Digicult ha sviluppato il progetto “+ 39:Call for Italy” per il Festival Cimatics di Bruxxel del 2007, un progetto modulare costituito da performance AV sperimentali dal vivo, presentazioni e un videoscreening per promuovere l’arte audiosivia Italiana contemporanea nel mondo. Il progetto curatoriale è nato con lo scopo di supportare gli artisti audiovisivi italiani nel presentare i loro lavori all’interno dei più importanti eventi internazionali nell’ambito della transizione artistica e culturale tra audiovisivi digitali, musica, cinema e design.

+39: Call for Italy
Cimatics Festival, Bruxxelles

Performance, proiezioni e talk a cura di: Marco Mancuso e Claudia D’Alonzo

Performances: Otolab “op7″/”Circo Ipnotico”, Quayola “Path to abstractions”, Mylicon/En: “Put down the gun” , Echran “Stardust”, Zimmerfrei “The Colony”

Videoscreening: Otolab, Mylicon/En, Echran, Zimmerfrei, Zapruder, Ogino Knauss, Blu, Kinotek, Vinz Beschi, Progettoantenna, Fabio Franchino, 47th Floor, Elec, Niko Stumpo, Hfr-Lab

Altri inviti: Strp Festival (Eindhoven) 2007, Sonic Acts (Amsterdam) 2008, Nemo Festival (Paris) 2008, Elektra Festival (Montreal) 2009, Rencontres Audiovisuelles (Lille) 2009


Cimatics è uno dei più importanti festival Europei, che offre performance audiovisive, concerti e installazioni. Fornisce un’ampia panoramica su quello che sta accadendo al confine tra musica, media-art, cinema e design: i live AV. Dimenticandosi dei confini possibili tra diverse discipline, il festival unisce suoni e visuals, mischiando l’arte con il pop in una vera e propria celebrazione della cultura digitale.

Il progetto “+ 39:Call for Italy” focalizza l’attenzione sugli sviluppi nell’ambito dell’Arte Digitale in Italia negli ultimi 20 anni , connessi alla tradizione dei movimenti artistici d’avanguardia del secolo scorso.

Tramite il progetto +39:Call for Italy”, Digicult presenta alcuni dei più significativi musicisti, designers, grafici, video makers, sound artists, vjs e artisti audiovisivi Italiani, attraverso performance di Live Cinema e Live Media, una mostra con installazioni audiovisive e attraverso una rassegna di proiezioni a cura di Claudia D’Alonzo.

Dopo il Festival Cimatics, il progetto “+ 39:Call for Italy” è stato ulteriormente commissionato da alcuni festival europei e mondiali come: lo Strp Festival di Eindhoven nel 2008 (in cui si sono esibiti Otolab ed Echran, con anche una lecture di Marco Mancuso) il Nemo Festival di Parigi nel 2008 (in cui si sono esibiti Otolab, Quayola e Mylicon/En), il Transculture Audiovisuelles di Lille nel 2008 (in cui solo Mylicon/En si sono esibiti, mentre è stato proiettato anche il Videoscreening), il Sonic Acts nel 2008 (in cui si sono esibiti ancora gli Otolab) e infine l’Elektra Festival di Montreal nel 2009 (in cui si sono esibiti sempre gli Otolab).

Nel solco della tradizione Italiana della cultura del design e del progetto, estesa alle più moderne forme di arte e creatività audiovisiva legate all’utilizzo del digitale e dei nuovi media, la rassegna “+ 39” vuole rappresentare un momento di riflessione, un punto fermo, sull’evoluzione artistica compiuta da alcuni tra i principali protagonisti della più recente “scena” elettronica Italiana.

