Many venues - Matera
06 / 09 / 2019 - 06 / 01 / 2020

Blind Sensorium. Il Paradosso dell’Antropocene è il coronamento di dieci anni di ricerca artistica del fotografo e filmmaker Armin Linke e dei suoi collaboratori sulle forze che cambiano la faccia della Terra. Il fatto che la superficie terrestre stia subendo cambiamenti radicali è visibile a occhio nudo. Eppure, vediamo solo la più piccola frazione di questi cambiamenti.

La maggior parte dell’Antropocene – la nostra epoca attuale in cui l’impatto dell’uomo sulla terra ha spinto il pianeta sull’orlo del cambiamento climatico – rimane invisibile, anche nei suoi processi materiali. La conoscenza di questi cambiamenti radicali del sistema Terra è raccolta principalmente non attraverso i nostri sensi, bensì attraverso le enormi infrastrutture tecnologiche e i dati che raccolgono.

Eppure, la conoscenza generata da questo sensorium tecnologico è caratterizzata dai punti ciechi della sua stessa implicazione nello sfruttamento accelerato della natura. Armin Linke ha seguito scienziati, politici e attivisti interrogandosi sul rapporto conflittuale e spesso paradossale tra scienza, economia e istituzioni politiche. Blind Sensorium è un’antropologia visiva del ruolo conflittuale svolto dagli esseri umani e dalle moderne società capitalistiche nell’attuale trasformazione planetaria.

La prima parte della mostra si trova nella ex scuola media “Alessandro Volta” e si intitola Blind Images. Presenta un’ampia selezione dall’archivio fotografico di Linke, allestito come un laboratorio multistrato. In queste immagini provenienti da tutti il mondo, Linke dimostra in particolare come “architettura” e “design” non possano più essere percepiti in modo tradizionale in un’epoca in cui le strutture create dall’uomo si misurano su scala planetaria. Il lavoro di Linke è una riflessione artistica ampliata sul ruolo mutevole della fotografia in un mondo sempre più governato dall’astrazione.

Il capitolo successivo della mostra è intitolato The Image of Time e si colloca nel deposito archeologico del Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” a pochi passi dalla prima sede. Il deposito ospita migliaia di oggetti archeologici. La stragrande maggioranza dei reperti risale dall’anno 1000 a.C. al 1000 d.C.

Ma ci sono anche molti oggetti che documentano insediamenti umani dalla fine dell’ultima glaciazione e del cosiddetto Neolitico o Rivoluzione Agricola – circa 10 mila anni fa – e alcuni oggetti che testimoniano la presenza di culture umane nell’Italia meridionale fino al Paleolitico, molto prima dell’invenzione dell’agricoltura e della sedentarietà permanente.

Rendendo il deposito accessibile al pubblico per tutta la durata della mostra, Blind Sensorium amplia anche questi archivi aggiungendovi racconti e documenti selezionati e riordinandone i loro contenuti. L’oggetto di questo intervento è il nostro rapporto mutevole con il tempo (profondo) sotto le condizioni dell’Antropocene.

Il capitolo conclusivo della mostra, intitolato The Deep Time of Now, è ospitato dallo stesso edificio. Si tratta di un’importante sintesi di oltre un decennio di lavoro sul campo che include un lungometraggio e ulteriore materiale di archivio. Utilizzando sia la fotografia che il cinema, Armin Linke, in collaborazione con Giulia Bruni e Giuseppe Ielasi, ha messo in discussione il ruolo dell’immagine e della rappresentazione nella politica del cambiamento climatico. Cosa significa osservare processi di cui si è intrinsecamente parte?

Linke e il suo team hanno ottenuto l’accesso ai laboratori, ai data center e alle sale di negoziazione delle Nazioni Unite, nonché ai siti di estrazione delle risorse e ai luoghi fondamentali per gli ecosistemi della Terra. È la ricerca, sulle istituzioni moderne – politiche, scientifiche ed economiche – e sul loro ruolo nel mondo attuale, che si chiede se queste istituzioni siano capaci di rispondere alle sfide esistenziali del presente.

Il film che ne risulta racconta questo viaggio e presenta un’immagine delle reazioni intricate, dello stallo tra politica, scienza, economia, finanza, cultura e logica dell’innovazione tecnologica.

La mostra è curata da Armin Linke e Anselm Franke, è commissionata e prodotta dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito del programma Matera Capitale Europea della Cultura 2019, in coproduzione con il Polo Museale della Basilicata e il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola” di Matera.


www.matera-basilicata2019.it