CATTEDRALE DEL DUOMO - MILANO
5 MAGGIO 2005

Torna anche quest’anno PAUSE, la rassegna che ha inaugurato un modo nuovo di guardare alla spiritualità, trasformando la Cattedrale in un luogo congeniale alla musica, alle parole e alla videoarte. Dopo l’edizione del 2004 – cui partecipano, tra gli altri, Suzanne Vega, Bill Viola e Sergio Castellitto – l’edizione del 2005 si apre con uno dei protagonisti della danza contemporanea.

Il newyorkese Bill T. Jones offre un rarissimo “assolo” all’interno delle navate gotiche del Duomo di Milano, sulle note della famosa Chaconnedi J. S. Bach per violino solo (BWV 1004), interpretata da Nurit Pacht.

All’interno della serata le première non finiscono con Bill T. Jones: Karlheinz Stockhausen ritorna, ma questa volta con un brano nuovo creato appositamente per la serata. Si tratta del suo primo brano per organo e voci – KLANG – che dà inizio al grande progetto delle ventiquattro ore del giorno: DIE 24 STUNDEN DES TAGES.

La particolare ambientazione che caratterizza lo stile di PAUSE è affidata alle coreografie di Bill T. Jones, mentre al centro della serata stanno le immagini di Pulse, di Shirin Neshat.

KARLHEINZ STOCKHAUSEN

K L A N G | Die 24 Stunden des Tages | Le 24 Ore del Giorno

ERSTE STUNDE | PRIMA ORA
per Organo, Soprano,Tenore

Una commissione di Artache per il Duomo di Milano in prima esecuzione assoluta nella Cattedrale Stockhausen ritorna in Cattedrale, ma questa volta con una nuova commissione creata appositamente per l’evento PAUSE. Si tratta del suo primo brano per organo (e voci) – KLANG – con cui Stockhausen dà inizio al grande progetto delle 24 ore del giorno. La summadel “grande vecchio” della musica contemporanea conferma la sperimentazione sull’evoluzione simultanea dei parametri, distribuiti sulle due mani dell’esecutore. Al centro di un ordito ritmicamente bidimensionale, Stockhausen fa cantare alle voci del Soprano e del Tenore una porzione dell’antifona per la solennità dell’Ascensione, rendendo l’esecuzione un evento celebrativo di grande sacralità.

Interpreti: organista: Alessandro La Ciacera
alla consolle dell’organo del Duomo (5 manuali);
Soprano: Barbara Zanichelli
Tenore: Paolo Borgonovo

BILL T. JONES

C H A C O N N E | solo
NURITH PACHT | violinista

L’edizione del 2005 apre con uno dei protagonisti della danza contemporanea: il newyorkese Bill T. Jones. All’interno delle navate gotiche del Duomo di Milano un rarissimo “assolo” a partire dal ritmo ostinato della famosa Chaconnedi J. S. Bach per violino solo, interpretata da Nurit Pacht. PAUSE quest’anno offre un’ a s c e n s i o n e d e l c o r p o. La corporeità, assorbita dall’Occidente cristiano nelle maglie di un approccio alle volte troppo intellettualistico, trova la sua “redenzione” nella piece di Bill T. Jones: un ”assolo”, dedicato alla memoria della madre che prende vita dalla struttura formale della chaconne bachiana (BWV 1004). 64 piccoli quadri servono a Bill per dare “voce” al corpo, disegnando anche l’intera superficie di un grande quadrato. L’Assolo di Bill sarà anticipato da Pulse, breve video di Shirin Neshat in cui la donna, anch’essa sola nella stanza buia, accorda la propria voce sul ritmo del testo del mistico persiano Rumi.

CHACONNE
Coreografia di Bill T. Jones
Décor di Bjorn Amelan
Costumi di Liz Prince
Luci di Robert Wierzel

SHIRIN NESHAT

P U L S E | video installazione

Mentre la Chiesa celebra l’inizio di una nuova presenza, quella dello Spirito e non più della carne, materiale ed immateriale si confrontano in un’Ascensione del corpo. Nella pulsazione ritmica di PAUSE 2005 le immagini di Shirin Neshat creano un vero e proprio raccordo tra la sospensione estatica di Klang (Stockhausen) e l’ostinato ’organista e il corpo di Bill si insinua una femminile ricerca di intimità, che in Pulse giunge quasi a reduplicare lo spazio della cattedrale per trasmetterle delle nuove dimensioni. Queste vengono ritratte da un occhio in leggero movimento, che sembra muoversi anch’esso al ritmo di una ninna-nanna non fatta tuttavia per dormire, ma per stare in veglia e uscire dal carcere della materialità. Sulle parole del mistico persiano Rumi, l’interprete del video accorda la propria voce a quella di Sussan Deyhim con le labbra e con le mani che cercano libertà, sullo sfondo di quell’unica finestra aperta verso la luce. Pulse, film in 16 mm., bianco e nero, sonoro, 8’30’’, trasferito su DVD.