Incontri a cura di Antonio Caronia, Enrico Livraghi, Simona Pezzano

“L’immagine infinita” è il tema di questa edizione di Techne . Attraverso le relazioni spaziali e temporali che gli artisti instaurano tra le immagini video (sui monitor o videoproiettate) e gli ambienti che le ospitano, si può cercare di riflettere sul ruolo che le immagini hanno avuto e hanno in una società come la nostra, che è stata variamente definita “dell’immagine” o “dell’informazione”. È ancora valida la classica impostazione di McLuhan, che legava il ruolo centrale della visione alle società basate sulla scrittura – e poi soprattutto sulla stampa – mentre intuiva nelle tecnologie “elettriche” il passaggio a una polisensorialità definita tattile dal pensatore canadese? E se anche le intuizioni di McLuhan sono state verificate dagli sviluppi successivi, che posto hanno le immagini in un panorama “multisensoriale” come quello odierno – visto che esse non sono affatto scomparse, ma continuano a proliferare e a diffondersi, e con esse proliferano gli schermi, grandi e piccoli, che riempiono la nostra vita di tutti i giorni?

L’arte – e in particolare l’arte che fa un uso consapevole e creativo delle tecnologie, a cui Techne è istituzionalmente dedicata – è un ottimo strumento per comprendere non solo le potenzialità e le trasformazioni estetiche, ma anche le trasformazioni sociali a cui l’arte è inestricabilmente legata. Gli incontri di riflessione che Techne propone, a lato e a commento della mostra, intendono appunto fornire informazioni e approfondimenti, da un lato sul panorama delle arti elettroniche oggi (dal teatro tecnologico alla performance digitale alla net art alla software art), dall’altro sugli strumenti concettuali di indagine e di comprensione di questi nuovi fenomeni.

Adesso, non c’è dubbio che siano le tecnologie digitali a segnalare i cambiamenti più vistosi, ma anche più sottili, nelle pratiche artistiche e culturali come nella vita quotidiana. È su queste, dunque, che dovrà concentrarsi la riflessione oggi. Partendo dalla constatazione che il computer non solo consente di svolgere in modo nuovo (più rapido, più efficiente, più versatile) compiti vecchi, ma permette possibilità radicalmente nuove, apre strade (e problemi) che senza queste tecnologie sarebbero state impensabili. E tutto ciò l’arte “tecnologica” lo mostra in modo più che evidente.

L’indagine sulle modalità e le conseguenze dell’avvento delle tecnologie digitali acquista una rilevanza particolare nel campo dell’immagine. Qui, infatti, il passaggio dall’immagine analogica (fotografia e cinema tradizionali, ma anche video analogico) all’immagine digitale, ci impone il confronto con un problema cruciale: quello della “non referenzialità” dell’immagine digitale. L’immagine analogica, infatti, per la sua natura chimica, realizza una stretta corrispondenza fra il soggetto rappresentato e la sua immagine, come se quest’ultima fosse una impronta o una traccia della “cosa necessariamente reale che è stata posta dinanzi all’obiettivo,” per usare le parole di Roland Barthes. Nulla di tutto ciò per l’immagine digitale, che è “semplice” elaborazione di informazione numerica, e non traccia di un processo fisico, e quindi sembra non avere alcun referente.

Questo paradosso (che l’immagine non abbia più un referente, un’origine) apre tutta una serie di problemi, perché parole e concetti antichi come “verità,” “prova,” “relazione”, “intenzione”, “processo” – o nuovi, come “interattività,” devono essere ridefiniti, per comprendere le conseguenze di tipo cognitivo, etico, estetico che ciò comporta.

Questi sono i temi che abbiamo pensato di mettere al centro dei nostri incontri. Critici e storici dell’arte, artisti e studiosi, proporranno, se non delle risposte, dei modi nuovi di formulare le domande in relazione alla produzione di “arte tecnologica” degli ultimi anni.

Gli incontri si svolgono allo Spazio Oberdan, a Milano, alle ore 18

•  Le poetiche del software nell’arte digitale contemporanea – 7 febbraio 2006

La software art come sperimentazione con algoritmi e interfacce: riflessioni estetiche e politiche.

Florian Cramer

•  La tecnica come problema filosofico – 14 febbraio 2006

La realtà modificata: il possibile, il visibile, l’informe.

Massimo De Carolis