THE POWER PLANT - TORONTO
09 OCTOBER 2010 - 02 JANUARY 2011

A cura di Gregory Burke, Direttore di The Power Plant

L’autunno 2010 al The Power Plant vede la premiere di due nuovi progetti realizzati da due artisti di grande fama. Queste opere rientrano nell’annuale Commissioning Program della galleria, che ha già visto la creazione di nuovi lavori da parte di artisti come Rafael Lozano-Hemmer, Simon Starling, Scott Lyall, Candice Breitz e Lawrence Weiner. I premi delle Commissioni 2010 sono stati assegnati all’artista canadese Ian Wallace, già veterano, e alla californiana Pae White, attualmente nel pieno della sua carriera. Le commissioni di entrambi gli artisti sono il fulcro delle loro rispettive mostre individuali allestite presso The Power Plant.

Per più di 40 anni, l’artista di Vancouver Ian Wallace ha messo in mostra sia l’ampio ventaglio che costituisce la storia dell’arte, sia gli sviluppi più recenti nell’arte contemporanea per fornire informazioni su una vasta gamma di installazioni, performance, dipinti e lavori fotografici, tutti innovativi e concettualmente rigorosi. L’immagine fotografica è stata una componente importante nel lavoro di Wallace, sin dalle sue prime opere realizzate negli anni ’70, fino ai lavori che hanno caratterizzato la sua attività negli anni ’90, in cui le immagini fotografiche erano cucite in modo da creare tele grigliate e alle quali spesso venivano accostate sezioni dipinte monocromatiche.

La commissione di Wallace per The Power Plant è The Economy of the Image, una nuova importante installazione multi-part che gira intorno ad una serie di dodici dipinti, realizzati con la foto laminazione su vasta scala, intitolata Abstract Paintings I–XII (The Financial District). In quest’opera Wallace concentra la sua attenzione sul paesaggio stradale del distretto finanziario più grande del Canada, originato dall’intersezione di Wellington Street e Bay Street in downtown Toronto. La serie prosegue e amplia l’analisi sociale che Wallace fa sulla vita quotidiana, in particolar modo in relazione agli ambienti urbani dove il retaggio del modernismo viene attualizzato. I dodici nuovi dipinti rientrano in un gruppo di lavori originariamente realizzati a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, che includono sia lavori fotografici che sculture “concept pieces”.

Le opere di Ian Wallace (nato a Shoreham, Regno Unito, nel 1943) vengono esposte sin dalla fine degli anni ’60. La sua attività di insegnante presso il Carr Institute of Art + Design dal 1972 al 1998, ha contribuito notevolmente allo sviluppo dell’arte canadese contemporanea. Studi sulle sue opere sono stati realizzati presso il Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen a Düsseldorf, il Witte de With a Rotterdam e il Kunsthalle a Zurigo nel 2008.

L’opera esilarante e sperimentale dell’artista americana Pae White, ha continuato ad evolversi nel suo errare tra i diversi contesti e le varie forme materiali – incluse sculture e installazioni espansive, opere d’arte pubbliche, progetti di interior e graphic design, tessili e animazione – con un senso di abbandono esuberante. White trova diletto nel rapporto tra arte, design, arti applicate e architettura e allo stesso tempo ne indaga i tradizionali e spesso nebulosi confini. Evocando simultaneamente il materiale e l’immateriale, la mostra della White ‘Material Mutters’, che si tiene al The Power Plant, investiga il lavoro realizzato dall’artista negli ultimi cinque anni con diversi mezzi, focalizzandosi sulle tele monumentali.

White comincia a creare enormi tele nel 2004, opere ambiziose in cui venivano impiegate foto manipolate digitalmente di fogli di alluminio spiegazzati, pennacchi di fumo e collage dinamici di ritagli di immagini, disegni, colori e testi. L’ambiziosa commissione della White per The Power Plant è l’esilarante Sea Beast, una tela su vasta scala che rappresenta un’immagine di un arazzo macramè. L’opera comunica una nuova direzione visuale nel lavoro dell’artista, ma allo stesso tempo rappresenta la costante attività di mixare materiali sconvenienti a ritagli appropriati ed effimeri. Sea Beast rientra nel contesto delle molte tele di scala epica realizzate in passato dalla White, ma anche in quello delle due video proiezioni e di una serie di nuovi lavori su carta, Smoke Studies, anche questi realizzati per la mostra.

Pae White (nata a Pasadena, CA, 1963) attualmente vive e lavora a Los Angeles. È stata inclusa nello Skulptur Projekte Münster 07 (2007), nella 53ma Biennale di Venezia (2009) e nella Whitney Biennial (2010). Recenti mostre individuali si sono tenute presso l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C. (2007) e presso lo Scottsdale Museum of Contemporary Art, Arizona (2008).

http://www.thepowerplant.org/