Ho avuto il piacere di incontrare, in un calmo martedì mattina a L’Aia, Tommy de Bruijn e Sam Van ‘t Oever, anche noti come De Naakte Ontwerpers. Tommy e Sam sono due giovanissimi designer che hanno sviluppato un dispositivo che consente di esperire l’ascolto sonoro non solamente tramite l’udito, ma anche attraverso il corpo.

Considerando l’epidermide come timpano esteso, i Naakte Ontwerpers hanno progettato un gilet che potenzia l’esperienza dell’ascolto portandola ad un livello percettivo superiore. Il punto di partenza? Le loro personali passioni ed ossessioni, oltre alla voglia di condividerle con gli altri.

I Naakte Ontwerpers sono riusciti a dare presenza e forma al bisogno di ridefinire il nostro modo di sentire e percepire. Nonostante le molte occasioni di oggi, in cui molti designer promuovono soluzioni hi-tech per potenziare le esperienze sensoriali degli esseri umani, Sam e Tommy sembrano affrontare il tema dell’ascolto e del sentire in un modo che valorizza le capacità viscerali e primordiali del corpo umano, invece di immaginare modalità futuristiche per trasformarle.

Il progetto di cui abbiamo discusso si chiama Resonate, ed è stato già mostrato in diversi contesti espositivi, ma specialmente in occasione di festival, di cui uno degli ultimi è stato il Todaysart de L’Aia.

Martina Raponi: “Non ci sono molte informazioni su di voi nel web, il che rende il lavoro più facile per me, quindi posso iniziare dal principio e chiedervi: chi siete? E perché il nome De Naakte Ontwerpers?”

De Naakte Ontwerpers: E’ una domanda difficile, probabilmente la ragione per cui non c’è nessuna informazione su di noi è che non sappiamo esattamente chi siamo al momento! Possiamo dirti però con certezza che siamo Tommy e Sam; eravamo coinquilini e compagni di classe al dipartmento di Interactive/Media/Design della KABK, Royal Academy of Art de L’Aia, e abbiamo iniziato insieme il nostro progetto di diploma, il punto di partenza per Resonate. Una volta diplomati ci siamo chiesti se fosse il caso di continuare il progetto iniziato nel contesto della KABK, quindi, convinti che se Resonate avesse dovuto progredire, avremmo dovuto farlo insieme, abbiamo fondato una compagnia, e ci siamo candidati per ricevere dei fondi.

Una volta ricevuto il supporto economico abbiamo intrapreso la fase di ricerca e di messa a punto di Resonate, come lo vedi tu oggi. Naakte Ontwerpers vuol dire ‘designer nudi’, quindi proverbialmente ‘quello che vedi è quello che è’. Il nome deriva dal motivo per cui lavoriamo insieme: siamo legati da una forte amicizia, di conseguenza tendiamo ad essere sempre aperti ed onesti; è esattamente ciò che vogliamo trasmettere col nostro lavoro.

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Martina Raponi: Resonate quindi vi ha uniti sin dai tempi della KABK, ed è il motivo per cui siete qui ora. Da dove è scaturita l’idea di sviluppare un simile progetto?

De Naakte Ontwerpers: Siamo entrambi grandi appassionati di musica, e l’idea proviene dal connubio di due esperienze diverse: da una parte la frequentazione dei concerti, occasioni in cui si viene travolti e avvolti dal suono, dall’altra l’ascolto più intimo della musica, in un contesto casalingo, molto spesso svolto al buio. Resonate combina queste due esperienze per poter permettere di perdersi in maniera coinvolgente e totale in una traccia musicale.

Quando uscì uno dei nuovi album dei The XX, ci siamo seduti in camera di Sam, insieme ad altri amici, abbiamo riprodotto l’album a volume molto alto, e siamo rimasti in contemplazione per tutta la sua durata. E’ stata un’esperienza importante. Resonate vuole considerare questo tipo di situazione e tradurla in modo ancora più intenso, usando anche le vibrazioni. Questo è anche il motivo per cui il progetto è stato presentato in ambienti raccolti, per lo più in condizioni di semioscurità. Abbiamo creato un piccolo padiglione per questa esperienza, così possiamo aiutare le persone a concentrarsi, ad essere assorbite dall’ascolto senza essere distratte.

