L’ultima edizione del Sónar Barcelona è stata senza dubbio la più completa ed emozionante da molto tempo a questa parte. Il festival di musica elettronica e arti digitali ha trovato, con Sónar+D, la formula perfetta tra arte, tecnologia, innovazione e business. Questo evento internazionale non solo è un fantastico punto di incontro per creativi, artisti e figure di riferimento del settore industriale, ma è anche un grande motore per il progresso della cultura digitale, un laboratorio di sperimentazione per le tecnologie musicali e digitali che fa attenzione a tutte le fasi del processo creativo, dalla creazione e sviluppo delle tecnologie alla loro produzione e utilizzo all’interno del festival.

Il terzo Sónar +D, grazie al suo ricco programma di conferenze, esibizioni live e workshop, ha raggiunto una maturità e una complessità che hanno trasformato il festival in un appuntamento unico per la formazione, l’intrattenimento e il business. Gli incontri pubblici e i seminari di Sónar +D sono stati seguiti da più di 4000 persone, che hanno preso parte attivamente al programma di conferenze e al MarketLab.

L’idea vincente del Sónar consiste nella condivisione dell’esperienza e delle conoscenze dei creatori di start-up con una nuova generazione di professionisti e innovatori in un ambiente confortevole e stimolante. La democratizzazione delle ambiziose e costose tecnologie avanzate è uno degli obiettivi principali del Sónar, che ha sempre cercato di generare un collegamento tra mercato e innovatori, rendendo possibile la distribuzione e commercializzazione di nuovi media attraverso un continuo programma di occasioni d’incontro tra esperti, creativi, imprenditori e investitori. Alcuni momenti, come la competizione fra start-up avvenuta il primo giorno, sono estremamente importanti non solo per la crescita dei concorrenti, ma anche al fine di promuovere e ricompensare le iniziative innovative e per alimentare opinioni più ottimiste sul futuro, solamente mostrando quanto facile possa essere l’avvio di un proprio business.

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Uno dei momenti più importanti della manifestazione è stato certamente il discorso di apertura di Yancey Strickler, creatore della piattaforma Kickstarter, appena diventata accessibile per progetti creativi in altri cinque paesi europei (Austria, Belgio, Italia, Lussemburgo e Svizzera) e che durante il festival ha avuto il suo quartier generale all’interno del Sónar. Ma anche avere la possibilità di ascolta gli interventi di Chris Milk, Bruce Sterling e Holly Herndon sull’importanza di scegliere percorsi diversi da quelli stabiliti dal mercato, e i loro consigli su come usare la tecnologia e i social network per lottare, raccontare storie e condividere opinioni, è stato estremamente interessante.

Chris Milk, uno dei più celebri produttori video degli ultimi anni, già collaboratore di Kanye West, U2 e Chemical Brothers, ha presentato il suo ultimo progetto, realizzato con il data artist Aaron Koblin. Si tratta di Vrse, uno studio che crea esperienze per le nuove piattaforme di realtà virtuale come Oculus Rift e Samsung Gear. Il suo Evolution of Verse è un capolavoro realizzato in collaborazione con lo studio di produzione di effetti visivi Digital Domain. Un viaggio che accompagna lo spettatore in mezzo a un suggestivo lago colorato, permettendogli di essere persino attraversato da un treno, di guardare gli uccelli volare in alto nel cielo azzurro e cadere giù in una spirale di colori per svegliarsi nella pancia di una donna incinta. Un viaggio generato da computer, ma allo stesso tempo un paesaggio arcaico.

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Anche Clouds over Sidra, commissionato dalle Nazioni Unite, mostra come la tecnologia della Realtà Virtuale permetta, in questo caso, di sperimentare la vita di un rifugiato ed entrare in sintonia con la sua storia. L’opera introduce lo spettatore nella stanza di una giovane siriana di dodici anni in un campo profughi in Giordania, che ospita più di 84.000 rifugiati siriani. D’improvviso ci si trova all’interno della scuola della ragazza, poi in un internet caffè ad ascoltare una coppia di giovani che gridano a sostegno della Siria ed è semplicemente impossibile smettere di muovere la testa e sorridere loro.

