Il flicker rientra in quella categoria che Edmund Husserl definisce come ambiguità percettiva, in quanto offre la possibilità di travalicare le convenzioni del conoscere abituale per comprendere e rapportarsi al reale attraverso nuove possibilità, date dalla destabilizzazione – in questo caso violenta, a volte traumatica – di abitudini percettive assuefatte e automatizzate. Gli artisti sperimentano attraverso il flicker sia un piano fenomenologico, quello della stimolazione anomala del nostro apparato percettivo, che un’analisi strutturale dei codici dell’immagine in movimento.

Quando l’Occhio Trema
DOCVA Documentation Center

Videoscreening a cura di: Mario Gorni (Careof DOCVA) e Claudia D’Alonzo (Digicult)

Conferenza con: Claudia D’Alonzo, Elisa Gattarossa, Mario Gorni, Marco Mancuso, otolab

Altri inviti: Subtle Technologies Festival 2011


Giovedi 17 settembre alle ore 17.30 Careof DOCVA, presenta Quando l’occhio trema. Il flicker tra cinema, video e digitale, videoscreening a cura di Claudia D’Alonzo e Mario Gorni, in collaborazione con INVIDEO e Digicult.

In occasione dell’inaugurazione, nel corso di un incontro aperto al pubblico, si confronteranno sul tema del ‘flicker’: Claudia D’Alonzo del network Digicult; Elisa Gattarossa di INVIDEO; Mario Gorni, direttore di Careof DOCVA; Marco Mancuso, direttore di Digicult; otolab, collettivo milanese di sperimentazione audiovisiva.

Quando l’occhio trema – tratto dall’omonimo film di Paolo Gioli del 1989 – costruisce un percorso storico e metodologico sull’uso della tecnica del flicker attraverso una selezione di dieci lavori, provenienti dagli archivi video DOCVA e INVIDEO, insieme a opere di autori collegati al network internazionale di Digicult.

Il ‘flicker’ è una tecnica applicata in molte forme d’arte, cinema sperimentale su pellicola, ambienti ed installazioni di luci, video analogico e audiovisivo digitale. Tale tecnica si basa su uno specifico fenomeno percettivo. La normale percezione dell’immagine in movimento avviene con una frequenza di 24 fotogrammi al secondo. Diminuendo questa frequenza tra i 6 ed i 18 fts, si crea uno sfarfallio visivo che corrisponde ad una stimolazione diretta del nervo ottico, ad una proto-visione nella quale i ritmo visivo si sincronizza direttamente con le nostre onde celebrali.

Il flicker rientra in quella categoria che Edmund Husserl definisce come ambiguità percettiva, in quanto offre la possibilità di travalicare le convenzioni del conoscere abituale per comprendere e rapportarsi al reale attraverso nuove possibilità, date dalla destabilizzazione – in questo caso violenta, a volte traumatica – di abitudini percettive assuefatte e automatizzate.

Gli artisti sperimentano attraverso il flicker sia un piano fenomenologico, quello della stimolazione anomala del nostro apparato percettivo, che un’analisi strutturale dei codici dell’immagine in movimento.

La rassegna Quando l’occhio trema, propone una parziale ricostruzione del percorso storico di questa sperimentazione artistica, attraverso la proposta di autori della storia del cinema e del video, insieme ad alcuni autori del digitale contemporaneo: Claudio Ambrosini, ape5+miky ry, Scott Arford, Alessandrà Arnò, Gerard Cairaschi, Paolo Chiasera, Antonin De Bemels, Thorsten Fleisch, Paolo Gioli, Graw & Bockler, Granular Synthesis (Kurt Hentschläger/Ulf Langheinrich), Girts Korps, otolab, Steina e Woody Vasulka.

Grazie alla collaborazione tra l’Archivio DOCVA, l’Archivio di INVIDEO e Digicult, Quando l’occhio trema si configura anche come momento di ricerca, per concepire il materiale d’archivio come strumento dinamico attraverso il quale instaurare relazioni e scambi, punto di partenza imprescindibile per instaurare confronti tra le esperienze storiche della sperimentazione audiovisiva e gli sviluppi rappresentati dagli autori più contemporanei.

Confronto sempre più necessario non solo per il recupero, la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio storico fondamentale, quello dell’audiovisivo sperimentale, ma anche e soprattutto per la definizione dei parametri scientifici di interpretazione e studio per l’eterogenea e multiforme produzione artistica digitale.

Dal 1987 l’organizzazione non profit Careof promuove e diffonde la ricerca artistica contemporanea italiana e internazionale, con particolare attenzione verso le generazioni emergenti. Nei suoi vent’anni di attività ha prodotto e ospitato oltre 200 mostre tra personali e collettive, affermandosi come spazio per la sperimentazione artistica di grande vitalità.

Attraverso l’organizzazione di workshop, seminari e conferenze, Careof ha dato vita a un circuito d’informazione e una piattaforma di discussione tra artisti, critici, curatori e pubblico. In collaborazione con l’associazione Viafarini, Careof organizza e gestisce il DOCVA Documentation Center for Visual Arts, centro di documentazione per le arti visive attualmente fra i più avanzati in Italia per l’informatizzazione e la diffusione dell’arte contemporanea. Il centro comprende: la Biblioteca specializzata nelle arti visive, l’Archivio Video, l’Archivio Portfolio la banca dati ArtBox.

Proiezioni:

– The Vasulkas – Noisefields, USA 1974, 9′ 54”, col.
– Claudio Ambrosini – Light solfeggio, Italy 1977, 2′ 17”, b/w
– Paolo Gioli – Quando l’occhio trema “ When the eye flickers”, Italy 1989, 12′, b/w
– Kurt Hentschlager/Ulf Langheinrich (Granular Synthesis) – Form, Austria 2000, 3′, col.
– Thorsten Fleisch – Superbitmapping, Germany 2000, 2′ 3”, col.
– Paolo Chiasera – 20mo Livello (20th Level), Italy 2001, 6′, col.
– Gerard Cairaschi – Delice, France, 2002, 9′
– Graw & Bockler – Because, Germany 2002, 3’47”, col.
– Scott Arford – Untitled for television, USA 2003, 5′ 57”, col.
– Alessandra Arno – Stars, Italy 2003, 4′, b/n
– Girts Korps – Ho deciso di non fare piu l’arte (I have decided to give up art), Italy 2003, 3′, col.
– ape5+miky ry – Scarti (Throw-outs), Italy 2005, 10′ 37”, col.
– Antonin De Bemels – Merge/Se Fondre, Belgium 2006, 24’30”, col.
– Otolab – Vagina cosmica (Cosmic Vagina), Italy 2009, video: xo00, audio: _dies, 4′ 50”, col.