Se te lo stai chiedendo, Resonate funziona così: prendiamo un file musicale diviso in modo tale che ogni strumento abbia la propria traccia. Una volta isolate le tracce creiamo composizioni di vibrazioni che vengono collegate ai diversi trasduttori presenti sui gilet. Un file musicale contenente tutti gli input dei trasduttori viene poi inviato (attraverso un Macbook con Ableton Live o con il nostro riproduttore Cymatic) agli amplificatori che abbiamo progettato noi stessi. Un filo composto da cinque cavi audio collega questi amplificatori ai gilet di Resonate.

Gli amplificatori vengono situati solitamente sul tetto del padiglione entro cui Resonate viene installato, quindi i cavi corrono dai diversi gilet fino al soffitto.

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Martina Raponi: Quando ho visto il vostro progetto mi è venuto in mente un dispositivo molto comune, usato principalmente da produttori musicali: il subpac. Come vi relazionate a questo oggetto? Sapevate della sua esistenza prima di iniziare il progetto?

De Naakte Ontwerpers: Abbiamo scoperto questa tecnologia durante il processo di ricerca e produzione di Resonate. Però ci sono delle differenze fondamentali da sottolineare: per prima cosa, per noi l’esperienza è totale. Gli speaker di Resonate sono distribuiti su tutta la parte superiore del corpo, e trasmettono delle tracce che noi pre-programmiamo. Questo vuol dire che in base al tipo di suono che viene trasmesso, noi creiamo dei movimenti che ne rendano la qualità. Ad esempio per una traccia relativa al suono di un violino programmiamo un movimento ondulare che simuli la sua specificità sonora e che si muova lungo la superficie superiore del corpo. Il subpac invece copre semplicemente alcune frequenze, essendo un subwoofer che viene indossato sulla schiena, e che amplifica semplicemente i bassi di una traccia.

Noi ci occupiamo di tutti i tipi di suoni, e creiamo delle composizioni di vibrazioni su misura. Scomponiamo una canzone e ad ogni linea melodica corrisponde un movimento. E’ un’esperienza curata.

Quando il progetto viene presentato in occasione di festival musicali ci mettiamo in contatto con artisti presenti nella programmazione, e usiamo la loro musica. In questo modo l’esperienza risulta completa non solo in se stessa ma anche in relazione al contesto. L’idea di curare l’intera esperienza si estende anche al momento in cui il visitatore indossa il gilet di Resonate e si cala nell’ascolto. Vogliamo che tutto sia perfetto nei minimi dettagli per l’ascoltatore.

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Martina Raponi: Parlando di visitatori/ascoltatori: quando avete iniziato a progettare Resonate siete partiti con l’idea di un pubblico specifico?

De Naakte Ontwerpers: Essendo scaturito da interessi personali, il pubblico iniziale di Resonate eravamo noi. Per estensione potremmo dire che è per chiunque. In contesti specifici come i festival è facile trovare visitatori che intrinsecamente rispecchiano l’audience ideale: sono persone molto interessate alla musica, e alla combinazione di questa con arte, media, e tecnologia. Ciò non vuol dire che non ci sia la possibilità di una applicazione più ampia. Abbiamo capito che non importa che tipo di musica piaccia a ciascuno di noi, nel momento in cui l’esperienza dell’ascolto viene ampliata come avviene tramite Resonate, l’esperienza è generalmente positiva, di base. Se invece si conoscono le tracce trasmesse, o se la musica è allora il momento dell’ascolto diventa speciale, essendo il progetto pensato per estendere le possibilità dell’ascolto stesso. Immaginiamo sia qualcosa di naturale.

Martina Raponi: Stiamo parlando di ascoltatori in questo caso. Pensate che Resonate possa aprirsi anche all’utilizzo da parte di musicisti?