Le opere di Chris Milk si concentrano principalmente sul racconto delle storie delle persone. Per esempio, nel progetto per Nick Cave, Milk e Koblin hanno messo insieme il lavoro di più di 8000 collaboratori da tutto il mondo attraverso un esperimento di raccolta dati di massa per creare un video tributo a una canzone del grande artista. Come già fatto nel progetto The Wilderness Downtown degli Arcade Fire, in cui l’artista utilizza Google Street View per intrecciare storie personali degli utenti. L’uso della realtà virtuale e delle nuove tecnologie per raccontare la storia di una ragazzina di dodici anni deportata, o per portare l’osservatore a New York a una manifestazione per la richiesta di una maggiore assunzione di responsabilità da parte della polizia, come nel progetto Vice News VR: Millions in March realizzato insieme al regista Spike Jonze, sono esempi che mostrano come la tecnologia visiva possa essere il mezzo per la creazione di una nuova narrativa, oltre a saper mettere in pratica le possibilità della video arte.

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Realities+D è stata l’area dedicata alla realtà virtuale, visitata da oltre 1550 persone. Erano in mostra dieci video che esploravano le differenti e infinite possibilità di utilizzo delle tecnologie a 360 gradi, come le opere di Spike JonzeSquarepusher e Joanie Lemercier. La selezione ha sconfitto i limiti delle esperienze virtuali coinvolgenti e personalizzate, ampliando l’idea di narrazione. Se in passato le tecnologie digitali sembravano applicate alla video arte solo per creare nuove sensibilità ed esperienze estetiche, l’aspetto maggiormente apprezzabile di questa edizione è stata la scoperta di nuove possibilità di utilizzo delle nuove tecnologie come mezzi per raccontare storie ed entrare in contatto con le persone.

Squarepusher e Joanie Lemercier sono stati inseriti nell’ambito del Tech Shows, per studiare come la realtà virtuale può estendersi anche al cinema. Lemercier ha collaborato con il musicista inglese James Ginzburg per la creazione di Blueprint, un straordinaria installazione audiovisiva in esclusiva per Sónar 2015, presentata sul palco del SonarComplex. Si tratta di una ricerca su spazio, natura e architettura attraverso un’estetica geometrica. Nimbes, il pezzo in mostra al Realities+D, era stato inizialmente creato per essere esposto in un duomo: è un ambiente immersivo a 360 gradi in cui lo spettatore può camminare in una foresta ed entrare in una chiesa senza sapere esattamente in quale punto esatto finisca la natura e inizi l’architettura. Squarepusher invece, per presentare il suo nuovo singolo Stor Eiglass, ha collaborato con lo studio creativo Marshmallow Laser Fest, il Blue Zoo animation studio e l’illustratore Rob Pybus. Attraverso la prospettiva di un uomo senza testa che viaggia con un jet pack, gli spettatori si spostano a loro volta in colorati mondi giapponesi.

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Tornando al programma delle conferenze, si è rivelato molto interessante l’incontro con Holly Hernold, spesso definita “la musa post Wiki-leaks”. Holly è un’artista della nuova generazione: lavora con i suoi collaboratori attraverso Skype e chat, e coinvolge nella sua attività vari performer, ballerini, graphic designer e video artisti. Ha progettato un programma in linguaggio visivo capace di modificare e correggere la voce, e collabora con Meta-haven, lo studio di graphic design autore della riprogettazione dell’identità di Wiki-leaks, con il quale condivide l’idea che un design e una voce attraenti possano essere utilizzati per diffondere messaggi politici forti. Ha creato un nuovo concetto di spettacolo dal vivo, onesto e profondo, mettendo insieme un tono dolce, bassi gonfi e messaggi diretti. Nei suoi show parla di spionaggio online, eccesso d’informazioni e controllo politico, riuscendo a parlare dritta al cuore degli spettatori attraverso un compositore di testo. Grazie alla collaborazione con il video artista Mat Dryhurst ha trasformato Julian Assange e Ada Colau, il nuovo sindaco di Barcellona, nei protagonisti del suo spettacolo.

Colin Self era sul palco con lei: ha ballato in maniera ipnotica coinvolgendo il pubblico e lasciando basito tutto il Sonar Complex con la frase “Qual è l’informazione più sexy che abbiate mai gestito? Il momento in cui smettete di sedervi”. Il futuro dei media live è fisico ed emotivo e Holly fa parte di questa nuova generazione di performer che parla un nuovo linguaggio.

Uno dei momenti più acclamati e indimenticabili del festival è stato, senza dubbio, lo spettacolo di Arca e Jesse Kanda, che ha gettato il pubblico in un vortice melanconico di sentimenti. Dietro Arca si cela Alejandro Ghersi, giovane produttore nato a Caracas nel 1990 che ha recentemente collaborato con FKA Twigs e Kanye West. Col suo rap in spagnolo, circondato da oscuri video in 3D, e con la sua danza ipnotica Arca ha creato un nuovo linguaggio performativo. I video di Jesse Kanda erano veramente emozionanti: i corpi caldi e deformi, coperti da pelle fastidiosa e gocce metalliche, hanno catturato e contemporaneamente disgustato lo spettatore, spingendolo a distogliere lo sguardo. I movimenti magnetici di Arca sono stati amplificati dai video materiali di Kanda, in un’unica e sconosciuta esperienza fisica che ha lasciato tutti senza fiato.

