“Fracty” è un progetto sottoposto da Digicult per la prima edizione del bando “Che Fare” da 100.000. Un fondo privato che vuole date vita a nuove idee e progetti che siano in grado di affrontare il momento di crisi economica, di tagli generali alla cultura, di collasso dell’economia, utilizzando strumenti e sistemi di networking, peer-to-peer, nonchè tecnologie open source.

“Fracty” è una piattaforma on-line, un punto di incontro tra domanda e offerta culturale, produttiva e artistica nell’ambito delle tecnologie digitali applicate alla creatività contemporanea. Il progetto prende spunto dalla struttura dei frattali, per dare vita ad un sistema culturale-economico complesso che nasca dalla modularità dei singoli sistemi che lo compongono, e che sia per sua stessa natura scalabile e replicabile. “Fracty”si propone di sviluppare una corrispondenza tra: investitori (privati e pubblici) del mondo delle imprese IT, dell’arte e della cultura – professionisti dell’industria creativa digitale – studenti in formazione. Il portale ha l’obiettivo di sviluppare progetti d’innovazione e contribuire ad una ridistribuzione egalitaria e meritocratica delle economie che sottendono la produzione di un oggetto culturale. La piattaforma consentirà forme di interazione diretta tra gli utenti, per proporre la condivisione di richieste progettuali, suggerire la realizzazione di modelli artistici e culturali, alimentando la ricerca meritocratica di nuove collaborazioni lavorative.

Fracty
Bando “Che Fare” di 100.000 Euro
Fine 2012 – Inizio 2013

Un progetto di Marco Mancuso


Attualmente un numero sempre crescente di professionisti delle industrie creative guarda alla rete come strumento preferenziale per far conoscere il proprio lavoro e iniziare progetti di collaborazione.

Nonostante la presenza online di artisti, designer e professionisti della cultura contemporanea sia una vetrina di accesso aperta al mondo dell’impresa e delle committenze, questo è un primo passo che deve essere ancora veicolato verso modelli di business che concilino l’incontro fra domanda e offerta.

Nel campo dell’arte, del design e della cultura digitale in senso ampio, l’utilizzo professionale di network sociali è una pratica non ancora sviluppata al fine di colmare il divide con il pubblico più generalista, con le istituzioni (pubbliche e private), e con le realtà produttive territoriali interessate all’ambito R&D di tecnologie.

I professionisti dell’industria creativa, quali per esempio: artisti multimediali, designer, operatori culturali, publisher, marketer, professionisti della comunicazione online[1]; manifestano resistenza ad iniziare un dialogo diretto con il mondo della committenza, a causa di alcuni fattori quali la percezione di una mancata trasparenza dei processi di selezione e una difficile comprensione delle reciproche necessità.

Allo stesso modo, il mondo della committenza, comprendente per esempio: le grandi aziende, le Fondazioni, gli enti pubblici e territoriali, le medie e piccole imprese[2]; subisce un deficit nell’accesso alle risorse creative ed innovative offerte dal mondo dell’arte e della cultura digitale.

Una maggiore interazione tra queste due categorie (e con una terza categoria rappresentata dal mondo della formazione scolastica), sarebbe un elemento fondamentale per creare nuove sinergie professionali, nuove economie alternative alle consuete filiere produttive e ai modelli economici tradizionali, ed iniziare partnership efficaci volte a produrre effetti specifici di innovazione sul territorio nazionale.

Il nome

Il progetto prende il nome dai Frattali, oggetti geometrici esistenti in natura dotati di omotetia interna: cioè la loro forma complessiva nasce dalla ripetizione scalabile di un’identica forma primaria di partenza.

Il frattale ripete potenzialmente all’infinito la sua struttura, è ciò lo rende un’entità complessa la cui esistenza è data dalla conformazione delle singole parti che lo compongono. La trasformazione geometrica che sta alla base dei frattali è chiamata “Trasformazione Affine”.

Il progetto FRACTY / Trasformazioni Affini prende quindi spunto dalla struttura frattale per pensare a un sistema culturale-economico complesso, che nasca dalla modularità dei singoli sistemi che lo compongono, e che per sua stessa natura sia scalabile e replicabile.

Obiettivi

Il progetto FRACTY / Trasformazioni Affini si propone di sviluppare una corrispondenza modulare tra:

– investitori (privati e pubblici) del mondo delle imprese, dell’arte e della cultura

– professionisti dell’industria creativa

– studenti in formazione

Il portale ha l’obiettivo di sviluppare progetti d’innovazione e contribuire ad una ridistribuzione egalitaria e meritocratica delle economie che sottendono la produzione di un oggetto culturale e artistico contemporaneo (evento, opera, committenza, mercato).

Come funziona

Ogni soggetto che viene coinvolto nel Network e nella piattaforma, che sia un committente, un professionista o uno studente; sarà presente online con un account gestito direttamente dal soggetto stesso. L’account servirà a presentare l’attività dell’utente, passata e presente (e i progetti futuri); a consentire forme di interazione diretta tra gli utenti, a proporre la condivisione di richieste progettuali, a suggerire la produzione e realizzazione di possibili modelli artistici e culturali, ad alimentare la ricerca di nuove collaborazioni lavorative. Questo avverrà nella piena trasparenza dei processi, delle dinamiche, delle relazioni contrattuali ed economiche.

FRACTY / Trasformazioni Affini vuole essere una piattaforma di discussione, aperta e trasparente, tra impresa, professionisti e giovani studenti dell’industria culturale; uno strumento di comprensione delle reali necessità del committente, che consenta ai creativi e ai giovani neo-professionisti di stimolare il loro potenziale studiando progetti volti a creare una partecipazione comunitaria attraverso meccanismi di progettazione collettiva (peer-production).

A chi è rivolto

Il progetto è rivolto da una parte ai professionisti delle tecnologie e arti digitali, nonché agli studenti più brillanti di università ed accademie e neo-professionisti laureati/diplomati dai suddetti istituti; e dall’altra ai soggetti che vogliono investire in questo settore.

Gli utenti potranno conoscersi, capire le reciproche filosofie, necessità e aspirazioni, e infine scegliersi secondo affinità estetiche e di prospettive, minimizzando la probabilità di incomprensione.

In un mondo industriale e dei servizi, che guarda sempre più attentamente allo spettro allargato dei propri stakeholders per creare vantaggio competitivo e perpetuare buone pratiche aziendali, l’accesso all’investimento nel mondo delle arti, della cultura e della creatività in relazione all’uso delle tecnologie e delle scienze, è un passo necessario e da lungo tempo atteso, anche nella prospettiva di iniziare progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) di educazione alla creatività e di innovazione tecnologica.

In egual misura, per i produttori di contenuti culturali, il network FRACTY / Trasformazioni Affini sarebbe uno strumento funzionale ad ampliare il proprio network di collaboratori e stringere nuove partnerships


[1]  From now on we can refer to this category with the word “producers of cultural content”.

[2] The small and medium industries are a disadvantaged category in this sens, as they don’t posses the means of research and the contact networks of major companies