Sala ASAB - Bogota
12 / 03 / 2015 – 31 / 03 / 2015

La mostra Transparency, Fluidity and Mediation identifica i tre termini presenti nel titolo come catalizzatori delle opere d’arte. I pezzi riuniti per la mostra sono cristallizzati in formati audiovisivi e digitali che potrebbero essere stati creati o riformattati attraverso la realizzazione di dispositivi digitali.

Durante la mostra saranno presentate le opere dei seguenti artisti: Quayola & Sinigaglia, Jenny Holzer, Universal Everything, Ryoichi Kurokaga, Scanner, Yoko Ono, Jake & Dinos Chapman, AES+F, Field, Herman Kolgen, Sophie Kahn, Marion Tampon-Lajarriette, Memo Akten, Shu Lea Cheang, Zimoun, Mitch Stratten, Angelo Plessas.

Curatore: John Angel Rodriguez

Le piattaforme di New Media Art hanno contribuito all’ampia distribuzione delle opere d’arte in entrambi i formati immateriali, a cui mancava la componente faccia a faccia. A questo riguardo, la “Telematica” permette sia alle opere che agli espositori di interagire con il pubblico (che in questo caso può essere definito fruitore). La dinamica telematica di artista-fruitore-spettatore ha ampliato la portata dei beneficiari e dei consumatori di arte contemporanea, portando il lavoro di vari artisti, provenienti da molteplici latitudini, all’interno di sfere culturali che non rappresentano più dei circuiti esclusivi dell’alta cultura intellettuale.

In riferimento a questa mostra, le opere in scena potrebbero essere erroneamente confuse con prodotti commerciali (immagini pubblicitarie, banner, screensaver…) a causa dei formati di produzione con i quali sono state create. Sebbene queste opere condividano la digitalizzazione e l’implementazione di risorse tecnologiche, questi tratti comuni ne rispecchiano esclusivamente il formato.

Transparency, Fluidity And Mediation3

Le piattaforme mediatiche avvicinano il loro pubblico in modo diverso rispetto agli spazi espositivi tradizionali (gallerie d’arte e musei). Recentemente le istituzioni hanno dovuto ripensare i loro formati espostivi e interattivi, per l’imminente e inevitabile immersione del nostro mondo contemporaneo nelle tecnologie e piattaforme digitali. Le installazioni in loco hanno raggiunto livelli di immersione e di interattività che rendono possibili l’esperienza e le esplorazioni di mondi virtuali anche senza l’intervento della tecnologia o dei dispositivi digitali. In questa categoria si trovano molte estensioni dei nostri sensi, inclusi occhiali, cuffie e protesi, che sono diventati oggetti quotidiani.

Le installazioni e l’organizzazione delle mostre sperimentali hanno rivisto il concetto del cubo bianco, contribuendo così alla percezione dell’arte e alle sue funzioni adattive in relazione ai sensi. Sebbene questi format, finalizzati alla fruizione dell’arte, abbiano contribuito ad accendere dibattiti concettuali sull’arte contemporanea, dobbiamo riconoscere che i metodi distributivi offerti dal contesto digitale sono diversi dall’esperienza consentita da un apprezzamento fisico dell’arte. Le discussioni tra tangibile e virtuale sono peculiari della dimensione digitale, anche se le opere presentate in questa mostra sono state create come pezzi unici di arte che possono essere ammirati con dispositivi di visualizzazione digitale.

La diffusione dei network negli ambienti digitali ha permesso ai nuovi pubblici di ammirare le opere d’arte in modo innovativo, attraverso diverse vie di accesso: siti interattivi, app, videogame e interfacce di realtà virtuale, oppure in modo più semplice, sempre con opere digitali e in movimento. La mostra Trasparency, Fluidity and Mediation è concepita all’interno di questa tendenza. Le opere qui riunite sono state create o assemblate digitalmente. Grazie a questo sistema possiamo ammirare sculture digitali, oggetti irreali, performance e azioni visibili come installazioni e attraverso videoproiezioni nello spazio espositivo della Sala ASAB.

