1 Grey St. - Wellington, New Zealand
27 / 05 / 2015 - 13 / 06 / 2015

Il Surveillance Awareness Bureau (SAB) è un progetto lanciato dalla piattaforma Modelab, luogo interdisciplinare atto alla ricerca sociale e artistica di base a Wellington  in Nuova Zealana, che intende creare uno spazio destinato all’impegno critico che garantisca la dovuta visibilità a “sistemi” che altrimenti per natura rimarrebbero ignoti agli occhi dei più e che, al tempo stesso, possa scatenare un dibattito in merito a temi importanti come la privacy, la libertà, il controllo e l’abuso.

Questo ufficio pop-up, situato in un spazio commerciale del CBD di Wellington, mette a disposizione di artisti, designer, studiosi e giornalisti tutta una serie di possibilità per dare risalto alla tensione e ai rischi che intercorrono tra il vedere e l’essere all’oscuro degli effetti provocati dai “progressi” della tecnologia nel nostro quotidiano. Inoltre, il suo intento è quello di sottolineare ampiamente lo stato di vulnerabilità degli uomini in quello spazio che continua a rimanere “non illuminato”, in quanto completamente controllato da una generale condizione d’ignoranza. Questi sono i soggetti coinvolti: Zach Blas, James Bridle, Paolo Cirio, Simon Denny, Rafael Lozano-Hemmer, Hemi Macgregor, Ruben Pater, Terri Te Tau

Tutti i giorni vengono perennemente commessi violazioni della privacy, per non parlare dell’uso improprio dei dati informatici sotto qualsiasi livello, da quello più comunemente privato a quello statale, fino poi a quello riguardante le organizzazioni internazionali. Ma se da un lato determinate tecnologie sono state talmente additate da essere viste come “i predatori della privacy”, dall’altro si stanno già facendo strada delle controargomentazioni che invece propendono per le medesime tecnologie, ergendole a strumenti di resistenza o a componenti democratici fondamentali in grado di collegare gli individui al complesso ambiente sociale e politico in cui vivono.

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Zach Blas, James Bridle, Paolo Cirio, Simon Denny, Rafael Lozano-Hemmer, Hemi Macgregor, Ruben Pater, Terri Te Tau

Il Surveillance Awareness Bureau richiama quindi l’attenzione sulle molteplici forme di ambiguità della vigilanza, la quale potrebbe trovare la propria collocazione lungo un ampio raggio che spazia dalla “cura” al “controllo” e, quindi, da un tipo di osservazione mirata ad accrescere gli standard generali di cura e sicurezza, a una sorveglianza infida degli atteggiamenti e dei comportamenti del prossimo. Con l’intento di gestire o, comunque, influenzare il volere altrui nei riguardi di persone, società e stati.

Programma

Open Talk: Giovedì 4 Giugno, 17.30
Ubiquitous surveillance: The digital footprint of lost privacy

Thomas Beagle è il portavoce del Tech Liberty NZ, organo che si occupa della difesa dei diritti civili nell’era del digitale. Lavora nel campo dell’IT ed è anche presidente del NZ Council for Civil Liberties.

Kathleen Kuehn è lecturer in media studies alla Victoria University. La sua ricerca di focalizza sui digital media e la produzione culturale. Sta attualmente scrivendo un libro su privacy e sorveglianza di massa in Nuova Zelanda.

Moderato dal critico Mark Amery

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Workshop: Sabato 13 Giugno, 14.00
Privacy enhancing tools workshop (BYOD)

Matthew Holloway è programmatore e ricercatore part-time sulla sicurezza. Ha da poco lanciato la piattaforma https://insiderer.com/ per rendere pubbliche informazioni segrete contenute nei file

Artists’ talk: Sabato 13 Giugno, 15.00
Hemi Macgregor, Terri Te Tau e la curatrice Claudia Arozqueta


http://www.modelab.info/