Kinetoh è un progetto di arte generativa, ideato e curato da Fabio Franchino, già noto per una serie di lavori e installazioni che se fino a ieri prevedevano l’interattività come componente principale, oggi, con questo progetto, non prevedono più nemmeno l’intervento dell’uomo.

L’arte generativa è quella disciplina artistica che permette di progettare una serie di software che per l’appunto generano in maniera semiautomatica o automatica, delle immagini o dei suoni intepretabili come forma d’arte

Kinetoh è proprio questo, un software in grado in questo caso di generare immagini ad alta risoluzione che ripendono, con il giusto stile e libera intepretazione, le estetiche del modernismo e delle sue forme. Tutte le immagini ad alta risoluzione, bellissime nella loro perfezione, generate casualmente dai movimenti dati dal software e dai suoi algoritmi a delle immagini di partenza, sono riportati all’interno della galleria di immagini.

Molto interessante è comunque tutto il lavoro di Fabio Franchino, musicista, designer e programmatore. Come recita la sua biografia, è chiaro il suo passaggio da lavori concettuali riguardanti l’interfaccia digitale immersiva (“exeB”), per passare ad elaborazioni video in tempo reale in ambito performativo (“soXno”, “hekla”), continuando nelle installazioni reattive o autonome (“beQuiet”, “claudio’s dream”, “LesNeuvelles”), fino ad escludere quasi totalmente l’intervento umano sul risultato, nell’ultimo progetto di arte generativa (“kinetoh”). Il caso, la casualità, la causa-effetto, il tempo indefinito, sono i fattori comuni di tutta l’attività creativa. Le modalità per provocare e scaturire eventi e modificazioni possono cambiare, il click del mouse (“exeB”), il passaggio di una persona (“beQuiet”), la modificazione di un suono o rumore (“hekla”), o un algoritmo di emulazione casuale (“kinetoh”), ma in tutte rimane la possibilità che il risultato non possa essere previsto, convogliato o definito

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