HKW - Berlin
03 - 07 / 02 / 2015

La prossima edizione di transmediale, attenendosi al format del “Conversation Piece”, si svolgerà attraverso una serie di occasioni di scambio e discussione, sulla scia di eventi partecipativi di rilievo, trattando le questioni più attuali nell’odierna cultura post-digitale e facendo il punto della situazione su temi salienti affrontati nel corso di questa edizione.

Gli spunti di conversazione si possono rintracciare dappertutto, dal momento che il continuo processo comunicativo è divenuto una caratteristica consueta della cultura post-digitale. Ma fissare dei punti di partenza riconosciuti e comunemente condivisi per dare il via a una conversazione in questa “giungla” culturale accanita e incessantemente dinamica risulta essere un’impresa scoraggiante, se non addirittura impossibile. All’interno di un contesto contraddistinto da diversi processi di evoluzione sociale, i pittori europei del Seicento e del Settecento hanno perfezionato e portato a compimento il modello del ritratto di gruppo conosciuto con il nome di “Conversation Piece” , nel quale erano raffigurate, in forma assolutamente idealizzata, scene di vita riguardanti le consuete attività della nobiltà tratte dalla vita quotidiana delle élite. Il Conversation Piece del transmediale 2016 cita e pone questioni sulla volontà di trovare un terreno comunicativo condiviso attraverso quattro serie tematiche interconnesse: Anxious to Act, Anxious to Make, Anxious to Share e Anxious to Secure.

Queste serie possono indurci a osservare con occhio vigile e critico le nostre attuali riflessioni sugli antitetici e contradditori “scenari ideali” della produzione culturale e sulla vita nell’era del capitalismo digitale. È possibile trovare un modo in cui la smania e l’ansia di partecipare o meno a queste attività idealizzate fungano da strumento che non porti solo ed esclusivamente a posizioni reazionarie fondate su paura ed estromissione?

Quali potrebbero essere i nuovi sistemi e i nuovi valori di una coproduzione culturale che non si conceda solo il “lusso” di essere “aperta” e “libera” ma che, in termini più estremi e radicali, si occupi anche di questioni relative alla sicurezza, alla condivisione, a forme collettive di azione e a tecniche di realizzazione innovative nell’ambito della cultura digitale?

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Bando per Workshop e Progetti Interdisciplinari

Con il suo Conversation Piece 2016, transmediale si interroga su come si possa tener testa all’ansia derivante da una vita segnata dalla tecnologia all’inizio del XXI secolo. Inoltre, si chiede se si possano trovare delle soluzioni per reinventare di comune accordo i processi di trasformazione socio-culturale.

Ponendo tutte queste domande, l’obiettivo di transmediale è cercare e trovare progetti interdisciplinari in grado di coinvolgere il pubblico del festival su più piani. Saranno tenuti in particolare considerazione i workshop, di natura sia teorica sia pratica, i dibattiti tematici, le presentazioni di studi sull’arte, gli spettacoli, le lezioni performanti e altre tipologie ibride di format; allo stesso modo, risulteranno molto gradite le proposte comprensive di carattere multidisciplinare concernenti il programma. Più specificamente, transmediale cerca proposte da parte delle attuali reti locali e trans-locali, di progetti, gruppi e attività collettive che vogliano mettersi in gioco affrontando una o diverse tra le seguenti sequenze tematiche.

Anxious to Act (Ansioso di Agire)

Questa serie si occupa della complessità delle azioni compiute in un mondo fatto di correnti costantemente connesse fra loro e del sempre più crescente “disordine” globale, focalizzandosi principalmente sullo scenario ideale e al tempo stesso disturbante del “media-attivismo” e sui molteplici significati e pensieri riguardanti il termine “intervento”, legato ai rudimenti grammaticali del settore artistico e di quello tecnologico.

Le domande poste sono: Che cos’è che oggi rende le persone ansiose di agire? Che cosa probabilmente le ostacola nell’adempimento di forme più significative e considerevoli in base alle scale micro e macro-politiche di una società globale segnata dal potere asimmetrico? In un mondo pronto al cambiamento, per ciò che riguarda l’ormai onnipresente processo di mediazione tra le azioni quali sono le principali difficoltà e come possono queste spronare nuovi e più efficaci gruppi di azione?

Anxious to Make (Ansioso di Fare)

Questa serie osserva più da vicino il nuovo conglomerato di automazione cibernetica, cultura del “fai-da-te” e produzione industriale. Qui a livello macro-economico emergono ansie di competizione globale, mentre a un livello micro-economico le ansie riguardano la gestione di conseguenze socio-politiche, dal momento che le nuove culture produttrici traggono beneficio dalla maestria artigiana del prototipo, dello strumento e dell’imprenditoria. Quali sono le implicazioni culturali dello scenario ideale di Industry 4.0 o della cosiddetta “terza rivoluzione industriale”, dove le nuove culture della produzione industriale incontrano la cultura del “fai-da-te”?

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Anxious to Share (Ansioso di Condividere)

Lo scenario ideale di questa serie è quello di una cultura di micro-pratiche e imprese artigianali che sono sorte come parte di nuove alternative guidate dai cittadini per rispondere alla crisi del settore pubblico in recessione e all’inarrestabile privatizzazione. La serie, tuttavia, assume una visione critica e “post startup” quanto a questioni collegate come il disservizio e il dislocamento, le condizioni della produzione culturale, la politica degli spazi e l’economia delle reti. Siamo impazienti di condividere, ma vogliamo davvero prenderci la responsabilità di ciò che viene condiviso e del modo in cui viene condiviso? E, da una prospettiva non antropocentrica, ci sono nuove entità mondiali di condivisione emergenti?

Anxious to Secure (Ansioso di Proteggersi)

Questa serie analizza la crescente protezione di qualsiasi cosa, dalla comunicazione individuale, dalla produzione artistica e dei media alle multinazionali e agli stati nazionali. In opposizione allo scenario ideale di una sicurezza totale, con l’affermazione di sistemi di reti resistenti, autonome e ibride, si stanno sviluppando idee più localizzate e particolari di networking e comunicazione protetta. Questa serie osserva il processo di protezione sia dal punto di vista del vecchio/nuovo complesso mediatico industriale-militare, sia dal punto di vista dell’insicurezza della vita di tutti i giorni. Come possiamo imparare a convivere con il processo di precarizzazione, data la posizione di preoccupazione dalla quale ora tentiamo di avere delle protezioni sia come hacker, che come informatori, artisti, lavoratori o semplicemente come utenti?

Domanda e Procedura di Selezione

Scadenza: 10 agosto 2015


http://www.transmediale.de/festival