Marco Mancuso ha collaborato, a nome di Digicult, con il Festival Enzimi di Roma come curatore, invitando Graffiti Research Lab per la prima volta in Italia. G.R.L. sono un think tank di New York che unisce tecnologie open source a pratiche di attivismo metropolitano di writer e artisti.

G.R.L. hanno presentato il loro progetto L.A.S.E.R. TAG e i divertenti Led Throwies. La notte del 1 Dicembre 2007, sono partiti dal quartier generale del festival a Testaccio e sono andati in giro per alcuni quartieri di Roma, come l’antica Piramide Cestia e il Colosseo.

Dai graffiti alle installazioni, la street art reclama la libertà di espressione negli spazi di tutti e lo fa con tecniche che si evolvono e si intrecciano alle nuove tecnologie. E non sempre l’autorità costituita accetta di buon grado. Così può capitare, alzando la testa una sera, di vedere non un muro decorato a spray, ma l’intera facciata di un palazzo invasa di scritte luminose “sparate” da un proiettore.

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Le strade di New York, come in ogni metropoli, diventano ogni giorno il terreno di una battaglia semantica. Da una parte i messaggi ufficiali della pubblicità, dall’altra tutta una serie di interventi artistici, che ricordano ai passanti che gli spazi pubblici non sono e non devono diventare dominio esclusivo di codici pre-approvati ed omogeneizzati.

Sono questi alcuni degli atti di comunicazione urbana “non allineata” realizzati da Graffiti Research Lab (G.R.L.), un think tank impegnato a integrare tecnologie open source e pratiche di attivismo metropolitano di writers e artisti.

Una continua critica verso le ipocrisie della società e la doppiezza di un sistema che condanna graffiti e forme di espressione creativa in spazi pubblici, ma promuove ed è economicamente alimentato dal bombardamento costante di messaggi pubblicitari, è spesso alla base dei loro progetti, in cui i graffiti “classici” vengono arricchiti o sostituiti da dispositivi luminosi come LED o proiettori.

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La ricerca di tattiche e soluzioni che allarghino gli orizzonti del graffitismo, viene attuata attraverso un vasto network che va dai singoli creativi agli spazi come Eyebeam, centro dedicato alla sperimentazione digitale e alle nuove tecnologie nella città di New York.


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