ZKM | Center for Art and Media Karlsruhe – Germany
30 / 10 / 2015 – 28 / 02 / 2016

Curatori: Peter Weibel, Sabiha Keyif e Philipp Ziegler

La mostra Exo-Evolution presenta l’interconnessione tra arte e scienza e l’applicazione artistica della nuova tecnologia. Nel corso del millennio, l’umanità ha creato una cultura di strumenti che ha allargato i confini della nostra percezione e delle  nostre capacità di agire. L’umanità ha esternato ciò che una volta faceva con il corpo: dalla mano al martello, dalla voce alla parola scritta, dalla memoria alle tavole di argilla, dai libri ai computer ecc.

Attraverso la tecnologia, l’uomo trascende l’evoluzione e si libera dai poteri della natura. Con i loro strumenti e gli organi esternati e artificiali, l’umanità ha creato una exo-evolution artificiale, una che è iniziata nell’epoca dell’Antropocene – un’epoca geologica delineata dagli uomini, con molta meno natura e sempre più tecnologia intorno a noi.

Exo-Evolution presenta questa nuova realtà con più di 100 contributi artistici e scientifici, così come i moduli Allah’s Automata e The Future Is Here, che offrono una visione dall’interno del futuro e uno sguardo al passato dell’esternazione artistica e tecnologica delle capacità umane.

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La mostra offre visioni e soluzioni ai problemi irrisolti del XX secolo, per esempio la eliminazione dell’ossigeno dall’anidride carbonica come reazione alle crisi climatiche, oppure organismi innovatici che si sono adattati e ottimizzati considerato il grave inquinamento ambientale. Mentre gli ambientalisti si stanno battendo per salvaguardare le specie “naturali” viventi e per capovolgere gli effetti dell’Antropocene, la biologia sintetica sta sviluppando dei nuovi organismi per il “bene dell’umanità”.

Considerando l’aumento della plastica nei mari e ispirati da una scoperta di nuovi tipi di microorganismi che formano nuovi ecosistemi posizionandosi sulla superficie della plastica, l’artista e neuroscienziato Pinar Yoldas, per esempio, ha creato una serie di organismi ipotetici che si sono adattati all’ambiente e hanno sviluppato proprietà speciali. Con le sue nuove forme di vita immaginarie, l’artista replica all’angosciante minaccia artificiale rappresentata dalla plastica nei mari con un progetto utopistico e pieno di speranza.

Una elle caratteristiche più fondamentali dei sistemi biologici connessi all’evoluzione è la progressiva affermazione naturale e casuale entro la cornice della divisione cellulare. Nell’installazione Retooling Evolution: Nature at Work, un esperimento in tempo reale creato collaborando con il Karlsruhe Institute of Technology (KIT), Heurisko GmbH e il ZKM | Karlsruhe, gli esseri umani possono controllare l’evoluzione naturale in modo da ottimizzare gli organismi per l’uso tecnico.

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L’installazione, che introduce la scienza la scienza attuale nel mondo dei musei, dimostra come gli uomini possano trarre dei vantaggi del processo evolutivo in termini di tecnologia – per esempio coltivando microorganismi che elimineranno sostanze chimiche problematiche dall’ambiente.

Oltre ai diretti processi evolutivi, la nuova tecnologia materiale rappresenterà anche un cambiamento radicale nelle nostre vite. Usando del tessuto artificiale, i difetti biologici vengono “riparati”. Spine dorsali e fibre nervose – quelle che vengono chiamati “esoscheletri” – situati nella parte esterna del corpo aiuteranno disabili a muoversi.

In particolare, il processo di stampa in 3D offre dei vantaggi fondamentali nella creazione di prototipi, opere d’arte e parti di riserva per diversi settori produttivi. Allison Kudba, utilizzando la macchina computerizzata a controllo numerico da lei costruita – Capacity, stampa costrutti bio-archiettonici usando alghe e semi. I modelli prodotti dagli algoritmi si basano sul modello di crescita Eden e perciò collegano i concetti di “città” e “organismo”.

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Dal microscopio alla tomografia computerizzata, le tecniche di percezione nella scienza negli ultimi anni si sono sviluppate velocemente. I nuovi media hanno trasferito queste tecniche dove la percezione si basa sullo strumento nel regno dell’arte: perché l’arte non cede il campo della cultura ingegneristica esclusivamente alle scienze, ma segue i loro standard che cercando di spiegare e cambiare il mondo. Un’arte scientifica, come quella del Rinascimento, è perciò evidente: siamo di fronte a un Rinascimento 2.0.


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