MU - Eindhoven
01 / 12 / 2017 – 18 / 02 / 2018

Mentre l’età massima per gli esseri umani è stimata a 125 anni, alcuni batteri possono sussistere in uno stato vegetativo per decine di migliaia di anni, solo per risvegliarsi quando le condizioni siano più favorevoli. I ricercatori affermano anche di aver trovato batteri che sono sopravvissuti in questo modo per milioni di anni.

La nostra prospettiva in merito alla durata di vita è determinata dall’autoconsapevolezza, dai ricordi e dai progetti futuri, ma in che misura può costituire un criterio oggettivo? Con la mostra Life Time, che presenta i vincitori del Bio Art & Design Award 2017 e le opere di nove designer e bio artisti, il MU sta indagando proprio questo.

La vita sulla terra è regolata dal sole e dalla luna, dal giorno e dalla notte, dalle maree, dal clima e dalle stagioni. Sincronizziamo i nostri orologi sulla rotazione della terra e basiamo i calendari sul sole e sulla luna. In che modo invece passano i giorni su Marte, Giove o Venere … l’opera Time Pieces (Solar System) di Katie Petterson tiene traccia dei tempi planetari. La sua opera non riguarda soltanto i moti di rivoluzione o le orbite intorno al sole, ma mostra anche la casualità della prospettiva umana.

Allo stesso tempo, questa misurazione umana è tutto ciò che abbiamo. Jiwon Woo, uno del vincitori del BAD Award, affronta questo tema nell’opera Mother’s Hand Taste, un’ode culinaria al tocco personale. Son mat – il gusto della mano – è un principio importante della cucina sudcoreana che esprime l’identità culturale e la manipolazione diretta degli ingredienti.

Qui viene tradotto da Jiwon Woo in tracce di batteri e funghi sulla mano della persona che prepara la pietanza. Lavorando insieme a Han Wösten presso l’Istituto di Biologia Ambientale, all’interno del gruppo Microbiologia dell’Utecht University, l’artista studia se il gusto della mano possa essere identificato anche attraverso diverse generazioni, anche quando i membri della famiglia sono emigrati in diversi continenti.

Forse la più grande carenza del nostro pensiero sulla vita e sul tempo è l’incapacità di comunicare con altre forme di vita. Non importa quanto gli attivisti cerchino di dar voce alla natura, alla fine si tratta sempre di esseri umani che si scontrano l’uno contro l’altro per via delle loro opinioni e delle loro passioni.

Gli Delindro riconosce questo divario in due istallazioni sonore: (Un)measurements #2 dove impiega microfoni sensibili per esplorare un tronco d’albero scavato dai funghi e Manta Morta, che registra i suoni di vermi in decomposizione all’interno di un ecosistema chiuso. Entrambe le opere fanno riferimento alla natura ciclica della vita e del tempo e ci invitano ad ascoltare altri organismi.

Le registrazioni sonore assumono un ruolo centrale anche nell’opera Seasynthesis di Xandra van des Eijk, che ha realizzato il progetto vincitore del BAD Award insieme a Han Lindenboom presso il Marine Research Institute della Wagening University. L’artista ha registrato l’incostante ritmo delle eliche delle navi e delle attività sottomarine nel Mare del Nord, dove la costruzione di impianti eolici offshore provoca un intenso e costante clamore. Non sorprende che tutto quel rumore costituisca un serio disturbo per la vita marina, cosa che ci riporta inevitabilmente al tema dell’influenza umana sull’ambiente.

Nel documentario Deep Time, Noah Hutton restituisce un’immagine inquietante sugli effetti dell’estrazione del petrolio nel nord Dakota. Il paesaggio è diventato irriconoscibile e le vite dei residenti sono state completamente sconvolte dall’improvvisa abbondanza petrolifera. Le preoccupazioni riguardo al futuro vengono regolarmente ignorate per una prospettiva di profitti a breve termine.

