Ex Dogana - Rome
11 - 13 / 05 / 2018

The House of Sounds & Visions – con la direzione artistica di Marta Fantini e Caterina Tomeo , in collaborazione esclusiva con la nota label tedesca Raster (ex raster – noton) – esplora le nuove tendenze della musica e dell’arte audiovisiva, in particolare il legame tra il mondo visivo e quello sonoro che dà vita a fenomeni neurologici bizzarri e multiformi, facendo vivere allo spettatore nuove atmosfere, esperienze percettive e multisensoriali.

Il festival intende approfondire dunque le ricerche nel campo della musica e delle nuove sonorità, e la loro associazione con le immagini, che ha fortemente stimolato la creazione artistica del Novecento, suscitando un rinnovato interesse soprattutto negli ultimi anni.

“La tecnologia elettronica, analogica e digitale, ha infatti favorito il moltiplicarsi di questo tipo di arte, rendendo possibile una grande varietà di soluzioni, dagli schermi sottili, alle proiezioni di dimensioni colossali, alle immagini stereoscopiche, ai laser, ai suoni spazializzati, all’interattività in tempo reale”.

Gli ospiti – giovani emergenti e grandi maestri della scena internazionale – presenteranno le produzioni più recenti: album e progetti inediti, volti a dialogare con gli spazi specifici dell’Ex Dogana. Gli hangar recentemente ristrutturati accoglieranno una tre giorni imperdibile, che si articolerà in momenti diversificati per carattere e ritmo, quali installazioni audiovisive, installazioni laser, live media performance, dj set e concerti.

Le installazioni – in mostra dal’11 al 31 maggio – saranno a cura degli artisti romani Ultravioletto, che presenteranno 405 Fields – Lasers in space, una installazione con 200 laser che generano un flusso etereo in continua evoluzione e in dialogo con lo spazio, giocando con la percezione dell’ambiente e ridefinendo continuamente il punto di vista di chi osserva. L’opera invita gli spettatori a immergersi in uno spettacolo fatto di luce, matematica e suono unico nel suo genere.

L’artista tedesco Grisha Lichtenberger, punta di diamante della Raster, presenterà per l’occasione Fen Fires, una installazione sonora e visiva site specific, un muro di dieci metri che evoca il diorama, dando allo spettatore l’illusione di un panorama naturale e vegetale inaspettato, per effetto di prospettiva, giochi di luce e di suoni.

Le installazioni saranno visitabili fino al 27 Maggio.

Il lavoro creativo di Olaf Bender è iniziato con la scoperta casual di attrezzature 16 mm durante l’orario scolastico, da quel momento in poi, ha iniziato a sperimentare il “film” e i diversi media. Ha esplorato tecniche speciali, come graffiare direttamente il filmato per creare figure geometriche. i risultati erano schemi di movimento arcaici. come conseguenza dei suoi esperimenti. E’ entrato in contatto con la band sotterranea della Germania orientale AG Geige, di cui è divenuto parte integrante nel 1988. Nel lavorare con questo gruppo ha approfondito aspetti musicali grazie all’utilizzo del computer, che permetteva agli autodidatti come lui di lavorare a casa, senza una conoscenza precisa della musica. Dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, Bender ha iniziato a lavorare nella distribuzione musicale. Nel 1996 insieme a Frank Bretschneider e Carsten Nicolai, ha fondato l’etichetta discografica raster-noton. Da quando è stata fondata la label, Bender ha anche lavorato come artista con lo pseudonimo di Byetone, presentando una musica minimalista basata sul ritmo delle suggestioni rock; una musica arcaica, ribelle, piena di energia. Byetone ha anche prodotto remix per artisti come Modeselektor e VCMG e opere sonore per stilisti come Rick Owens, Nina Ricci o NikeLab. oltre ad aver fatto parte della famiglia raster-noton, ha lavorato anche nel duo diamond (insieme a carsten nicolai) che ha pubblicato una serie di EP e un album su Mute Records nel 2013. Il terzo album solista di Byetone, “Universal Music”, è stato prodotto raster-noton stessa nel 2016.

Frank Bretschneider è un musicista, compositore e videoartista con base a Berlino. il suo lavoro è noto per la sperimentazione del suono, attraverso strutture dal ritmo complesse e intrecciate e un approccio minimal e fluido. La musica sofisticata e precisa di Bretschneider è rafforzata dalle sue immagini, che traducono la musica in stimolanti fenomeni visivi. Ha partecipato a festival musicali / new media in tutto il mondo. Frank Bretschneider ha fatto i primi lavori da solista con l’alias komet, il primo, “ssat”, è uscito nel 1996. Da allora, Bretschneider ha pubblicato il suo lavoro, oltre che con raster-noton, con varie etichette tra cui 12k , line, mille plateaux o shitkatapult, e ha contribuito ad alcune compilation ben note, come “clicks & cuts” su mille plateaux e raster-noton’s “20 ‘to 2000” series. 2001’s »curve«, il suo secondo album per mille plateaux, è stato riconosciuto dalla critica e ha portato il grande successo di Bretschneider, seguito da »gold« nel 2003, che è stato l’album più sfacciatamente pop di raster-noton. Il capolavoro percussivo uscito alla fine del 2007, »rhythm«, è stato riconosciuto come capolavoro da diverse importanti pubblicazioni di musica elettronica, in particolare dalla rivista Wire, che ha collocato l’album tra le prime uscite del 2007. Il 2010 ha visto l’uscita di “EXP”, un’opera audiovisiva piuttosto complessa e astratta. Il suo album del 2012 “kippschwingungen” ha esplorato il suono del subharchord, uno strumento elettronico unico basato sulla generazione di suoni subarmonici. Nel 2013 ha iniziato la collaborazione con l’etichetta danese dacapo e con il compositore ejnar kanding, che ha introdotto Bretschneider nel territorio internazionale della nuova musica contemporanea. »Super.trigger«, il suo ultimo album per raster-noton, si focalizza in mondo assoluto sulle tensioni percussive.

Grischa Lichtenberger (classe 1983) è artista visivo e sound artist. Cresciuto in una fattoria nella Vestfalia, il suo approccio artistico si è sviluppato con lo studio del paesaggio come punto di riferimento per la produzione artistica stessa. Il paesaggio, in questo senso, è inteso non solo come spazio pittoresco o come riproduzione sublime della natura, ma come un’interazione tra le tracce della storia e la concretezza del presente. Il suo sound design ha un tono abrasivo, una profondità emotiva che caratterizza la struttura musicale – un’idiosincrasia che implementa la scrittura personale e la scultura degli elementi sonori. La musica propone stati d’animo introspettivi sulla pista da ballo e contemplazioni inquietanti nelle situazioni di ascolto più intimo. La tecnologia non appare come forma perfetta, definita matematicamente, ma come indice di guasti ed errori. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo ep 1 pubblicato da Raster – Noton, seguito dal suo album di debutto e IV.

Ultravioletto è un interaction design studio che progetta e realizza sistemi integrati per spazi comunicativi. Sperimentazione e ricerca animano il team nato nel 2015 da designer che amano i computer e informatici con un debole per il design. Un lavoro che ha portato alla realizzazione di installazioni interattive, ambienti immersivi e nuove esperienze che fondono analogico e digitale con l’obiettivo di creare interfacce interattive non convenzionali. Ultravioletto collabora attivamente con istituzioni di formazione pubbliche e private quali:  RUFA (master di specializzazione di new media arts), Università di Tor Vergata (corso di sonic arts) ed il Dipartimento di Scenografia Virtuale dell’Università La Sapienza.