Nel corso della storia, la materialità ha contribuito a formare da zero i luoghi dove viviamo, dando vita a imperi con costruzioni che distinguevano gli uni dagli altri; un’espressione del successo, della ricchezza e del potere, dove lo sviluppo economico era espresso dall’uso di materiali grezzi in segno di purezza.

Attualmente, quando parliamo di materiali in architettura, i processi produttivi sono la cosa più importante per poter esprimere qualsiasi desiderio dettato dal design quasi senza alcun limite. La sincerità all’interno dei materiali in stato naturale deve oggi affrontare la sua versione non originale quando i costi sono da tenere in considerazione e il tempo conta più dell’essenza per ottenere il design desiderato. Sebbene il tempo per la costruzione in sé, o per la sua longevità, non venga sempre messo in conto.

Osservando attentamente i processi di creazione e uso dei materiali, le modifiche tecnologiche sono state incorporate nel processo manifatturiero e addirittura in quello costruttivo. I materiali hanno iniziato ad acquisire una gamma di proprietà mai vista in precedenza nei processi tradizionali ed è attraverso l’esplorazione del nuovo millennio che possiamo esplorare e scoprire nuove idee, materializzare i design più irriverenti di sempre.

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Cos’è successo in questi giorni alla geometria e alla matematica? Codificare, programmare, testare… ecco cosa sta succedendo.

Una volta il filosofo Marshall McLuhan ha affermato: “il mezzo è il messaggio” e per il “messaggio” di qualunque mezzo o tecnologia, “è il cambiamento della portata o del ritmo del modello che introduce agli affari umani”. Cambiare il processo di costruzione attraverso la tecnologia, o cambiare la tradizionale tettonica adattata ai parametri delle reazioni a causa del cambiamento climatico e fornire resilienza a tutto ciò che c’è in gioco; i risultati forniscono un “messaggio” con una giustificazione che raggiunge i mezzi e i metodi non convenzionali, oltre che un comportamento materiale mai visto prima come espresso al SAHRD Center e alla Chokkura Plaza.

Questo è il momento in cui programmare include la stampa 3D, i bracci robotici, i laser cutter e altri metodi alternativi, affermare la priorità nei confronti dell’innovazione è esattamente quello che l’architetto Blaine Brownell ha definito come “applicazione deleteria”.

La progettazione architettonica detiene un rapporto diretto con i fattori ambientali, culturali e sociali per i quali è riconosciuta e pensata l’architettura. Affinché questo rapporto sia esplicito, i materiali devono agire come collante tra l’idea di progettazione e gli effetti in continua evoluzione che circondano l’oggetto abitabile.

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Il medium, essendo il processo grazie al quale installiamo o adoperiamo la materialità, deve fornire il messaggio pianificato nel progetto occupandosi al tempo stesso delle reazioni ai fattori ambientali; questo, a sua volta, aiuta le relazioni umane e, di conseguenza, anche la memoria culturale del contesto. In definitiva, la ricerca dell’innovazione risiede nella loro efficienza sinergizzante.

L’applicazione di un materiale e le alterazioni o interruzioni eseguite su tali applicazioni determinano molto del messaggio incorporato sulla base di un progetto. È a questo punto che la sua fenomenologia entra in azione.

La sorgente di luce all’interno di una stanza, per esempio, non dev’essere limitata alla sola finestra con dimensioni fisse e materiali standard trovata su un catalogo; la luce può provenire anche dalla disposizione programmatica di finestrature e dalla personalizzazione (il medium), fornendo inserti di luce in uno spazio per un determinato scopo in un determinato momento (il messaggio).

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Non è necessariamente connesso alla vetratura in sé, ma sono la disposizione dei materiali per cui le pareti sono state costruite, l’uso dello spazio e la disposizione in loco dell’edificio a sviluppare la sinergia fornita dal messaggio pianificato.

Ciononostante lo studio della materialità va dal macro al micro mentre Thomas Schröpfer nel suo libro Material Design: Informing Architecture by Materiality spiega, alimentando i limiti trovati nel settore architettonico rispetto alla selezione dei materiali e alla specificità di un elemento in questione che controlla quasi completamente il progetto che “La selezione del materiale può essere basata su una gamma di scelte. Spesso i progettisti selezionano i materiali per la loro conservazione, per le loro qualità fenomenologiche oppure per la flessibilità dei dettagli e delle connessioni. Tuttavia, il dettaglio di collegamento è più importante per la flessibilità di un sistema e per le forme estetiche di un complesso architettonico. Da un semplicissimo chiodo fino a una giuntura realizzata su misura, il dettaglio di collegamento contiene le informazioni per delimitare l’articolazione e la performance di un sistema”.

Ora le intenzioni del messaggio nell’architettura sono argomento di un mezzo tecnologico, uno che richiede dati computazionali, analisi e valutazioni iniziando dalla forma concettuale, seguendo il materiali scelti fino al dettaglio connettivo più piccolo di un sistema.

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Le alterazioni tecnologiche fornite dalla materialità selezionale, l’applicazione perturbatrice con le altre relazioni al dialogo contestuale ora è un mezzo essenziale nella ricerca del messaggio fenomenologico incorporata nell’Architettura. È un’opportunità di innovazione che risiede negli strumenti tecnologici e nel pensiero analitico fino alla progettazione consapevole.


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