De Naakte Ontwerpers: Nelle fasi iniziali dello sviluppo del progetto abbiamo incontrato diverse persone, tra cui anche musicisti. Certo, è possibile suonare mentre si indossa il gilet. In questo caso il suono prodotto viene trasmesso direttamente agli speaker, e obiettivamente c’è molto da fare su questo fronte. Pensa al fatto che nell’atto di suonare uno strumento potrebbe esserci la possibilità di sentire a livello epidermico una cosa diversa da quella che si ascolta attraverso le cuffie. Una melodia verrebbe suonata e percepita attraverso il corpo. Sono possibilità che ha senso esplorare, ma solo ora, dopo aver concluso la fase iniziale della creazione di Resonate, con 6 esemplari in totale, possiamo iniziare a pensare ad ulteriori sviluppi.

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Martina Raponi: Al Todaysart eravate nella sezione Sensory Experience and Enhanced Realities. Qual è stata la vostra impressione di quel dipartimento, e come avete reagito alla presenza di soluzioni futuristiche relative ai sensi, mentre voi sembrate proporre un’esperienza che a scapito delle soluzioni tecnologiche appare come profondamente primordiale?

De Naakte Ontwerpers: Al Todaysart abbiamo trascorso quasi tutto il tempo nel nostro padiglione, per assistere i visitatori/ascoltatori, e anche perché, essendo dei perfezionisti, sentivamo il bisogno di trasmettere in maniera completa l’idea di curatela che c’è dietro all’intero dispositivo di esposizione ed interazione. Abbiamo avuto modo di vedere qualche progetto della sezione Sensory Experience e siamo stati molto contenti di constatare come determinati elementi dell’attuale panorama tecnologico, come anche del corpo umano stesso, vengano prelevati per essere trasformati in qualcosa di più grande: la realtà aumentata dell’Oculus Rift come anche la produzione di suoni attraverso l’utilizzo di onde cerebrali.

Noi dal canto nostro vogliamo prelevare l’esperienza basica dell’ascolto e renderla speciale. Questo si collega all’aspetto primordiale dell’ascolto tattile che evochiamo. Quando si è ad un concerto, o mentre si ascolta della musica, il suono ti colpisce, non c’è niente di più primordiale di questo incontro! Siamo stati recentemente ad una conferenza in cui si diceva che gli umani sono l’unica specie ad avere il senso del ritmo, oltre ad un paio di specie di uccelli e forse anche le foche. E’ una cosa basica, quasi inscritta nei nostri geni: ascoltiamo musica e reagiamo ad essa. E’ esattamente questa sensazione, questa emozione, che vogliamo intensificare; chiunque può relazionarsi ad essa.

Noi presentiamo questa possibilità in un modo così immersivo che non c’è spazio per distrarsi. Le diverse reazioni a Resonate, che sono state principalmente positive, partono tutte dal presupposto che abbiamo perso l’abitudine di ascoltare musica in maniera attiva; ed è un peccato, se pensi a quanti soldi spendiamo per impianti audio appropriati!

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Martina Raponi: Le reazioni quindi sono state generalmente positive. Immagino che parte del fascino derivi anche dall’estetica di Resonate stesso, che richiama scenari come quello di Matrix, o simili. Avete delle storie a riguardo?

De Naakte Ontwerpers: Certamente! Sono capitate persone che uscivano dal padiglione in lacrime, profondamente emozionate. Un ascoltatore è rimasto talmente colpito che non appena si è tolto il gilet ha iniziato ad applaudire esclamando ripetutamente: ‘questa è vera arte’. Un altro invece è rimasto nella sua postazione, in ascolto, per almeno cinque brani consecutivi, per un totale di più o meno mezz’ora. Eravamo sconvolti dalla sua tenacia di ascoltatore!

L’entusiasmo è stato anche espresso da artisti di cui abbiamo utilizzato la musica, come Lorenzo Senni, durante il Todaysart. Le reazioni delle persone rimangono comunque qualcosa di interessante. Come hai detto tu, e come anche in molti ci hanno detto, l’estetica stessa di Resonate lascia un po’ spiazzati inizialmente. Tuttavia, dopo averlo provato, il loro approccio cambia totalmente

Martina Raponi: Come pensate di continuare a sviluppare il progetto? Pensate ad esempio a una versione wireless? E per il futuro c’è qualche sogno che vi spinge, ad esempio l’immagine di intere sale da concerti o discoteche gremite di persone che indossano Resonate?

