The MAC (Metropolitan Arts Centre), Belfast
31 / 01 / 2020 - 19 / 04 / 2020

Questa mostra, allestita in tutte le tre gallerie del MAC e sviluppata specificamente per il MAC negli ultimi due anni e mezzo, rappresenterà la presentazione più importante fino a ora delle opere di Mark Garry.

La mostra include una serie di installazioni e lavori individuali uniti sotto al titolo Songs and the Soil. Queste opere esplorano aree di ricerca correlate tra loro e interessi materiali che riflettono l’approccio pluridimensionale di Mark Garry nel produrre una mostra o un soggetto. Songs and the Soil si relaziona con i soggetti connessi al paesaggio e alla musica, guardando ogni elemento da una prospettiva storica, sociale e culturale, mostrando dove questi elementi si combinano o si intersecano.

Mark Garry è guidato da un interesse fondamentale nell’osservare come ci facciamo strada nel mondo e la soggettività nel farlo. Il suo lavoro è caratterizzato da installazioni site-specific che sono meticolosamente costruite combinando relazioni fisiche, visive, sensoriali ed empatiche che attraversano la galleria e formano connessioni tra uno spazio specifico e tra loro.

Nell’Upper Gallery troviamo un’installazione ampia e immersiva costituita da una serie di elementi sonori, scultorei e pittorici correlati tra loro. La galleria verrà trasformata in un campo coperto dove, all’interno di piccoli vasi in porcellana sono contenuti centinaia di fiori essiccati (gipsofila). La colonna sonora sarà un ambizioso componimento musicale di canto di uccelli di otto ore realizzato attraverso registrazioni di un campo da varie angolazioni vicino a dove abita l’artista.

Songs and Soil include inoltre un nuovo film dal titolo An Lucht Siùil (The Walkinf People). Il film approfondisce il rapporto tra gli Irish Travellers e il modernismo, soprattutto il rapporto tra gli Irish Travellers e lo stato irlandese analizzando com’è finita tra i Traveller e le comunità stanziate a metà dello scorso secolo. La narrazione del film, diviso in cinque sezioni, adotta la struttura teatrale di una tragedia greca recitata in parte in inglese e in parte in Shelta (de Gamon/Cant), la lingua degli Irish Traveller. Queste canzoni, scritte dall’artista, fungono da risposta poetica al complesso rapporto dell’Irlanda con la terra e la proprietà terriera e la relazione tra i popoli che condividono questa terra.

La mostra comprende anche una nuova tecnica di disegno con filo che risponde in modo specifico all’architettura della Tall Gallery del MAC. È soprattutto con queste fragili installazioni realizzate meticolosamente e costruite da fasce di fili colorati che l’artista viene identificato. Questo vale in particolare al MAC dove l’opera di Garry, The Permanent Present, commissionato da The Thomas Devlin Fund insieme al MAC per sottolineare l’inutilità della violenza e delle speranze e aspirazioni dei giovani, ha attratto i visitatori sin dall’apertura del MAC nel 2012.

Pur trovandosi nella ricerca, l’intenzione di Mark Garry è che l’incontro con le opere dia priorità alla poetica rispetto alla didattica, dove gli elementi di ricerca sono sottilmente incorporati e dove le opere si combinano per consentire un incontro che fonde modestia e complessità.


http://www.themaclive.com