e creatività audiovisiva legate all’utilizzo del digitale e dei nuovi media, la rassegna “+ 39” vuole rappresentare un momento di riflessione, un punto fermo, sull’evoluzione artistica compiuta da alcuni tra i principali protagonisti della più recente “scena” elettronica Italiana.

Senza alcuna ambizione celebrativa, ma con la profonda consapevolezza del valore intrinseco dei progetti e dei protagonisti presentati, la rassegna “+ 39” costituisce al contempo la prima ampia retrospettiva su quegli artisti, musicisti, designers, video makers, vjs e programmatori che nel corso degli ultimi 10-15 anni hanno compiuto in Italia un percorso consapevole di crescita e maturazione di linguaggi ed estetiche nell’ambito della sempre più diffusa cultura del digitale e dei new media. “+ 39” è quindi la prima occasione in cui un intero movimento di creativi e professionisti Italiani che lavorano con il digitale, si costituisce, si riconosce e si propone prepotentemente come “scena”. Termine abusato, amato e odiato, ma indicativo di una corrente culturale-artistica e di un collante ideologico-creativo che unisce esperienze umane e professionali, contesti e percorsi anche profondamente diversi tra loro , la “scena” elettronica Italiana è oggi pronta a proporsi a livello internazionale e a confrontarsi con i principali protagonisti e maestri.

Ben lungi dall’essere una rassegna completa ed esaustiva, “+ 39” ha quindi lo scopo primario di palesare l’esistenza di un movimento, mostrare un immaginario estetico, indicare una metodologia di lavoro e di progettazione legata al paese Italia e ai suoi protagonisti. Lo spettatore consapevole riconoscerà quindi tracce della tradizione Italiana di video arte sperimentale nel progetto di live-cinema “Put down the gun” del duo Mylicon/En, stupendo esempio di interazione tra audio e video ottenuta mediante micro-narrative e suggestioni figurative, nonché dal contrasto tra immagini prodotte attraverso strumenti analogici e suoni elettro/digitali ottenuti mediante laptop e sintetizzatori .

Così come palese risulta l’approccio fortemente progettuale e di design in “op7 del collettivo otolab, progetto di live audio-video in cui l’approccio metodologico e accademico alla musica elettronica e alla scenografia visiva sono fortemente integrati in un’esperienza sinestetica incentrata su un’analisi moderna dell’arte optical. E ancora, il progetto live audio-video “Path to Abstraction di Quayola rappresenta uno tra i più validi esempi di come la scuola Italiana del graphic design, del video arte e della musica elettronica si sia evoluta nel nostro paese grazie al contatto con esperienze accademiche da un lato e con la cultura underground dei club dall’altro.

Infine, ZimmerFrei,  gruppo che produce performance di danza e teatro, cortometraggi, installazioni audio, propone la performance di live cinema espanso “The Colony”: il video è proiettato su uno schermo e la colonna sonora è suonata dal vivo dagli stessi artisti (giradischi, campioni, giocattoli, rumori e voci) e due chitarristi.