Haus der Kulturen der Welt (HKW) - Berlin
10 / 01 / 2019 - 13 / 01 / 2019

Gli algoritmi, il codice binario e il nostro DNA sono gli alfabeti di oggi? L’attuale esplosione di conoscenza è accompagnata dalla segmentazione del mondo in piccolissime unità. Il codice binario – con due soli elementi che rappresentano la massima astrazione del principio alfabetico – rende calcolabile il polimorfismo dell’analogico.

I progetti nel campo della biologia sintetica e nell’intelligenza artificiale sono basati sull’interpretazione della vita come un codice che può essere decriptato e quindi manipolato. Quanto sono oggettivi questi dati? Come interagiscono o riproducono strutture esistenti con potenza e caratteristiche? Cosa stanno nascondendo? Chi domina il nuovo ordine della conoscenza? E quali domande etiche stanno emergendo? Cosa succede tra 1 e 0?

Fino al 2021, The New Alphabet  illustrerà sia le utopie che le distopie. Per rispondere alle domande sulla nostra condizione contemporanea, artisti, musicisti, scienziati, alunni e attivisti si riuniranno al HKW dal 10 al 13 gennaio 2019. Nelle performance, concerti,talk, film e installazioni, esploreranno frammenti di alfabetizzazione dall’età Barocca ai giorni nostri.

I giorni di inaugurazione iniziano con una serata dedicata all’ostinazione dell’espressione umana e al potere poetico delle teoria. Nel teatro/sala espositiva From Zed to Omega, Alexander Kluge, artista e regista celebre, presenta cinque interventi sulla linguistica robotica ed evolutiva, dall’invenzione della scrittura al DNA e al codice molecolare.

La sessione The Three Tongues You Speak In Your Sleep con Emily Apter indirizza la politica della traduzione e multilinguismo e l’egemonia della lingua inglese in discorsi artistici e intellettuali. Gli alfabeti non sono l’unico modo da utilizzare per generare significati e ci sono molte cose che oscurano: nel The Discrete Charm of the Alphabet con Sybille Kramer Yuk Hui, un’atmosfera riporta alla luce le memorie represse della storia dei media.

The Archive Suite, curato da Karin Harrasser, è dedicato alla vulnerabilità di archivi coloniali e studia dal punto di vista musicale come le diverse culture della scrittura si sono incontrate l’una con l’altra. Stop Making Sense con l’artista Hito Steyerl, accompagnati dallo sviluppatore di IA Luc Steel e dalla critica di IA Kate Crawford discuteranno di questioni etiche per quanto riguarda lo sviluppo dell’intelligenza artificiale basato su unità di apprendimento linguistico contenente preconcetti sulla società contemporanea.

Al di fuori delle unità segmentate delle lettere dell’alfabeto e dei codici binari ci sono tante modalità creole di scrivere e codificare: nel West African textile production presentato da Filipa César, in Looming Creole così come la danza nera contemporanea delle Black Guirls Collective nella loro performance Blackening Wikipedia. Le parole virtuali sono sempre esistite e sono state sempre hackerate e ricodificate.

Le installazioni cinematografiche di Giulia Bruno&Armin LinkeFilipe César e Alexander Klunge, i bachi di knowbotiq, una stazione karaoke multilingue di Fehras Publishing Practices, e una scenografia di Raumlabor Berlin, invitano i visitatori a navigare attraverso le infrastrutture dei nuovi alfabeti.

Al campus internazionale (Un-)Learning Place, curato da Boris Buden e Olga van Schubert, otto collettivi di artisti, curatori e attivisti di Berlino, insieme con 80 partecipanti, sviluppano le strategie transdisciplinari,decoloniali e antiegemoniche in relazione alla conoscenza basata su dati, traduzioni, archivi e infrastrutture incorporate.

The New Alphabet è sostenuto dal Commissario del Governo Federale per la Cultura e i Media in seguito a una sentenza del Bundestag tedesco. Il programma di educazione sarà sviluppato in collaborazione con il GfZK, Museo d’Arte Contemporanea di Leipzig. Haus der Kulturen der Welt è sostenuto dal Commissario del Governo Federale per la Cultura e i Media come anche dall’Ufficio Federale degli Affari Esteri.


www.hkw.de