Un’altra forma di combustibile fossile, il carbone, è il cuore di Cryo-sites di Susana Cámara Leret & Sissel Tolaas. L’installazione si focalizza sulla crioconite, la combinazione di piccole particelle di roccia, fuliggine e microbi che si accumulano e producono macchie scure sui ghiacciai e sulle calotte di ghiaccio. Le macchie riducono il riflesso della luce solare, facendo sciogliere il ghiaccio e contribuendo così al riscaldamento globale e all’innalzamento del livello del mare.

La consapevolezza che la prossima estinzione di massa sarà molto probabilmente causata dall’uomo – e che in quanto specie sarà esso stesso tra le vittime– è mostrata chiaramente all’interno di Life Time. Nella performance An Incomplete Life di Proud Flesh, una persona viene ricoperta dal sale che scende a cascata da una cisterna simile alla metà superiore di una clessidra gigante. La domanda è: qualcuno interverrà?

Un trittico cinematografico di Timo Wright, Ex Nihilo, mostra come la speranza e la paura per il futuro siano interconnesse. Il primo film riguarda lo sviluppo degli umanoidi: robot che somigliano e agiscono come esseri umani; il secondo riguarda il deposito sotterraneo globale dei semi delle Svalbard a Spitsbergen dove è stato conservato materiale genetico per salvaguardare le piante  – e con esse gli umani – dall’estinzione in caso di eventi catastrofici; il terzo infine riguarda le Oregon Cryonics, dove vengono congelati per il futuro i cervelli dei defunti con l’intento di far rivivere i ricordi e persino le personalità che un tempo avevano ospitato.

In Voltaic Realism di Fujita Keisuke la speranza non è contemplata. Scalfendo un’ampia colonna di carbone, l’opera rappresenta gli 800.000 suicidi che vengono commessi su scala mondiale nel corso di un anno. L’installazione è connessa a vari social media e risponde ogni volta che un suicidio viene annunciato; i messaggi relativi a tali notizie sono mostrati sopra un pannello retroilluminato.

Life Time non è decisamente una mostra spensierata. L’odore di End of Days è nell’aria- letteralmente: il duo artistico Thomson & Craighead ha collaborato col profumiere Euan McCall per creare Apocalypse, un profumo a base di ingredienti trovati dagli artisti nel Libro delle Rivelazioni.

Life Time sembra minimizzare in modo ironico la provvisorietà della nostra esistenza. I batteri erano in circolazione miliardi di anni prima dell’evoluzione umana e sopravvivranno dopo di noi per altrettanti anni. Ci sono state così tante ondate di estinzioni di massa e ora è il nostro turno- e con questo?

In Chronobytes, Thomas Thwaites lavora con Frank Maier e Sioban Imms per esplorare il modo in cui i resti dei nostri archivi digitali – server farm, hard disk e cassette – potrebbero ricomparire tra milioni di anni come colorazioni degli ioni metallici nella geologia terrestre. Questo senso di fatalismo diventa perfino più accentuato in A Felicitous Neo-Past del terzo vincitore del BAD award, Guo Cheng.

Nella sua collaborazione con Heather Leslie all’Istituto di Studi Ambientali dell’Università di Amsterdam, ha rimosso ogni traccia dell’esistenza umana dal blocco di terra preso dal cortile dell’ADM ad Amsterdam, per mostrarlo al suo stato originario. L’artista cancella l’uomo dal tempo e forse lo fa per il bene comune? Le tracce raccolte vengono lasciate alla prossima civiltà – umana o aliena – come un puzzle di ciò che potrebbe esserci accaduto.

Informazioni su MU

MU è una guida avventurosa nei sobborghi dell’arte odierna e futura, dedicata ad un pubblico ampio e principalmente giovane. MU offre un terreno fertile per talenti ibridi. MU è uno spazio aperto e dinamico con un programma che esprime l’abitudine del XXI secolo a pratiche di collaborazioni creative e multidisciplinari.


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