CANADIAN CENTRE FOR ARCHITECTURE - MONTREAL
120 MAY - 12 OCTOBER 2009

Il Canadian Centre for Architecture (CCA) presenta “Speed Limits”, una mostra dedicata all’inevitabile presenza della velocità nella vita moderna, nell’arte, nell’architettura e nell’urbanistica, e nelle arti grafiche, nell’economia e nella cultura materialista dell’epoca industriale e della nostra epoca dell’informazione. La mostra porta alla ribalta il centenario del Futurismo italiano, il movimento al quale si deve la celebre affermazione apparsa sul suo manifesto fondatore: ” La magnificenza del mondo s’è arricchita di una bellezza nuova, la bellezza della velocità”.

La mostra è organizzata in collaborazione con la Wolfsonian-Florida International University di Miami Beach ed è curata da Jeffrey T. Schnapp dello Stanford Humanities Lab. Speed Limits è in esposizione presso il CCA dal 20 maggio al 12 ottobre 2009.

Critica piuttosto che dallo spirito commemorativo, “Speed Limits” esplora un unico tema futurista dal punto di vista delle sue eredità contemporanee. La mostra esamina i punti di forza e i limiti del culto della velocità dell’epoca moderna nei domini di circolazione e transito, costruzione e ambiente costruito, efficienza, misurazione e rappresentazione del moto rapido e il rapporto fra mente e corpo. Una varietà di oggetti che attraversa una tradizione culturale centenaria rivela le polarità di vecchia data e la relazione intrecciata esistente fra il moto veloce e quello lento.

Negli ultimi anni il Canadian Centre for Architecture ha intrapreso un numero di progetti riguardanti la questione dei limiti, “i limiti della percezione visiva, “in Sense of the City, della concezione di progresso del dopoguerra in 1973: Sorry, Out of Gas , e dell’urbanesimo moderno e della progettazione gerarchica in Actions: What You Can Do With the City, ha affermato Mirko Zardini, direttore del CCA. Tutte queste mostre hanno identificato modi fantasiosi e originali per sfidare alcuni miti fondatori della vita contemporanea, portando alla luce le pratiche che danno forma all’esperienza quotidiana. Speed Limits indaga uno dei più grandi miti, e ci sfida a trovare alternative alla dipendenza dalla velocità, caratteristica della società contemporanea.

Presentata nelle principali gallerie del CCA, la mostra propone più di 240 oggetti provenienti dalle collezioni del CCA e del Wolfsonian, che comprendono libri, fotografie, manifesti pubblicitari, disegni architettonici, pubblicazioni e video, che insieme illustrano il dibattito sulla velocità e presentano una visione multi sfaccettata che costituisce sia una difesa della velocità che una critica implicita dei suoi effetti negativi sulla vita contemporanea. Coprendo il periodo che va dal 1900 fino ad oggi, la mostra analizza l’evoluzione del processo di produzione e costruzione, gli inizi della prefabbricazione, la casa, il traffico e il transito e il posto di lavoro, visto attraverso il prisma della velocità, focalizzandosi sui poli opposti di produttività e iperattività.

LA MOSTRA

Concepita e installata in una maniera lineare, ciascuno dei cinque temi distinti ma interrelati viene esplorato nella propria galleria: Ritmo, traffico, costruzione vertiginosa, efficienza, registrazione e misurazione del moto e mente/corpo.

Ritmo

La mostra introduce i concetti giustapposti di veloce e lento per mezzo di due videoproiezioni su larga scala. Entrando nella prima galleria, i visitatori occupano lo spazio fra una lumaca che si muove lentamente vista su uno schermo in alto sul soffitto, e filmati di un vibrante paesaggio urbano in basso sul pavimento. La sala contiene anche un insieme di materiali sul Futurismo compresa una riproduzione del manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909.

Traffico

Percezioni multiple del traffico e i suoi modelli sono vitali per una comprensione della città e della società. La mostra dà testimonianza del sogno prevalente di uno spazio urbano caratterizzato dal traffico che scorre liberamente, e illustra il concetto del reticolato o rete che governa il movimento non solo di oggetti e merci, ma anche delle informazioni. Questo è giustapposto ad una rottura della circolazione, l’ingorgo stradale. Il superaffollamento delle strade della città è descritto in una serie di fotografie realizzate da John Veltri a New York nel 1938. Le testimonianze visive sono accompagnate da documenti d’archivio e studi sull’efficienza dei trasporti e modelli di incidenti correlati all’aumento della velocità.

