PICA - Perth
11 / 11 / 2017 – 24 / 12 / 2017

Remedial Works è una mostra collettiva che unisce le opere di sei artisti australiani ed internazionali, che esplorano i nuovi materiali tipici delle società globalizzate contemporanee e i loro potenziali effetti sul corpo umano, l’ambiente e i rapporti interpersonali.

La mostra prende in esame come oggi ci poniamo all’interno di questo ambiente unico di superfici e sostanze – da metalli rari ed ingredienti della moderna scienza alimentare a beni di consumo, cosmetici e farmaci – che siano essi palliativi o tossici, tutti connessi al capitale.

Richiamando la massima “è la dose che fa il veleno”, le opere esposte in questa mostra si concentrano sulla linea sottile che separa la capacità dei prodotti di curare da quella di inquinare, sia i corpi che la terra. Pur riconoscendo che la maggior parte della popolazione è inserita all’interno di un sistema di produzione industriale e di consumo, Remedial Works, alla luce di tutto questo, si chiede quale ruolo possa svolgere l’arte nel processo di risanamento e guarigione.

Anicka Yi, vincitrice del premio Hugo Boss 2016 presenta il suo film in 3D The Flavor Genome, un racconto inventato nel quale un profumista raggiunge la foresta amazzonica per estrarre un composto da una rara e mitologica orchidea. Il film sviluppa l’interesse e la ricerca di Yi sul modo in cui la politica penetra nei nostri sensi e su come i pregiudizi di razza, genere e sessualità influiscano sulle nostre percezioni.

On Demand, delle recenti sculture del duo collaborativo lituano Pakui Hardware,si appropriano delle immagini satellitari della NASA che raffigurano la superficie di Marte  tagliandole ed ingrandendole finché l’opera comincia ad assumere l’aspetto di una pelle infiammata o infetta. In questo modo il loro lavoro fonde le superfici corporee con il paesaggio, il macroscopico e il microscopico, il vicino e l’estremamente lontano.

La serie video di Shana Moulton, Whispering Pines, rappresenta l’alter ego dell’artista, l’ipocondriaca “Cynthia”, alla ricerca dell’ottima salute spirituale, fisica e mentale. Ogni video vede Cynthia cimentarsi in mondo surreale e magico con le promesse della nuova era del consumo moderno. Lo yogurt “Activa” la rende effimera e senza peso, i farmaci trasformano il suo corpo in creta e il latte detergente rimuove gli strati di carne per portare alla luce un improbabile nucleo di energia pura.

Il nuovo ed importante lavoro dell’artista di Melbourne Sophie Cassar, nasce dalla sua personale esperienza di una malattia cronica. Composta da un collage di libri d’artista, oggetti assemblati e film realizzati con un iPhone e video trovati online, l’opera impiega la bellezza come una strategia divertente e allo stesso tempo devastante per analizzare le azioni di ragazze e donne malate.

La nuova opera scultorea dell’artista Jess Tan, che vive e lavora a Perth, è ricca di immaginazione ed assembla oggetti trovati e acquistati per creare risultati disordinati e al contempo raffinati, attraenti e ripugnanti. Per il PICA l’artista ha creato un’istallazione che allude ad un santuario privato, un luogo di intima evasione.

Tan si interessa di come i significati personali possano essere incorporati in materiali e oggetti. Nelle sue opere utilizza qualsiasi materiale naturale, capelli, componenti di plastica da quattro soldi, profumi per l’aromaterapia e cosmetici, spesso trovando similitudini strutturali e allusioni sorprendenti e poetiche lungo il percorso.

Nell’ambito di Remedial Works, l’artista del New South Wales Clare Milledge ha ricreato Strigiformes; Binocular, Binaural, una performance artistico-sciamanico recentemente  realizzata al National Museum of Art, Architecture and Design di Oslo, Norvegia. Per la prima volta Milledge, nota per i suoi dipinti realizzati al contrario sul retro di lastre di vetro e per le sue istallazioni cumulative, mette in scena un’opera performativa in Australia.

Come affermato dal curatore Andrew Varano, in questa mostra si affrontano la malattia e la guarigione del corpo umano e della terra, la riparazione e l’inquinamento dell’ambiente quanto la soggettività, i sensi, il linguaggio poetico e l’immaginazione. Il direttore del PICA Amy Barrett-Lennard ha dichiarato: “Il PICA è lieto di sostenere Andrew Varano, un talentuoso curatore dell’Australia occidentale, nello sviluppo e nella rappresentazione di Remedial Works. Questa è una mostra che affronta questioni urgenti per tutti noi, che viviamo in un mondo globalizzato fatto di ricchezza, ambizione e paura.”

Remedial Works è stata inaugurata alla presenza del dott. Zarri Siddiqui, presidente pakistano in Australia e professore associato in formazione medica presso l’UWA, insieme ad un’altra mostra: I don’t want to be there when it happens. Entrambe le esposizioni verranno corredate da un programma pubblico appositamente curato, comprendente conferenze dell’artista e del curatore, una performance di Clare Milledge, un’opera coreografica di Jay Emmanuel, degli open studio e un vivace evento multiculturale presentato insieme a illUMEnate WA.


http://pica.org.au/show/remedial-works/

http://pica.org.au/show/i-dont-want-to-be-there-when-it-happens/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn