Extra City Kunsthal, Antwerpen - Antwerp
23 / 03 / 2019 – 30 / 06 / 201

Viviamo in un’epoca in cui l’impatto umano sul nostro pianeta è così terribilmente profondo che lascerà le sue tracce per millenni a venire. Al centro di questo cambiamento planetario in accelerazione si trovano eccessivi modi di estrazione e produzione in espansione, con un necessario smaltimento, per sostenere la crescita economica perpetua insita nel progetto moderno, e in particolare in quello occidentale.

Con opere di Boris Anje, Valentino Bellini & Eileen Quinn, Don’t Follow the Wind, Jessika Khazrik, Daniel Lambo, Hira Nabi, Franziska Pierwoss, Natascha Sadr Haghighian & Ashkan Sepahvand, Neda Saeedi, Susan Schuppli, Adrien Tirtiaux e altri, Deadly Affairs affronta l’ingiustizia ambientale portando alla luce le esternalità (contaminazione di esseri umani e non) inerenti alla logica dell’accumulo di capitale.

La mostra rintraccia lo sfruttamento del lavoro, della terra e delle risorse dall’interno dell’Europa in uno spazio al di fuori dei suoi confini, concentrandosi sul modo in cui i privilegi di cui godono attualmente gli europei, e i diritti concessi da alcune forme di cittadinanza, siano dovuti solamente da abusi che avvengono al di fuori dei confini della sua giurisdizione.

Lo fa utilizzando il tropo dei traffici tossici, delle distruzioni tossiche e la violenza lenta e poco spettacolare che la caratterizza, una violenza spesso difficile da cogliere, visualizzare e rappresentare, poiché il rapporto causa ed effetto può essere facilmente eluso.

La mostra presenterà il lavoro di artisti locali e internazionali impegnati in un’ampia comprensione della tossicità, riunendo i più ampi intrecci politici, economici e sociali, che ne facilitano la produzione, e l’ingiusta distribuzione e le tracce corporee, psicologiche e nascoste che si lasciano indietro e ne definiscono la presenza endemica.

Le opere d’arte conviveranno in una rete di materiali testuali raccolti e prodotti dal gruppo di ricerca – da fatti storici a proverbi, poesie, varie storie letterarie e testi scientifici – che fanno luce sulle diverse e mutevoli fonti, sulle diverse interpretazioni della tossicità e su come viene vissuta, a livello individuale e nelle comunità.

Incoraggiando una comprensione più profonda delle disparità economiche e delle abitudini culturali che codeterminano lo status quo, la mostra spera infine di coinvolgere il pubblico in una comprensione più relazionale dell’ambiente e della sua proprietà e di sottolineare come l’iniqua distribuzione delle catastrofi ambientali sia un problema politico, intrinsecamente legato alle questioni del capitalismo, della classe e della razza.

La mostra sarà accompagnata da un Cahier curato da Antonia Alampi e copiato da Pia Chakraverti-Wuerthwein, con testi nuovi ed esistenti di Antonia Alampi, Ayushi Dhawan, Caroline Ektander, Maximilian Feichtner, Zeynep Kubat, Simone Müller e Jonas Stuck.

Questa mostra fa parte di Toxic Commons intrapresa da Caroline Ektander, Antonia Alampi e SAVVY Contemporary, Simone Müller con un gruppo di ricerca del Rachel Carson Center con Ayushi Dhawan, Maximilian Feichtner e Jonas Stuck. Il contributo di Natascha Sadr Haghighian & Ashkan Sepahvand è una collaborazione tra Contour Biennale 9 (commissario), Extra City Kunsthal e SAVVY Contemporary.


https://extracitykunsthal.org/