Costruzione vertiginosa

L’architettura è una forza motrice che sta dietro alla velocizzazione della vita, riflessa nell’efficienza sempre maggiore dei processi di costruzione. Il fenomeno è illustrato attraverso sequenze fotografiche che descrivono la costruzione dell’ Irving Trust Building (New York), la torre Eiffel (Parigi), e l’edificio sede della China Central Television (Pechino) realizzato da Rem Koolhaas. Il ritmo vertiginoso di costruzione di questi e di altri edifici può essere analizzato con lo studio di immagini sequenziali datate. Mentre l’Empire State Building, costruito in fretta, era un capolavoro di costruzione, Andy Warhol nel suo film Empire , lo rappresenta in forte contrasto come una statica immagine in movimento. La prefabbricazione è servita come una spinta importante verso l’efficienza sempre maggiore del processo di costruzione, ed è rappresentata da diversi cataloghi di vendita di case ed altre tipologie di edifici, così come dalle fotografie che ne documentano l’assemblaggio. La mostra comprende le opere di .J.P. Oud e Cedric Price, riflettendo l’interesse prolungato per le abitazioni modulari da parte degli architetti durante tutto il XX secolo.

Efficienza

Esaminando in che modo il concetto di produzione efficiente si è evoluto nel corso del tempo, la mostra si focalizza su due tipologie di spazi trasformati dalla velocità, uno pubblico e l’altro domestico: l’ufficio e la cucina. Sistemi di archiviazione, processori e mobili per ufficio giocano un ruolo centrale rendendo gli spazi di lavoro più rapidi e efficienti. Un notevole progetto del 1936 ad opera di Josef Ehm presenta un classificatore meccanico alimentato elettricamente, che consente agli impiegati dell’Istituto Centrale per ilSsociale di Praga di accedere ai cataloghi a schede su larga scala per mezzo di scrivanie su elevatori. La mostra include inoltre fotografie di Balthazar Korab che descrivono gli spazi di lavoro modernizzati degli anni Sessanta, così come gli studi sulla produttività dei lavoratori e la loro attrezzatura, come i film di Frank B.Gilbreth. sui lavoratori americani fra gli anni Dieci e gli anni Venti del Novecento. Le fotografie di Christine Frederick mostrano l’efficienza della cucina da lei provata e dimostrata agli inizi del XX secolo, quando l’elettrificazione, le nuove attrezzature e apparecchiature e uno spazio riprogettato aumentano la velocità di svolgimento delle attività domestiche. Accanto ad artefatti commerciali e a una documentazione, la mostra comprende studi di architetti come i disegni di Le Corbusier che analizzano le dimensioni della cucina e quelli di Cedric Price per una cucina modulare all’interno di una casa prefabbricata in acciaio.

Registrazione e misurazione del moto

Concentrandosi sulle sfide cognitive che circondano l’umanità, la mostra presenta materiale sulla compressione delle informazioni attraverso strati di segni, segnali e messaggi o diagrammi che riducono i complessi dati del traffico ad un’utile rappresentazione visiva. Sempre più gli esseri umani processano la complessa sovrapposizione di informazioni che comprendono il tempo e i dati correlati. Questa crescita è riflessa in una raccolta di orologi e calendari che illustrano il tempo della vita moderna, e l’aumento di strumenti e dispositivi sempre più sofisticati che misurano il moto: accelerometri, altimetri, odometri e tachimetri. Sono proposti inoltre poster e grafici i cui disegni descrivono il concetto di velocità per pubblicizzare in modo più efficace automobili, pneumatici, lubrificanti, e altri prodotti e servizi che celebrano nuovi livelli di velocità.

Corpo e mente

La mostra propone diversi modi in cui l’accelerazione viene associata da un lato al piacere, “l’estasi, la ricerca di sensazioni forti e l’iperstimolazione”, dall’altro a stanchezza, rischio e infortuni. Le rappresentazioni del corpo in movimento comprendono la trasformazione del corpo stesso in un oggetto in velocità, ginnastica e comune atletismo agli inizi del XX secolo, il culto odierno del corpo, i miglioramenti naturali e artificiali nella cultura del fisico, stimolanti e tranquillanti, e i farmaci associati agli stimolanti. Tra le manifestazioni da un punto di vista farmaceutico della velocità troviamo caffeina, cocaina, anfetamine e i principi attivi degli energy drink. L’ultima galleria crea un ponte sul secolo combinando gli studi fotografici sul moto condotti da Edward Muybridge nel 1887 con una proiezione su larga scala della performance di Usein Bolt che ha battuto tutti i record ai giochi olimpici del 2008

 

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