Senza alcuna ambizione celebrativa, ma con la profonda consapevolezza del valore intrinseco dei progetti e dei protagonisti presentati, la rassegna “+ 39” , articolata attraverso una serie di performances, rassegne video e installazioni urbane, costituisce al contempo la prima ampia retrospettiva su quegli artisti, musicisti, designers, video makers, vjs e programmatori che nel corso degli ultimi 10-15 anni hanno compiuto in Italia un percorso consapevole di crescita e maturazione di linguaggi ed estetiche nell’ambito della sempre più diffusa cultura del digitale e dei new media. “+ 39” è quindi la prima occasione in cui un intero movimento di creativi e professionisti Italiani che lavorano con il digitale, si costituisce, si riconosce e si propone prepotentemente come “scena”. Termine abusato, amato e odiato, ma indicativo di una corrente culturale-artistica e di un collante ideologico-creativo che unisce esperienze umane e professionali, contesti e percorsi anche profondamente diversi tra loro , la “scena” elettronica Italiana è oggi pronta a proporsi a livello internazionale e a confrontarsi con i principali protagonisti e maestri.

Ben lungi dall’essere una rassegna completa ed esaustiva, “+ 39” ha quindi lo scopo primario di palesare l’esistenza di un movimento, mostrare un immaginario estetico, indicare una metodologia di lavoro e di progettazione legata al paese Italia e ai suoi protagonisti. Lo spettatore consapevole riconoscerà quindi tracce della tradizione Italiana di video arte sperimentale nel progetto di live-cinema Put down the gun del duo Mylicon/En, stupendo esempio di interazione tra audio e video ottenuta mediante micro-narrative e suggestioni figurative, nonché dal contrasto tra immagini prodotte attraverso strumenti analogici e suoni elettro/digitali ottenuti mediante laptop e sintetizzatori .

Così come palese risulta l’approccio fortemente progettuale e di design in op7 del collettivo otolab, progetto di live audio-video in cui l’approccio metodologico e accademico alla musica elettronica e alla scenografia visiva sono fortemente integrati in un’esperienza sinestetica incentrata su un’analisi moderna dell’arte optical. E ancora, il progetto live audio-video Path to Abstraction di Quayola rappresenta uno tra i più validi esempi di come la scuola Italiana del graphic design, del video arte e della musica elettronica si sia evoluta nel nostro paese grazie al contatto con esperienze accademiche da un lato e con la cultura underground dei club dall’altro.

Infine, ZimmerFrei,  gruppo che produce performance di danza e teatro, cortometraggi, installazioni audio, propone la performance di live cinema espanso The Colony: il video è proiettato su uno schermo e la colonna sonora è suonata dal vivo dagli stessi ZimmerFrei (giradischi, campioni, giocattoli, rumori e voci) e due chitarristi.

Videoscreening:

Il progetto “+39: Call for Italy” è inoltre arricchito da un videoscreening a cura di Claudia D’Alonzo. La potenzialità del video screening proposto risiede nella visione ampia e completa di tutte le forme di creatività associata al video d’autore, al videoclip, alla sinestesia audiovisiva di ricerca fino ad arrivare alla grafica d’animazione e all’illustrazione.

Niko Stumpo, Fabio Franchino, Blu, Mylicon/en, Zimmerfrei, Hfr-Lab, Progetto Antenna, Virgilio, Vinz Beschi, 47th Floor, Elec alcuni degli artisti e professionisti presenti, per un progetto che ha l’ambizione di essere successivamente stampato e distribuito come supporto Dvd. Il videoscreening è una rassegna che attraverso i lavori di 13 autori intende fotografare il panorama della produzione audio/video contemporanea in Italia.

La matrice comune dei lavori presentati è l’interazione tra suono e immagine in movimento, elemento di intersezione tra artisti che lavorano e si muovono in campi anche molto diversi tra loro, invitati a creare un momento collettivo di confronto, un’occasione per fare il punto su una situazione fertile e sfaccettata e tracciare quindi un percorso unitario che esplori la molteplicità di produzioni elettroniche audiovisive che ha caratterizzato l’Italia nel corso degli ultimi anni. La rassegna include lavori che spaziano dalla video arte all’animazione, dalla grafica al video clip alla sinestesia audiovisiva, uno sguardo che abbraccia modalità ed approcci differenti, per seguire le molte accezioni assunte attualmente dalla definizione di audiovisivo. 

