LA PALMA CLUB - ROMA
22 Gennaio 2005 - 23.00

Curata e promosso da Associazione Italiana Cultura Elettronica e dal progetto Re:Life, la serata del La Palma Club presenta due artisti di punta di quella che forse è la label regina di un certo tipo di musica elettronica e Idm di ricerca. Il giovane americano Jimmy Edgar e il navigato duo dei Plaid, accenderanno i loro laptop questa sera su uno dei palchi più attivi della capitale e di Italia nel perseguire un certo approccio di qualità al night clubbing.

Nel vasto panorama musicale attuale, per la maggior parte appannaggio delle major, esistono dei “segnali di disturbo” che cercano di oltrepassare la soglia del suono standardizzato ed omologato. Questi segnali fanno capo a poche etichette discografiche indipendenti, capaci di creare una scena di riferimento intorno a suoni particolari, semplicemente diversi. E’ il caso dell’inglese Warp Records, l’etichetta elettronica riconosciuta come la più importante label indipendente contemporanea secondo le dichiarate ambizioni dei fondatori Rob Michtell e Steve Beckett. D’altra parte l’essenza del suono Warp riflette il genio dei suoi artisti: Aphex Twin, Squarepusher, LFO, Two Lone Swordsmen Plaid, Autechre, Boards Of Canada, Broadcast, Red Snapper, Mira Calix, 808 State, Stereolab, solo per citarne alcuni. La Warp Records può vantare ben quindici anni di successi, da quando John Peel scoprì che in una cantina di Sheffield si stava preparando la rivoluzione dell’elettronica…

JIMMY EDGAR, l’enfant prodige della Warp, ha vent’anni e si chiama Jimmy Edgar. Nativo di Detroit, è cresciuto musicalmente grazie alle influenze avanguardistiche della Motor City, dal jazz all’elettronica sperimentale passando per il funk e l’ r’n’b. Affermato dj dall’età di 14 anni e promettente produttore, Jimmy Edgar è stato allievo di riconosciuti maestri del djing e del programming quali Carl Craig Juan Atkins, Kevin Saunderson e Derrick May. Grazie a queste esperienze ha sviluppato il suo innato talento per la musica assemblando un’originale e personale suono elettronico, risultato dell’incontro tra vibrazioni electro-hip hop, reminiscenze r’n’b, suggestioni techno di matrice fortemente dancefloor oriented. Ne sono testimoni le sue produzioni “made in warp”, ovvero il ricercatissimo EP “Access Rhythm”(2003) e l’ottimo minialbum d’esordio, intitolato “Bounce, Make Model”, che segna una svolta epocale nell’evoluzione del suono di Detroit. Tra Prefuse73 e Autechre, la musica di Jimmy Edgar è un torrente creativo inarrestabile che cattura lo spirito e il corpo in un interminabile vortice sonoro.

PLAID sono tra gli artisti di punta di casa Warp. La musica del duo londinese formato da Ed Handley e Andy Turner, aka Plaid, rappresenta da molti anni un punto di riferimento imprescindibile per le diverse tendenze evolutive dell’elettronica. Dopo gli inizi firmati The Black Dog insieme all’amico e collaboratore Ken Downie, i Plaid hanno applicato al suono caratteristico della scena techno dei primi anni novanta un’innato senso del design visivo e sonoro unito ad una spiccata attitudine per le contaminazioni, talvolta ispirata da una marcata sensibilità pop. Dopo il criptico esordio di “Not For The Trees”, impreziosito dalle splendide voci di Nicolette e di Bjork, il suono incisivo, melodico e irregolare dei Plaid emerge dall’underground nel 1999 proprio grazie alla Warp con il seminale “Rest Proof Clockwork”, cui fanno seguito l’ottimo “Double Figure” (2001) e, dopo la raccolta di remix “Parts in the Post” (Peacefrog, 2002), il recente “Spokes” (2003). Tra electro-techno ed hip hop evoluto, soffuse armonie, melanconiche melodie e ricercate soluzioni acustice, i Plaid hanno forgiato negli anni un vero e proprio stile di dance music, fatto di microbeat minimali e ritmiche veementi, fonte d’imitazione per numerosi artisti della scena contemporanea, a dimostrazione di quanto la loro musica continui ad orientare l’evoluzione della scena elettronica.

 

 

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