Matadero Madrid Centre for Contemporary Creation - Madrid
13 / 06 / 2019 - 06 / 10 / 2019

Avviato nel 2018 come progetto comune esposto in quattro istituzioni—MAAT (Lisbona), Bildmuseet (Umeå), HeK (Basilea) e LABoral (Gijón), in collaborazione con la Royal Academy (Londra) – Eco-Visionaries ha una nuova esposizione al Matadero Madrid, con un’ampia selezione di progetti e opere d’arte che mette in evidenza il futuro dei rapporti tra le specie.

Evitando di dare un’enfasi limitata sul cambiamento climatico, Eco-Visionaries è una mostra-manifesto che si focalizza sugli impatti causati dal rapido cambiamento delle condizioni ecologiche. Riscaldamento globale, eventi climatici estremi, innalzamento del livello del mare, siccità in un luogo mentre un altro viene inondato, sono solo alcuni dei modi in cui questo cambiamento viene percepito quotidianamente.

Questi fenomeni naturali si aggiungono alle crisi ambientali prodotte dall’esaurimento delle risorse, il continuo uso di combustibili fossili, gli impatti del consumo di massa e diverse forme di contaminazione, comprese le isole di plastica negli oceani e la perdita di biodiversità. Insieme, questi fenomeni vengono sempre più riconosciuti come espressione di una nuova era geologica segnata dalle azioni dell’uomo, che molti ora chiamano Anthropocene.

Di fronte a queste condizioni, quali nuovi concetti e sistemi di pensiero potrebbero stimolare un aumento nella consapevolezza ecologica? Se gli ideali della ragione, del progresso scientifico e tecnologico provenienti dall’Illuminismo vengono ora direttamente collegati alla distruzione ambientale, quale direzione prenderemo?

Eco-Visionaries chiede in che modo artisti, architetti, designer e altri operatori culturali stanno indagando su queste trasformazioni ecologiche, attraverso un’analisi delle cause, sensibilizzando gli aspetti meno visibili, e anticipando visioni alternative su come rispondere e adattarsi alle conseguenze.

Nel soggettivo, immagini instabili di una crisi ambientale immortalata dalle opere d’arte, selezionate dall’architettura e dai new media, si cerca di recuperare un senso di speranza nel futuro, salvato dai mostri della ragione emersi dai sogni del progresso dell’uomo dell’Illuminismo.

Al Matadero si aggiungono nuovi progetti a un vasto elenco di oltre 70 opere d’arte già raccolte in mostre precedenti, così come dall’omonimo libro pubblicato da Hatje Cantz. In questa nuova presentazione, 40 partecipanti si alternano tra inchieste critiche e visionario ottimismo in quattro sezioni: disastro, estinzione, coesistenza e adattamento.

Gli artisti di Eco-Visionaries sono: Allora & Calzadilla, Nelly Ben Hayoun, Ursula Biemann/Paulo Tavares, Zheng Bo, C+/In the Air, Carolina Caycedo, Emma Charles, Fernando Cremades, Alexandra Daisy Ginsberg, Darlene Farris-Labar, Paula Gaetano Adi, Tue Greenfort, Terike Haapoja, HeHe, Husos, Andrés Jaque, Kiluanji Kia Henda, Jakob Kudsk Steensen, Gabriel Ruiz Larrea, Pedro Neves Marques, Next Nature Network, Eva Papamargariti, SKREI, Superflex, Jenna Sutela, Unknown Fields Division, Ana Vaz/Tristan Bera, Pinar Yoldas

All’interno della struttura Eco-Visionaries, il Matadero propone il Mutant Institute of Environmental Narratives [Instituto Mutante de Narrativas Ambientales – IMNA] come un’iniziativa per promuovere progetti che aiutano a creare narrative che vanno oltre i discorsi ecologici tradizionali attraverso le pratiche artistiche e in relazione con altre aree del sapere come il giornalismo, gli studi umanistici e le scienze.

L’Instituto sostiene che le attuali sfide globali siano tanto culturali e politiche quanto scientifiche e tecnologiche. Richiedendo un nuovo patto di responsabilità nei confronti delle generazioni future, attraverso l’analisi degli immaginari e dei desideri che continuano a tenere schiava la società, IMNA promuoverà l’uso della narrativa e altre strategie basate sull’interdisciplinarità.

Tra gli altri progetti, IMNA propone Cyborg Garden per il complesso del Matadero come un esperimento nell’adattamento al cambiamento climatico negli ambienti urbani. Il Centre diventerà un case study per l’applicazione di soluzioni basate sulla natura mentre allo stesso tempo renderà il Matadero un luogo migliore e più accogliente.


Link:

www.mataderomadrid.org