Attraverso questo approccio si individua nel video clip una delle modalità attraverso la quale esercitare la narrazione, attraverso musica e immagini, tese quindi a tessere delle storie: come accade ad esempio nei lavori di The rain e Spiritual HealingThe Rain, nato dalla collaborazione tra il video artista  e videomaker Virgilio Villoresi e Ericailcane, costruisce, attraverso la tecnica dello stop motion, un ambiente di piccole cose, tracce di un delicato racconto sul desiderio accompagnato dal sound di Lou Rhodes (Lamb).  Spiritual Healing è un videoclip del gruppo d graphic designers e video makers 47th floor, prodotto su musica degli Zu, viaggio gotico in un’animazione che ricorda i mondi folli e distorti di Hieronymus Bosch.

La tecnica dello stop motion è reinventeta anche dal duo Elec in Un re del mondo, tratto da un progetto installativo nel quale sequenze fotografiche di un essere meccanico sono composte in un video il cui montaggio è controllato dalle variabili del suono, dando vita a un unico brano audio-video nel quale la composizione continua a deviare da schemi prevedibili senza mai ripetersi. Sembra una piccola favola Esheriana il video Fino realizzato da Blu, già membro del collettivo “OkNo”, illustratore che giunge all’animazione per mettere in moto un disegno ininterrotto di forme che generano altre forme in un gioco visivo in costante divenire. 

Il video Waltz 57, dell’illustratore, web-designer e film maker Niko Stumpo, segna invece un trait d’union tra computer grafica e animazione, inscenando un carillon di forme astratte che accompagnano con la propria danza lo sguardo dello spettatore in uno spazio visionario e disciolto. Un’estetica spiccatamente grafica è anche quella del video Forming, del gruppo Progettoantenna, un’indagine attraverso l’animazione 3D intorno alla sottile linea di demarcazione che divide la creazione di una forma dal suo disfacimento: luci e ombre tracciano, tagliano e sviluppano figure che sono allo stesso tempo i pieni e i vuoti di un unico grande movimento liquido, in grado di delimitare e di ricreare. 

I bolognesi ZimmerFrei trovano nel linguaggio audiovisivo un idioma comune tra teatro, musica, live cinema e performance: modalità espressive mescolate in lavori che esplorano una tematica cardine della videoarte, il tempo e la sua percezione, come nel loro lavoro Sodium Pentathol, camera-car in soggettiva girato in un unico piano sequenza, nell’anello della città di Bruxelles. Fabio Franchino, artista che spazia dal video all’arte generativa, è presente con il video Am i Born?, lavoro nel quale, attraverso un custom-software scritto dall’artista stesso, il suono controlla l’immagine creando un percorso poetico e intimista tra intarsi di forme, luci, pelle e corpo teso all’astrazione.

Il gruppo Ogino Knauss, che  da anni utilizza il mezzo video, il vjing e il live cinema per sperimentare una ricerca sul tessuto urbano, è presente con Quantize This, tratto da una loro installazione per lo stadio milanese di San Siro commissionata dalla rivista Domus: un’indagine su Milano attraverso il concetto di “numero”, come segno che caratterizza la città e ne scandisce il vissuto. Il panorama urbano caratterizza anche la serie video dal titolo City Scan, del gruppo multidisciplinare di sperimentazione tra suono ed immagine Hfr-Lab. In questo progetto gli elementi architettonici diventano moduli audiovisivi da mixare e intersecare in una pratica a metà strada tra il graphic design e il vjing.

Dall’area del live media arriva infine il lavoro Infonaturae 1.0, nato dalla collaborazione tra il musicista Emanuele Errante ed il video artista Mattia Casalegno, nella quale percorsi sonori e pixel in costante mutamento creano una morfogenesi in bilico tra organico ed inorganico.

Di matrice performativa anche il video Oakland, del gruppo Mylicon/en, che caratterizza la sua produzione per un’originale mescolanza tra dematerializzazione digitale e fisicità. In Oakland la fonte televisiva originaria viene a dissolta e sovrapposta fino a divenire flusso astratto di colori e suoni.

Chiude la rassegna il video Strip Melody, del videomaker Vinz Beschi, che costruisce, attraverso la composizione di tasselli e frammenti video che riproducono volti ed espressioni di stupore e suoni onomatopeici da fumetto, la complessa partitura del brano Stripsody di Cathy Berberian. Vinz Beschi realizza quindi un’originalissima sperimentazione nella quale voce, immagini, parole e ritmo diventano elementi da decostruire e ricomporre.

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