EXIT ART - NEW YORK
UNTIL 31 OF JULY 2009

SEA and The End of Oil ideati da Papo Colo.
The End of Oil curato da Herb Tam e Lauren Rosati.

Progetto ideato da SEA (Social-Environmental Aesthetics), The End of Oil è una mostra che unisce fotografia, stampe, video, installazioni e new media, ed è dedicata alla dipendenza dell’umanità dal petrolio e dagli altri combustibili fossili; alle molteplici ripercussioni che questa dipendenza provocherà sul futuro dell’ambiente e dell’assetto geopolitico globale; e al recente impulso verso lo sfruttamento di fonti energetiche alternative.

Nel luglio del 2008, l’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) annunciò che il prezzo di un barile di petrolio si era attestato ad una quota superiore ai 130 dollari. Circa cinque mesi più tardi, a dicembre dello stesso anno, il New York Times comunicò che il prezzo era crollato al di sotto dei 40 dollari al barile, meno di un terzo rispetto al valore fatto registrare a luglio. Nella prima metà del 2009, il prezzo dell’oro nero sembra essersi stabilizzato intorno ai 55 dollari al barile. Queste fluttuazioni testimoniano l’instabilità dei mercati petroliferi globali e ci ricordano l’urgente bisogno di sviluppare carburanti differenti e di ricorrere a forme di energia alternative.

Le opere presentate in questa esposizione richiamano l’attenzione sui conflitti violenti (ad esempio quelli in atto in Nigeria, Birmania e Sudan) e analizzano le conseguenze negative a livello ambientale che derivano dall’attività di estrazione e trivellazione. Inoltre, si concentrano sulla politicizzazione dell’industria petrolifera, sulle impronte al carbonio e sulle opzioni offerte dalle energie rinnovabili, come le auto elettriche o azionate a partire da fonti vegetali, l’energia geotermica e quella solare. The End of Oil non preannuncia un futuro utopistico a tinte cupeI, ma giudica con spirito critico il modo in cui generiamo e utilizziamo energia, incoraggiando l’instaurazione di un dialogo su questa tematica,il tutto per il bene delle generazioni a venire.

PROGETTI DI:

Khalil Chishtee; Louisa Conrad; Robert Derr; Dominic Gagnon; Ed Kashi; Matt Kenyon; Michael Mandiberg; Andrei Molodkin; Jo Syz

EVENTI SCRITTI

Mercoled’ 15 Luglio
7:30 – 9: SEA Poetry Series, No. 2

In seguito alla lettura inaugurale di questa serie di poesie, che ha portato ad un’esposizione Exit Art il poeta Jonathan Skinner, residente nel Maine, la poetessa Marcella Durand leggerà una selezione di componimenti tratti dalle sue opere e discuterà il suo lavoro in relazione a The End of Oil. Question time Spazio riservato alle domande e rinfresco a seguire. Ideato e organizzato da E.J. McAdams, poeta e Direttore associato della sezione di Filantropia presso l’organizzazione ”The Nature Conservancy”, New York. Ingresso gratuito. Cash bar.

Le recenti opere di Marcella Durand si intitolano Traffic & Weather (Futurepoem, 2008), AREA (Belladonna, 2008) e The Anatomy of Oil (Belladonna, 2005). Tra gli altri scritti si ricordano Western Capital Rhapsodies, City of Ports e Lapsus Linguae. Le sue poesie e i suoi saggi sono apparsi su Conjunctions, The Canary, Denver Quarterly, Chain, The Poker, Verse, NYFA Current e altre riviste. Ha tenuto alcune conferenze sul tema delle intersezioni tra il mondo della poesia e quello dell’ecologia, presso la Kelly Writers House, lo Small Press Traffic, la Dactyl Foundation, lo Stella Adler Studio of Acting ed altre sedi. Estratti della sua collaborazione ancora in atto con Tina Darragh, che vede come argomento la scienza ambientale, l’ecologia profonda e le riflessioni di Francis Ponge, sono apparse su Anomaly, How (2) ed Ecopoetics. Attualmente, la Durand è impegnata nella traduzione in lingua inglese dell’opera Les Horizons du sol /Earth’s Horizons di Michèle Métail, storia della formazione geologica di Marsiglia scritta in una sorta di restrizione formale oulipiana. Lo scorso anno, un passo della sua traduzione è stato pubblicato sulla rivista The Nation.

THE END OF OIL SCREENING SERIES

The End of Oil Screening Series consiste in un insieme di proiezioni che esplorano argomenti di grande importanza: il picco raggiunto dal prezzo del petrolio, l’impatto ambientale causato dalle estrazioni di carbone e dalle trivellazioni dei giacimenti petroliferi, l’impoverimento di questi stessi giacimenti e le conseguenze che la crisi ambientale scatenerà a livello economico.
Per maggiori informazioni, visita il sito www.exitart.org.

Tutte le pellicole saranno proiettate il sabato alle ore 16,00, presso il nostro teatro digitale “Exit Underground”.
Offerta libera consigliata: 5 dollari.

