SMITHSONIAN AMERICAN ART MUSEUM - NEW YORK
PERMANENT EXHIBITION

Lo Smithsonian American ArtMuseum ha dedicato recentemente una collezione permanente alla time-based art, un nuovo importante aspetto dell’iniziativa sulla media art avviata dal museo che comprende acquisizioni, esposizioni, programmi educativi e un archivio di ricerca relativo a film, video e media.

John G. Hanhardt, curatore della sezione dedicata alla media art, ne ha supervisionato il programma e ha selezionato le nove opere in mostra nell’ installazione Watch This! New Directions in the Art of the Moving Image, che analizza la storia e gli sviluppi più recenti dell’arte dell’immagine in movimento. La nuova galleria permette al museo di presentare così una vasta gamma di tecniche utilizzate nell’ambito della media art.

“Negli ultimi tre anni, lo Smithsonian American Art Museum ha riunito una collezione di video e opere di time-based art sotto la guida di John Hanhardt, che è uno dei più grandi esperti di media art al mondo,” ha detto Elizabeth Broun, direttrice del Margaret and Terry Stent dello Smithsonian American Art Museum. “Questa nuova galleria dedicata alla media art amplia la gamma di opere di arte contemporanea che offriamo ai nostri visitatori”.

Watch This! presenta quindi le principali opere della storia della video art e una nuova generazione di artisti all’avanguardia nella media art. Le nove opere in mostra sono: Cory Arcangel, Video Painting (2008); Jim Campbell, Grand Central Station #2 (2009) and Reconstruction #7 (2006); Peter Campus, Three Transitions (1973); Kota Ezawa, LYAM 3D (2008); Svetlana and Igor Kopystiansky, Yellow Sound (2005); Nam June Paik, 9/23/69: Experiments with David Atwood (1969); Bill Viola, Surrender (2001); and Marina Zurkow, Elixir II (2009). La maggior parte delle opere presentate è di recente acquisizione, cinque di esse fanno parte della collezione 2010 del museo. Le opere di Viola e Reconstruction #7 di Campbell sono invece in prestito.

“Watch This! passa in rassegna gli strumenti e i materiali innovativi utilizzati dai video artist negli ultimi quarant’anni, dai primi rivoluzionari esperimenti video di Nam June Paik a un riadattamento dei giochi Nintendo e dei sistemi informatici obsoleti,” ha detto Hanhardt.

Nel 2009, il museo ha acquisito l’intero archivio di Nam June Paik. Hanhardt, grande esperto di Paik e della sua influenza a livello mondiale, sta riorganizzando l’archivio e il Nam June Paik Media Arts Center del museo. Lo studio sull’ archivio costituirà la base per la pubblicazione degli scritti di Paik, delle esposizioni e di un catalogo monografico. Nam June Paik: Art and Process è la prima di una serie di esposizioni la cui apertura è prevista per dicembre 2012.


Il James F. Dicke Family Endowment ha sostenuto generosamente Watch This!.

http://americanart.si.edu/