Many Venues - Namur
31 / 10 / 2019 - 03 / 11 / 2019

E se vi invitassimo a fare una passeggiata nel futuro? Un futuro di riflessioni, idee e gemme nascoste in uno scenario di vegetazione urbana. Per quasi un decennio, ogni anno quando si insedia l’inverno, il KIKK Festival ha attratto turisti nella bellissima città di Namur per esplorare il futuro della società e allo stesso tempo dare il benvenuto ai nostri ospiti d’onore, vale a dire gli uomini e le donne che stanno lavorando per dar forma a quel futuro.

Il programma del festival prevede un’ampia scelta di presentazioni con più di 50 oratori da tutto il mondo. Il Kikk, in un itinerario cittadino, include installazioni mozzafiato sparse per tutta la città: uno degli artisti presentati è il visual artist belga Cédric Sabato. Il suo lavoro affronta i problemi dell’ecologia e quest’anno sarà accompagnato dalle sue insolite e bellissime piante alle quali ha insegnato a ballare.

Un’altra opera d’arte degna di nota è The Intimate Earthquake Archive, un lavoro sorprendentemente interattivo che sarà posizionato nel nuovo centro culturale Le Delta. Utilizzando la lettura di dati sismici registrati a Groningen, l’installazione vi farà provare un terremoto grazie a una macchina le cui vibrazioni attraverseranno letteralmente la vostra pelle.

Quest’anno, per la prima volta, l’itinerario cittadino ha un continente in primo piano: l’Africa. Le strade della città saranno trasformate in AfriKIKK: in questo modo i visitatori potranno tenere in considerazioni le relazioni tra nord e sud e, allo stesso tempo, esplorare i modi in cui gli stati nel global south si stanno approcciando alla tecnologia.

Un gruppo di artisti è stato selezionato da tutto il continente (in collaborazione con Ker Thiossane e la Dakar Biennale) e invitati a partecipare alla nona edizione del festival. Tra le altre cose, il programma offrirà la possibilità di (ri)scoprire il Marocco attraverso il lavoro di Younes Baba-Ali, le cui opere saranno esposte sulla cattedrale di Saint-Aubain: l’istallazione è composta da dischi-satelliti mobili che popolano la città in costante ricerca della direzione verso La Mecca. Quest’opera, commissionata dal KIKK, riflette il desiderio dell’artista di esplorare le relazioni fisiche e metaforiche che legano i migranti alle loro comunità ospitanti.

I visitatori potranno poi fermarsi in Kenya, giusto il tempo per visitare una mostra di Jaque Njeri (pronunciato “Jacquie”). Questa giovane artista è la promotrice chiave del movimento afrofuturista ed esporrà fotografie della sua raccolta MaaSci, che incorpora la cultura Massai in un universo fantascientifico. L’ultima tappa del tour è il Sudafrica e i suoi colori visti da François Knoetze, un artista di Cape Town. Presenterà Core Dump, un’opera composta da quattro capitoli in Dakar, a New York, Shenzhen e Kinshasa, che condurrà lo spettatore in un viaggio alla scoperta di personaggi singolari creati attraverso spazzatura digitale.

Il tema della nona edizione, Archipelagos of Fragility, aiuterà i visitatori a imparare la diversità nella tecnologia e come, data la fragilità degli (eco)sistemi, la tecnologia possa essere pericolosa, ma anche ottenere risultati che sono stupendi. KIKK esporrà nuove tecnologie e celebrerà tutti i loro aspetti, dall’arte e design all’architettura, al media 2.0, all’universo della scienza e addirittura al business.

Facendo spazio alla creatività e soprattutto alla promozione delle culture digitali, il KIKK festival si propone come trampolino di lancio per lo sviluppo di nuove opere sia qui che all’estero. Evento di scala internazionale, l’anno scorso il festival ha attratto 25mila visitatori da circa 50 stati differenti.


­www.kikk.be