The Great Squeeze: Surviving the Human Project (Come sopravvivere ai progetti dell’uomo)
(20 e 27 giugno)

A Crude Awakening (Un brusco risveglio)
(11 e 18 luglio)

The Power of Community: How Cuba Survived Peak Oil (La forza della comunità: come Cuba è riuscita a far fronte al picco del prezzo del petrolio)
(25 luglio)

SEA (Social-Environmental Aesthetics)

Il progetto SEA è l’unico a presentare un programma espositivo multimediale differente dagli altri, e che dispone di un archivio permanente di progetti artistici rivolti a problemi a sfondo sociale e ambientale. SEA radunerà artisti, attivisti, scienziati e studiosi per trattare tematiche ambientali tramite presentazioni in visual art, performance e una serie di dibattiti e conferenze che annunceranno i movimenti internazionali relativi agli eventi attivisti di carattere sociale e ambientale. SEA occuperà uno spazio fisso all’interno dell’Exit Underground, un’area che ricopre circa 280 m², e che sarà sede di un’esposizione, di varie esibizioni multimediali e di proiezioni proprio sotto la galleria principale di Exit Art. L’archivio permanente gestito da SEA includerà informazioni, immagini e video, che costituiranno un ampio bacino da cui trarre continuamente ispirazione per fiere e progetti nell’immediato futuro. Fornire un mezzo attraverso cui il pubblico possa acquisire consapevolezza delle attività legate alla dimensione sociale e ambientale rappresenta il punto cardine della mission di SEA, insieme alla creazione di un forum dedicato alla collaborazione tra artisti, scienziati, attivisti, studiosi e il pubblico stesso. Il modello secondo cui funziona SEA è quello di un’iniziativa in cui gli individui possono dibattere insieme sulle questioni che interessano la nostra vita quotidiana.

CONCEPTPLUS

Attualmente, Exit Art opera con un modello votato all’organizzazione e alla cura delle esposizioni, denominato ConceptPlus, che prevede l’espressione di un tema o un concetto all’inizio, e in seguito una sua pubblicizzazione attraverso un invito a presentare proposte. Per ciascuna idea targata ConceptPlus, i curatori sono per prima cosa chiamati a scegliere un gruppo di artisti che costituirà la base dell’esposizione. Exit Art, poi, divulga un invito internazionale rivolto agli artisti, affinché propongano opere innovative o ricontestualizzate come risposta a una data tematica o condizione culturale. A questo punto, l’esposizione viene curata dallo staff di Exit Art preposto a tale incarico, che visiona tutte le proposte per la realizzazione di una nuova opera e le varie bozze consegnate dagli artisti, per poi procedere alla selezione dei progetti che verranno presentati e/o commissionati per l’esposizione. Tutti gli artisti che avanzano una proposta vengono presi in considerazione senza fare distinzioni, indipendentemente dalle esperienze precedenti, facendo così di ConceptPlus un modello altamente democratico. Le recenti mostre firmate ConceptPlus presso Exit Art hanno lanciato un’ampia gamma di idee: dalla ricostruzione delle grandi metropoli mondiali (Exit Biennial: Reconstruction, 2003), all’immagine dell’ufficio appartenente alla massima carica politica statunitense (The Presidency, 2004); dalle icone latine contemporanee (L-Factor, 2005), alle innovazioni in campo neuroscientifico (BrainWave: Common Senses, 2008). Un precetto fondamentale di ConceptPlus è rappresentato dalla rimozione delle barriere alla partecipazione culturale, tramite la concessione di opportunità in ambito espositivo il cui unico limite è costituito dall’idea artistica in sé. Poiché negli ultimi cinque anni abbiamo attuato questo modello, Exit Art ha potuto constatare un considerevole incremento sia a livello numerico che sul piano della differente provenienza geografica degli artisti che inviano proposte in risposta ai nostri appelli. ConceptPlus ci permette anche di sostenere direttamente la produzione delle nuove opere, dato che un crescente numero di artisti propone progetti innovativi commissionati esclusivamente per le esposizioni organizzate da Exit Art.

A PROPOSITO DI EXIT ART…

Exit Art offre un punto di vista indipendente sulla cultura contemporanea. Siamo pronti ad affrontare senza indugi le tematiche che tutti i giorni influenzano la nostra vita, realizzando presentazioni uniche, tradizionali e sperimentali, riguardo a tematiche di ambito estetico, sociale, politico e ambientale. Assorbiamo differenze culturali che si tramutano in esposizioni modello, e rappresentiamo un punto cardine per molteplici discipline. Exit Art, centro culturale fondato a New York dai direttori Jeanette Ingberman e Papo Colo, 25 anni or sono, si è sviluppato da spazio dedicato all’arte alternativa di stampo pionieristico a centro artistico che incarna lo spirito del XXI secolo, volto a sostenere artisti la qualità delle cui opere riflette le trasformazioni della nostra cultura. Il centro è riconosciuto in campo internazionale per il suo incomparabile spirito di inventiva e per la sua concreta capacità di anticipare le tendenze più recenti in ambito culturale. Grazie ad una solida reputazione per quanto riguarda i metodi innovativi di gestione e cura delle esposizioni, e per merito dell’accuratezza nel pianificare progetti tramite media differenti, Exit Art è sempre in costante trasformazione.

http://www.exitart.org