Il festival Direct Digital ha proposto un fitto calendario, organizzato in cinque sezioni: Exhibition, Live Media, Workshop, Cinema, Contest allo scopo di offrire una prospettiva dettagliata degli sviluppi più recenti nell’arte e della creatività legata all’uso delle nuove tecnologie digitali. L’evento, alla sua prima edizione, è diventato subito un punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati a conoscere, proporre e creare momenti di incontro tra arte contemporanea e innovazione digitale.

Biblioteca Civica, Modena

Simposio curato e condotto da: Marco Mancuso 

Conferenzieri: Golan Levin, Boris Debackere, Paolo Rigamonti, Lucrezia Cippitelli


Direct Digital è stato un evento di new media art event presentato dall’associazione culturale Artegenti, che si è svolto dal 30 Maggio 2009 al 28 Giugno 2009 a Modena e Carpi (Italia), presso l’Ex-Ospedale Sant’Agostino e presso Palazzo Pio.

Nel programma del Direct Digital, il 28 Maggio 2009 a Modena, il simposio organizzato e diretto da Marco Mancuso per Digicult, si è focalizzato sulla crescente compenetrazione tra produzioni, linguaggi ed estetiche dell’arte e del design digitale, come metodo di progettazione creativa a cavallo tra interattività, spazio e produzione di eco-sistemi audiovisivi.

Il simposio pone l’attenzione sulla crescente compenetrazione tra l’universo produttivo, i linguaggi e le estetiche dell’arte digitale e del design, inteso come metodo di progettazione creativa a cavallo tra interattività, spazio e produzione ambientale audiovisiva. Attraverso gli ospiti nazionali e internazionali invitati, il simposio cercherà di focalizzare l’attenzione sui punti di contatto che arte e design hanno non solo con la sfera creativa dell’uomo contemporaneo, ma anche e soprattutto con quella percettiva, sociale, urbana e ambientale.

Simposio: Dall’arte al design e ritorno

I confini tra arte, design e hacking tecnologico, intesa come disciplina caratterizzata da un uso e abuso delle moderne tecnologie per la produzione di ambienti sensibili, sono sempre più flebili e sottili.

Alimentato da una generale propensione da parte di artisti e designer a confrontarsi, tramite metodologie hardware e software differenti, con territori e pratiche diverse che spaziano dalle installazioni ambientali immersive, alle interfacce interattive, dalle live performances e ai classici prodotti audiovisivi, il confronto tra discipline creative con storie e background differenti, ma che nei secoli scorsi avevano più volte trovato geniali punti di congiunzione, non è mai stato così ricco e fertile.

Confini e linguaggi in costante rimodellazione, estetiche ed esperienze in continua ridefinizione, strumenti e interfacce in graduale sviluppo, influenze ed esperienze in generale condivisione: il digitale, e in generale i media tecnologici, hanno portato, nel corso degli ultimi 20 anni, alla produzione di artefatti che decostruiscono le regole cartesiane del rapporto suono-immagini-spazio e che spingono verso la creazione di ambienti multimediali in cui la tecnologia non è più fine a se stessa, mero esercizio di stile e tecnica, ma è finalmente al servizio di un nuovo linguaggio, di un’estetica, di un’esperienza, di un’emozione, di un messaggio.

In un momento storico di forte crisi dei valori e delle economie del nostro mondo occidentale, a cospetto di una generale fascinazione tecnologica, all’interno di un mondo sempre più innervato di tecnologie interattive, locative e di Rete, l’interpretazione creativa del presente da parte di artisti e designer digitali non sembra però riuscire ancora a prescindere dai rapporti fra dominio dei contenuti, estetiche diffuse, simulazione d’ambiente e interfacce spettacolari, che inevitabilmente influenzano la nostra evoluzione mentale e percettiva, molti aspetti della società nella quale viviamo, nonché la nostra stessa interpretazione della realtà che ci circonda.

Saranno l’arte e il design contemporanei in grado di fornire strumenti di analisi e interpretazione del reale quotidiano, o si spingeranno ulteriormente verso la creazione di ambienti immersivi nei quali rifugiarsi in attesa di un nuovo avvento?