Prendendo in prestito il concetto di Henri Bergson, il virtuale può essere inteso come la possibilità di diventare, mentre la virtualità e l’immaterialità delle opere qui presenti possono essere tangibili nella misura in cui sono apprese attraverso le interazioni con i nostri sensi: vista e udito. Quello che può essere tangibile nella nostra esperienza sensoriale. Si deve tenere a mente che la luce occupa uno spazio fisico, viaggia su diversi sentieri e giunge infine ai nostri occhi. Se guardiamo questo fenomeno dal punto di vista della fisica, la natura tangibile di queste opere risiede nel modo in cui sono state concepite dai loro creatori e sperimentate dai loro spettatori-fruitori.

Transparency, Fluidity And Mediation4

Le discussioni su tangibile e virtuale sono tipiche della dimensione digitale ma questa mostra si concentra sul nostro sguardo, quando ammiriamo le opere in quanto pezzi unici d’arte. Questa situazione è stata dibattuta su diversi livelli come esercizio artistico e creazione intellettuale. Tuttavia la mostra non cerca di alludere ai dibattiti critici sulla comparsa di tecnologie digitali nelle arti, ma vuol far conoscere allo spettatore un gruppo di opere d’arte che riunisce le tre caratteristiche dei dispositivi di visualizzazione digitale, alle quali fa riferimento il titolo della mostra: Trasparenza, Fluidità e Mediazione.

In questo evento tali termini sono proposti come catalizzatori, piuttosto che come determinanti univoci. Fluidità dello schermo al plasma, trasparenza della superficie su cui avvengono le videoproiezioni e capacità di mediazione dei software di manipolazione grafica:  tutti aspetti che ci permettono di capire come alcune opere siano collocate in uno spazio intermedio tra la concezione virtuale e la mediazione artistica, utilizzando i dispositivi tecnologici. Inoltre, tali mezzi potrebbero essere i mediatori al servizio dell’arte o di qualunque altro campo della conoscenza.

Un aspetto che ha permesso alla  tecnologia digitale di penetrare nella pratica artistica contemporanea è la ricreazione di mezzi tradizionali che possono essere imitati con l’uso delle applicazioni digitali. I software generano immagini ad alta risoluzione, perfette quanto un dipinto su tela. Oggi le opere possono essere realizzate con un’ampia gamma di dispositivi digitali; schermi a cristalli liquidi, al plasma e a LED, possono sostituire i dipinti. Le unità video come smartphone, tablet e micro-schermi che circolano negli ambienti personali e lavorativi ricoprono il ruolo che una volta era proprio del monitor; oggi questa azione è svolta dai dispositivi mobili e di videoproiezione.

Questi dispositivi non solo sono contraddistinti da qualità come nitidezza e immediatezza nella percezione del fruitore, ma offrono anche ampi orizzonti per l’indagine artistica, permettendo agli artisti di trovare in questi mezzi mediatici delle proprietà fisiche concettuali che gli consentano di reinventare le loro pratiche di creazione e visualizzazione delle immagini.

La trasparenza dei media digitali fornisce agli artisti un nuovo modo di percepire l’ambiente fisico, perciò gli schermi e i proiettori mettono sia l’artista che lo spettatore di fronte a una nuova dimensione percettiva. Le immagini appaiono su superfici di varia natura e il ruolo della luce può essere visto come un’azione di mappatura. Attraverso le proiezioni, le immagini ci arrivano in maniera differente. Diverse opere emergono attraverso dispositivi di simulazione digitale o come dipinti digitali, mentre le sculture sono essenzialmente degli avatar. Quando entriamo nella dimensione digitale, sia gli oggetti che il panorama sono a volte creati esclusivamente per quella determinata dimensione.

Transparency, Fluidity And Mediation2

Le risorse digitali fungono anche da mediatrici e l’immagine generata digitalmente non è solo  configurata come opera immateriale; infatti per alcuni artisti si tratta di una forma di mediazione tra diverse azioni. È il caso dell’artista giapponese Ryoichi Kurokawa che unisce immagini in tempo reale e suoni in un’unica opera, attraverso la quale cerca di cambiare le nostre percezioni degli ambienti di tutti i giorni. Il risultato è una performance che può essere vista solamente nello spazio in cui la sua opera viene esposta. Tuttavia, grazie alle tecnologie digitali questo lavoro performativo può essere estrapolato e mostrato al di là del tempo e dello spazio in cui l’opera è stata creata.  La sua opera sun_mod.2 fa parte di questa mostra ed è contraddistinta dall’orchestrazione di vari disegni astratti, definiti dall’artista come un insieme asimmetrico di disegni metodici.


www.salasab.com/exposicion/transparencia-fluidez-y-mediacion/