De Naakte Ontwerpers: L’ultimo anno è stato dedicato totalmente a Resonate per come lo vedi ora, dato avevamo anche un vincolo temporale per i fondi che abbiamo ricevuto; di conseguenza l’obiettivo principale che ci siamo prefissati è stato quello di creare degli esemplari base perfettamente funzionanti. La prima versione di Resonate era molto ingombrante, fatta in pelle, con degli speaker abbastanza grandi, ed in totale un solo gilet pesava dieci chili! C’è stato del lavoro da fare, ma non siamo stati soli. Infatti il design del gilet è stato messo a punto dal fashion collective Das Leben Am Haverkamp de L’Aia, cui siamo legati da una forte amicizia. Un altro nostro amico architetto, Bob de Rijk invece, si è occupato della progettazione del padiglione in cui Resonate viene presentato. Il design del gilet e del padiglione erano le due preoccupazioni principali; solo adesso possiamo iniziare a pensare al futuro.

La possibilità wireless è ovviamente stata considerata, ma il dispendio energetico sarebbe eccessivo. Gli elementi fondamentali di Resonate sono trasduttori; questi richiedono molta energia, essendo degli speaker che trasmettono vibrazioni sulle superfici. Fino al giorno in cui riusciremo ad ottenere quella quantità di energia, trasmessa senza fili, Resonate così com’è sembra l’unica opzione fattibile. E pensiamo sia l’unica perché se dovessimo considerare l’alleggerimento del design stesso dovremmo effettuare dei tagli all’esperienza che Resonate può dare nella versione attuale. Non funzionerebbe più al suo massimo potenziale. Inoltre siamo convinti che anche a livello estetico tutto sommato funzioni, ci piace che ci siano dei cavi visibili, ma soprattutto che siano connessi al soffitto. Per il momento intendiamo quindi continuare a presentarlo come lo abbiamo ora.

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Martina Raponi: Continuando a parlare di scenari futuri. Avete in questo momento un sogno particolare, ad esempio immaginate sale da concerto o da ballo con persone che indossano il Resonate?

De Naakte Ontwerpers: Ovviamente abbiamo pensate a uno scenario simile: sale intere piene di persone che indossano Resonate! Molte persone associano il nostro progetto alle Silent Discos, e ovviamente nel momento in cui inizieremo a creare più esemplari, rendendo più grande il progetto, ci sarà anche la possibilità di farlo diventare in qualche modo più ‘comunitario’.

Un’idea fattibile, oltre che allettante, potrebbe essere organizzare dei Listening Parties, riproponendo quella situazione che ti abbiamo descritto all’inizio, e che fa parte della genesi di Resonate. Immagina di poter avere la possibilità di andare in un luogo pensato appositamente per ascoltare le nuove uscite musicali, e di poterlo fare tramite Resonate. Sarebbe favoloso!

Molte persone ci dicono che Resonate potrebbe essere venduto, ma non è esattamente un prodotto vendibile ad un consumatore medio. E’ molto più logico che ci siano degli sforzi da parte nostra per ampliare il progetto stesso. Vogliamo continuare a curare l’esperienza che Resonate rende possibile, e l’ossessione per i dettagli a questo riguardo ci rende anche impossibile pensare che qualcuno possa usarlo senza la nostra supervisione!!!!

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Dobbiamo però dire che piuttosto al momento siamo particolarmente animati e motivati dal pensiero di quelle “collaborazioni da sogno” che vorremmo accadessero, come con Nicolas Jaar, di cui amiamo la musica!


http://cargocollective.com/bobderijk

http://www.daslebenamhaverkamp.com

http://www.denaakteontwerpers.nl/

http://resonate.nu/

http://www.driftfestival.nl/

http://todaysart.nl/2015/program/sensory-experience-and-enhanced-realities-lounge/