SILBERKUPPE - Berlin
27 / 06 / 2015 - 22 / 08 / 2015

Già molto tempo prima che l’estetica post-internet e il networking onnipresente cominciassero a sovra-umanizzare la tecnologia, gli uomini in abito grigio erano la metafora classica della natura de-umanizzata della tecnocrazia aziendale. Questa espressione, diventata velocemente vernacolare, deriva dal racconto di Sloan Wilson, The Man in the Gray Flannel Suit, che parla della ricerca di uno scopo tra le persone che si sentono semplicemente come un’estensione organica delle strutture manageriali in un contesto pre-digitale.

Post-Information, la mostra in corso di Thomas Locher al Silberkuppe di Berlino, è interamente dedicata agli uomini col vestito grigio, o meglio, alla loro assenza.

In Post-Information, l’allestimento rispecchia il tema: la mostra racchiude due stanze allestite in modo solenne, metaforicamente isolate dalla posizione strategica della scultura in alluminio simile a una mensola, Gestell (1990), che ostruisce l’entrata e l’uscita della galleria.

La serie Politics of Communication (2000), disposta nella seconda stanza, consiste in cinque insiemi compositi di ampie dimensioni di immagini e testi. Le foto dell’arredamento da ufficio coprono l’intera gamma dall’agile al funzionale – a volte come oggetti individuali (come per esempio la sedia dell’ufficio), altre come un complesso (stazioni di lavoro, sale da conferenza, sistemi di archiviazione). Ogni gruppo è accompagnato da sottotitoli, che descrivono o esaminano i principi delle teoria della comunicazione: la natura dell’informazione, il messaggio, il codice, il mezzo e il significato. In natura, l’informazione è tecnica. Per meglio dire, non si può interpretare l’informazione; la si può solo decodificare. Secondo la teoria della comunicazione, uno scambio dura solo il tempo necessario per passare dall’emittente al destinatario. Una volta che le due parti credono che il messaggio sia stato ricevuto correttamente, la comunicazione termina.

Per utilizzare un esempio di Locher:

A. Passami un bicchiere d’acqua per favore

B. (Passa il bicchiere d’acqua ad A)

A. Grazie

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La teoria dell’informazione e della comunicazione affronta la psicologia umana come se fosse analoga al servomeccanismo, un confronto introdotto da Norbert Wiener. Un servo (abbreviazione di servomeccanismo) è un dispositivo automatico che usa feedback di rilevazione d’errori per correggere la performance di un meccanismo. Come afferma Niklas Luhmann, “l’uomo non può comunicare, solo la comunicazione può comunicare”. Nella teoria dei sistemi, l’azione è la proprietà che emerge solo a livello macro, al di fuori dell’azione combinata di tutte le singole parti. La società, come intero, è dotata di volizione, che la teoria del sistema nega all’uomo. Ma dato che i sistemi sono operazionalmente chiusi, un sistema può effettuare solo determinate operazioni in un determinato ordine per creare le strutture. L’unica cosa che un sistema può volere è riprodursi; la comunicazione è quella operazione che si riproduce continuamente.

In Politics of Communication, lo spazio aziendale sembra essere completamente determinato da questi protocolli di comunicazione rigidi e coreografati. La maggior parte dei sottotitoli sono più descrittivi che prescrittivi, ma anche le descrizioni sembrano adattarsi più alle operazioni di un algoritmo ricorrente che a quelle della società umana, nella quale i fattori determinanti della formazione della struttura difficilmente sono interni alla struttura stessa. Questa caratteristica programmatica ritorna in un’altra serie allestita nella prima stanza della galleria, A–G e A–H (2002-15), due immagini che simulano una piantina, e in A.1—Z.2 (1989), un tabulato su grande scala con tutte quelle informazioni che sono state rimosse.

Forse, la carriera artistica di Locher, che dura da alcune decadi, può essere meglio descritta come un tentativo di denaturalizzare il significato. Il suo lavoro è metodico e analitico (che al giorno d’oggi può essere considerata una qualità rara, visto che la maggior parte degli artisti tendono a illustrare qualsiasi cosa). Forzando il visitatore a sottoporsi a un processo noioso di ridondanza e ripetizione, l’artista punta allo scostamento tra la “coercizione dall’interno” e la “coercizione dall’esterno” nella retorica del management – il cui obiettivo è la tecnologia sociale – e, così come Locher rende sempre più evidente, quello di rafforzare l’integrazione e dare applicazione alla disciplina aziendale, piuttosto che trasmettere informazioni o promuovere lo scambio comunicativo.

La teoria dell’informazione e del sistema sono stati generalmente interpretati come se fossero rigorosamente non-politici, il che significa che non rappresentano l’interazione sociale come antagonista, secondo il modello marxista della lotta di classe, ma trattano tutti i tipi di “azione” e “reazione” come un’equazione integrata. In Germania, in particolare, queste discipline sostituiscono l’eredità della Scuola di Francoforte nelle scienze sociali. Friedrich Hayek e la Scuola austriaca di economia furono altrettanto entusiasti di adottare la terminologia coniata da Wiener, sostenendo che l’ordine è una proprietà “emergente” nel sistema dei mercati. Ma questo ordine era già al suo posto nella descrizione dell’interazione del mercato di Adam Smith e nei dispositivi di regolazioni, come il direttore di Watt – il servo originale – che sono correlati a una retorica politica che parla di “equilibrio dinamico”, “autoregolazione” e di “assegni e saldi” fin dagli albori del liberalismo inglese.

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Ormai è passato molto tempo dalle carte perforate IBM e gli uomini col vestito grigio abitano il mondo. I dispostivi etero-affettivi, come l’iPhone o i Google Glasses, evocano la fantasia di una biosfera altamente fluida abitata da comunità virtuali. Come afferma Fred Turner in From Counterculture to Cyberculture (2006), la cibernetica vuole discostarsi dalle connotazioni militari e industriali della Guerra Fredda. Dal 1960 in avanti, molti membri della controcultura in erba hanno abbracciato le tecnologie dell’informazioni come strumenti per la liberazione personale, disegnata come promessa per una nuova frontiera digitale: un governo non gerarchico, flessibilità e strutture spontanee.

Post-Information ricorda in maniera sobria che le interazioni sociali descritte dalla teoria della comunicazione non sono ideologicamente neutre, né prive di coercizione. Come recita uno dei sottotitoli: “un messaggio è un obbligo”.


http://silberkuppe.org/post-information

Note:

(1) Niklas Luhmann, “How Can the Mind Participate in Communication?” in Materialities of Communication, ed. Hans Ulrich Gumbrecht and Karl Ludwig Pfeiffer (Stanford: Stanford University Press, 1994), 371.

(2) Otto Mayr, Authority, Liberty, and Automatic Machinery in Early Modern Europe (Baltimore: John Hopkins University Press, 1986), 139-140