Barbican Centre - London
16 / 05 / 2019 – 26 / 08 / 2019

AI: More than Human è la nuova esposizione di punta del Barbican Centre di Londra: si tratta di uno studio senza precedenti sugli sviluppi creativi e scientifici nell’ambito dell’intelligenza artificiale, esplorando l’evoluzione del rapporto tra esseri umani e tecnologia. Parte di Life Rewired, la stagione 2019 del Barbican che cerca di dare risposta a cosa significhi essere umani in un mondo in cui la tecnologia sta cambiando tutto, AI: More than Human racconta la storia in rapido sviluppo dell’IA, dalle sue antiche origini scintoiste-giapponesi e dai primi esperimenti di calcolo condotti da Ada Lovelace e Charles Babbage, fino agli enormi progressi ottenuti dagli anni Quaranta fino ai giorni nostri, al fine di mostrare come un sogno così antico sia già diventato la realtà di oggi.

Attraverso alcuni dei progetti di ricerca più importanti e all’avanguardia, da DeepMind, Jigsaw, Massachussetts Institute of Technology Computer Science Artificial Intelligence Laboratory (MIT CSAIL), IBM, Sony Computer Science Laboratories, Google Arts and Culture, Google PAIR, Affectiva, Lichtman Lab ad Harvard, Eyewire, Wake Forest Insitute for Regenerative Medicine, Wyss Insitute and Emulate Inc, la mostra presenta commissioni e progetti di vari artisti, ricercatori e scienziati, tra cui Memo Akten, Joy Buolamwini, Certain Measures (Andrew Witt & Tobias Nolte), Es Devlin, Stephanie Dinkins, Justine Emard, Alexandra Daisy Ginsberg, Stefan Hurtig & Detlef Weitz, Hiroshi Ishiguro & Takashi Ikegami, Mario Klingemann, Kode 9, Lawrence Lek, Daito Manabe & Yukiyasu Kamitani, Massive Attack & Mick Grierson, Lauren McCarthy, Yoichi Ochiai, Neri Oxman, Qosmo, Anna Ridler, Chris Salter, Sam Twidale e Marija Avramovic, Yuri Suzuki, teamLab e Universal Everything.

Grazie ai digital media, a installazioni artistiche coinvolgenti e alla possibilità per i visitatori di interagire direttamente con ciò che è in esposizione per sperimentare in prima persona ciò che la IA è in grado di fare, questa mostra, simile a un festival, occupa tutto il Barbican Centre per analizzare l’argomento a tutto tondo da varie prospettive, e fornisce ai visitatori gli strumenti per decidere autonomamente come muoversi nel nostro mondo in evoluzione.

La mostra si porrà alcune grandi domande: cosa significa essere umani? Cos’è la coscienza? Le macchine diventeranno mai più intelligenti dell’uomo? In che modo uomo e macchine possono collaborare?

Nella Sezione 1, The Dream of AI, la mostra analizza il desiderio umano di dare vita a oggetti inanimati fin dall’antichità, dalle tradizioni religiose dello scintoismo e dell’ebraismo fino alla scienza mistica dell’alchimia. Kode9, artista e musicista elettronico, presenta una nuova installazione sonora appena commissionata riguardante il golem, creatura mitologica che ha influenzato il mondo dell’arte, della letteratura e del cinema per secoli, da Frankenstein a Blade Runner.

Sam Twidale e Marija Avramovic analizzano l’IA attraverso la lente dello scintoismo giapponese e delle sue credenze, esplorando le nozioni dell’animismo e del tecno-animismo con Sunshowers. Anche Doraemon – uno dei più famosi manga d’animazione giapponesi – sarà sullo schermo, studiandone l’influenza sulla filosofia della robotica e dello sviluppo tecnologico.

La Sezione 2, Mind Machines, spiega come l’IA si sia sviluppata nel corso della storia, a partire dai primi innovatori che tentarono di convertire in un codice il pensiero razionale, per arrivare alla creazione della prima rete neurale negli anni Quaranta, che replicava gli stessi processi del cervello e li sviluppava in apprendimento della macchina – quando l’IA è in grado di imparare, rispondere e migliorare autonomamente.


Include alcuni dei personaggi più importanti e dei momenti più emozionanti della storia dell’IA – come i pionieri dell’informatica Ada Lovelace e Charles Babbage; i giochi sperimentali di Claude Shannon; i rivoluzionari tentativi di Alan Turing di decifrare codici durante la Seconda Guerra Mondiale e la IBM di Watson – ed esamina, inoltre, il modo in cui l’IA percepisce le immagini, capisce il linguaggio e si muove, come intelligenza artificiale sviluppata sul corpo al di là del cervello.

All’interno di The Curve, nel cuore della mostra principale, c’è Data Worlds, nella Sezione 3. Questa sezione esamina la capacità dell’IA di migliorare il commercio, modificare la società e valorizzare le nostre vite personali. Guarda alle possibili applicazioni dell’IA nella vita reale, in campi come quello della sanità, del giornalismo e del retail. Affectiva, leader nel campo Human Perception AI, dimostrerà come l’IA possa incrementare la sicurezza stradale e migliorare i trasporti, attraverso un gioco arcade di guida virtuale durante il quale l’IA di Affectiva monitorerà le emozioni dei guidatori e le loro reazioni in varie situazioni. Data Worlds tratta anche di altre importanti questioni etiche, come pregiudizi, controllo, verità e privacy.


L’ultima sezione della mostra, la Sezione 4, Endless Evolution, guarda al futuro del genere umano e ipotizza, allo stesso tempo, la creazione di nuove specie, riflettendo sulle leggi della “natura” e su come forme di vita artificiali possano inserirsi in questo contesto. Una nuova serie di interviste appena commissionate discuterà di temi futuristici attraverso gli occhi di pensatori visionari. Nel corso della mostra, vari nuovi progetti commissionati troveranno posto all’interno di tutto il Level G del Barbican.

Organizzata dai curatori ospiti, la dott.ssa Suzanne Livingston e Maholo Uchida, questa mostra è ideata e prodotta da Barbican International Enterprises – la branca del Barbican dedicata al turismo, che crea un mix dinamico tra mostre di arte contemporanea innovativa e cultura popolare, architettura, design, moda e fotografia in tutto il mondo.


Precedenti mostre prodotte da questo team includono Into the Unknown: A Journey through Science Fiction (2017), Digital Revolution (2014), diventata la mostra più visitata del Barbican con un’affluenza di 93.000 visitatori a The Centre, e Designing 007: Fifty Years of Bond Style (2012). Co-prodotta dal Groninger Forum, Paesi Bassi, AI: More than Human, dopo la sua sosta al Barbican, inizierà un tour a livello internazionale.


www.barbican.org.uk/morethanhuman