Frankfurter Kunstverein - Frankfurt/Main
15 / 02 / 2018 - 08 / 04 / 2018

Curata da Mattis Kuhn e dalla co-curatrice Franziska Nori la collettiva tematica I am here to learn si occupa di algoritmi adattivi e intelligenza artificiale (IA). La mostra prende in esame la percezione e l’interpretazione come qualità umane che le macchine possono acquisire attraverso procedure di apprendimento.

Il Frankfurter Kunstverein presenterà artisti internazionali, con opere che tematizzano i processi coinvolti nella percezione macchinica e nell’azione autonoma. L’intelligenza artificiale ci circonda. Altra ed estranea, condividiamo tuttavia un ambiente comune: al lavoro, su Internet o nelle nostre case connesse.

Il rapido sviluppo della tecnologia informatica, i progressi nel campo della robotica e una nuova generazione di sistemi di autoapprendimento oggi sono in grado di cambiare numerosi ambiti della nostra vita. Gli algoritmi ottimizzano gli appuntamenti online ed eseguono transazioni nei sistemi finanziari, i robot assumono il ruolo di governanti e i sistemi di apprendimento adattivo navigano nelle infrastrutture delle nostre città.

La progressiva espansione della capacità delle macchine di percepire, interpretare e agire autonomamente causerà una riorganizzazione di settori fondamentali della società: dal mantenimento della privacy nella coesistenza con smartphone e assistenti vocali interattivi, ai sistemi automatizzati usati per valutare altri soggetti e legati ai sistemi assicurativi e creditizi, alla lotta contro la criminalità, fino ad una nuova concezione giuridica di consapevolezza e responsabilità.

Il crescente uso in guerra di robot e sistemi armati automatizzati ha scatenato un dibattito sui confini etici. Quali tratti e comportamenti umani vogliamo e siamo in grado di assegnare alle macchine e fino a dove spingerci? I sistemi intelligenti sono definiti dalla loro capacità non solo di registrare passivamente ciò che li circonda, ma anche di interpretarlo attivamente. Ma un’interpretazione non è mai oggettiva.

Un agente artificiale ha la capacità di gestire l’interpretazione dal proprio punto di vista? Un sistema intelligente ha coscienza o percezione di sé? Una macchina sviluppa la propria immagine del mondo? E quanta autonomia vogliamo concedere loro adesso e in futuro?

Le opere degli artisti esposti al Frankfurter Kunstverein riflettono su queste questioni e affrontano componenti chiave del dibattito contemporaneo. La mostra I am here to learn: On Machinic Interpretations of the World studia il ruolo dell’arte in un campo dominato da tecnici specializzati, interessi di mercato e ricerche sempre più privatizzate, che a loro volta influenzano e modificano numerosi settori della nostra società.

Cosa significa l’affermazione “Io sono”, se proviene da una macchina? Che significato può avere l’assunto “Io sono qui” se l’intelligenza artificiale non ha un corpo che gli permetta di avere una posizione nel mondo?

Artisti partecipanti: Zach Blas & Jemima Wyman, Dries Depoorter, Heather Dewey-Hagborg & Chelsea E. Manning, Jake Elwes, Jerry Galle, Adam Harvey, Esther Hovers, Yunchul Kim, Gregor Kuschmirz, Noomi Ljungdell, Trevor Paglen, Fito Segrera, Oscar Sharp with Ross Goodwin & Benjamin, Shinseungback Kimyonghun, Patrick Tresset


www.fkv.de