TAG | TAGallery | THE ART Gallery

Inviare un link e in questo modo collegare due o più concetti è un metodo basilare per creare un network di associazioni personali nel mondo del web accessibile a tutti gratuitamente.

L’atto di “mettere in comunicazione” , che é diventato l’esercizio culturale più comune su Internet ed è una versione semplificata della tecnica del copia/incolla, crea nuovi concetti nella piattaforma base del Web, homepages personali, blog e per ultimo ma non meno importante l’arte del database. Allora cosa succede quando un link si trasforma in una rappresentazione dell’artefatto, il contesto e l’esibizione si trasformano contemporaneamente?

TAGallery by CONT3XT.NET estende l’idea di un di un’esposizione “tagged” e trasferisce i principali compiti di uno spazio espositivo non commerciale a un discorso di data-spazio virtuale (elettronico). Il metodo dei tagging permette l’attribuzione di artworks a differenti campi tematici. Nel TAGallery, l’arte della selezione e del “ricombinare” verrà valorizzata, al fianco di show-room ordinati in modo cronologico, titoli di esposizioni concentrate in forme semantiche e numerosi modi di contestualizzare l’artwork presentato. La continua progressione delle curatele possono essere seguite dal pubblico, con l’uso dei newfeeds.

 

EXHIBITION_001 | dead.art(-missing!)LINKreSources

Il primo evento TAGallery é dedicato a sé stesso: il link come principale medium per il networking, con il suo ruolo come se fosse un segnale per una reciproca valutazione in un ambiente sociale é un’entità fragile.

Può perdere le sue funzioni così velocemente come é stata creata. Sia perchè il server non è disponile per un certo periodo di tempo, l’URL è cambiato o l’artwork è stato preso dalla rete. In tutti questi casi, il link che non sta lavorando indica la fugacità della forma d’arte sul Web.

Anche le grandi istituzioni nel network non possono evitare di spezzare i link. L’URL richiesta non é stata trovata su questo server é solo una delle caratteristiche di un (absurdistan) “assurdità”, che necessita, malgrado lo sviluppo dell’assistenza tecnica, manutenzione e cura umana, in modo da non essere trasformata da net.art a dead.art.

Nel primo raccolta di “link,” l’elemento mancante, p.e. il vuoto (void?) dove effettivamente dovrebbe esserci qualcosa, è spiegato nelle numerose discussioni in rete del code-404 (messaggio d’errore per i file non trovati).

Il simbolismo del 404 non é più il principale elemento di riflessione, ma è stato sostituito dalla discussione del semplice fatto che non c’è niente dove ci dovrebbe essere qualcosa. Il riferimento alla spazio mancante ha preso il posto della discussione sulla non esistenza dell’artwork e, in questo modo, destinata a una riflessione sul lavoro stesso e le sue condizioni di produzione.

Il reale simbolo arbitrario trasforma sé stesso in un segno indicizzato, il quale rimane, malgrado la sua mancanza, ancora fisicamente connesso all’oggetto. Cosa può aver condotto al fatto che un artwork non si trova più in Internet? Perché i server non sono disponibili?

La scomparsa deve essere interpretata come una metafora o come un cosciente ritiro? La prima mostra nella TAGallery rimanda con il suo materiale a superiori, mancanti, implicazioni che permettono la libertà di interpretazione.

 

http://del.icio.us/TAGallery/EXHIBITION_dead.art