MANY VENUES- WIEN
13 - 23 SEPTEMBER 2007

 

Paraflows, secondo festival annuale per l’arte e le culture digitali, che si svolge dal 13 al 23 settembre 2007, stabilisce a Vienna una nuova tradizione di festival. Inteso come collegamento annuale tra Ars Electronica e Steirischer Herbst, Paraflows funge sia da piattaforma per la locale nuova net art e per la scena net culture, sia da interfaccia per le posizioni nazionali ed internazionali più note all’interno della media art.

Un_Space Exhibition

Un_Space è il titolo di questa edizione: il tema è l’esplorazione degli spazi inaccessibili, invisibili, teoretici ed immateriali. Al MAK-Gegenwartskunstdepot Gefechtsturm Arenbergpark, circa 30 postazioni di net art e net cultura, ed altrettante strategie artistiche correlate, tentano un avvicinamento all’Un_Space.

Gli spazi virtuali – come argomento prominente nell’arte media e net – così come le dimensioni e i territori dello spazio sociale e personale (si veda Erving Goffman, Territorien des Selbst) e gli spazi reali come quello architettonico, geografico e elementare, devono essere raccolti, visualizzati e discussi in accordo con le loro caratteristiche, significati, e le rispettive lacune.
Gli organizzatori di Paraflows pensano ad UN_SPACE come ad una eliminazione delle distanze, dei confini, delle barriere che interferiscono con la realtà culturale, sociale, politica e mediale.
I contenuti che hanno a che fare con lo sviluppo di territori inaccessibili, gli approcci tecnico e i tentativi teorici sono gli aspetti chiave della mostra di quest’anno.

Symposio Boundary Layers of the Sea
14-16 settembre, Barocke Suiten, quartier21/ MQ

Nell’ultimo capitolo di Guerra e pace nel villaggio Globale di Marshall McLuhan, intitolato “Un messaggio al pesce”, il lettore si confronta con l’interrogativo di quanto noi possiamo comprendere i media, tenendo conto – una volta definito – che essi stabiliscono un ambiente omogeneo, quasi naturale che include e controlla cyberneticamente l’uomo.
Per l’uomo moderno i media tecnici sono diventati tanto normali quanto l’acqua per un pesce. Non per caso come passo successivo, McLuhan disegna il surfista come l’archetipo del teorico dei media: conoscendo le leggi del medium fin dove egli deve, resta in ogni caso elegantemente sulla superficie.

Un secondo classico della teoria dei media definisce di nuovo la superficie dell’oceano come il luogo della conoscenza sui media. Una latta di sardine galleggiante, che riflette il sole, dà avvio alle riflessioni di Jacque Lacan sullo sguardo. Egli afferma che non è soltanto l’osservatore a guardare la latta, ma la latta stessa a ricambiare lo sguardo. “[E]lle me regarde”, nell’originale francese, include il doppio senso “lei mi guarda/lei mi riguarda” che si perde nella traduzione; qualcosa in questa immagine sembra aggiustare un bisogno non familiare, i suoi effetti che non sono accessibili alla coscienza. La nostra preoccupazione per i media e la nostra conoscenza di essi proviene da un desiderio di differenziazione ed al contempo appropriazione che sfugge al controllo razionale.

Il Simposio di Paraflows segue questi due pensieri e da essi deriva nuovi interrogativi circa il rapporto tra conoscenza e media. In questo tentativo, i temi dei livelli di collegamento del mare (superficie dell’oceano, letto dell’oceano, costa, orizzonte) agiscono come strumenti probatori a livello epistemologico e storico.

 

www.paraflows.at