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Il festival si è concentrato molto sul corpo. Una nuova possibile rappresentazione dell’uomo, visto attraverso la tecnologia 3D, si è vista anche nell’installazione Teen Girl Fantasy al Sonar Dome, dove il 3D ha generato corpi che si muovevano in uno scenario post-internet. Ma il corpo e la ricerca di una possibile rappresentazione del post-umano sono anche stati il tema centrale del Market Lab. L’istallazione Ghost in a machine realizzata dalla compagnia di produzione audiovisiva Canada e dallo studio creativo Glassworks ha scansionato l’utente convertendolo in una mappa in 3D. Grazie a una macchina di legno e a un sistema a tre leve, lo spettatore può creare un video a scatti muovendo due robot in una danza meccanica che genera il Ghost in a machine.

HiLo è un’istallazione posizionata nello spazio di Conductr al MarketLab, dove il pubblico ha potuto interagire con un iPad con Tres Tristos Trons, uno degli strumenti patafisici creati da CaboSanRoque. L’istallazione è il risultato della collaborazione tra CaboSanRoque, che manipola gli oggetti per mostrare la loro personalità sonora e li converte in una nuova tecnologia, e Conductr, che ha creato un’app per trasformare l’iPad in uno strumento.

nHz (ɛn-hûrts), un’installazione interattiva che unisce scienza, suono e programmazione, è un progetto lanciato da un gruppo di studenti in Visual Communication and Product Design. L’installazione consiste in un altoparlante posizionato sotto un container, pieno di un liquido formato da granoturco e acqua che permette di visualizzare i suoni e di suonare. L’utente può cambiare il movimento del liquido utilizzando un tablet, spostando l’altoparlante e visualizzando differenti forme sinestetiche, ma anche sporcandosi le mani e toccando il suono.

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Il corpo e i suoi possibili cambiamenti sono stati il tema centrale della quinta edizione dell’Hackathon sul mondo del design interattivo, la visualizzazione e l’acquisizione dei dati, l’individuazione del movimento e i biosensori, ovvero tutti gli strumenti per creare prototipi più velocemente. Un centinaio di hacker sono stati selezionati per lavorare offline all’interno di Sonar+D per più di ventiquattr’ore. Il fulcro di quest’edizione sono stati i prodotti indossabili: gli hacker, lavorando con macchine da cucito, hanno modificato scarpe per creare nuovi dispositivi che trasformassero il corpo in uno strumento per la performance musicale.

The Well, una performance dell’artista visivo Emmanuel Biard e del musicista elettronico Koreless, è stato uno dei più emozionanti esperimenti di trasformazione di un oggetto in un nuovo strumento. Commissionato da FutureEverything, era incluso nel Sonar+D Tech Shows. Biard, che ha lavorato con Fabric London, ha spiegato come sia stato inspirato dagli specchi parabolici usati nel simulatore di volo. Ha anche progettato le luci e il palco per Evian Christ, un’esperienza estetica lampo che ha avvolto il pubblico del Sonar Hall attraverso l’uso di un sistema di screen, fumo e luci.

Parlando di luci e tecnologie a essa dedicate, bisogna tenere conto dell’installazione di ART+COM, RGB|CMY Kinetic all’interno del Sonar Planta: il lavoro è basato su una coreografia di luci sospesa nell’aria, che trae ispirazione da due fra le maggiori correnti artistiche del Novecento: l’arte cinetica e la light art. Questa installazione, che ci ha riportato ai primissimi esperimenti di video-arte con l’ausilio di luci e suoni, è la rappresentazione di un dialogo tra i colori primari e quelli secondari: costituita da cinque dischi in grado di muoversi a un ritmo perfettamente sincronizzato, rifletteva la luce che da tre faretti avrebbe proiettato i colori primari su un ampio schermo montato sul pavimento. Il movimento dei dischi, controllato da un impianto di motori di precisione impeccabile, dissolveva la luce emessa dai faretti per poi generare, come per magia, una vasta gamma di colori sul pavimento. La colonna sonora è stata realizzata da Ólafur Arnalds, servendosi della sequenza di dati generata dal movimento dei dischi.

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Poco prima di entrare nel Sonár Planta il visitatore si ritrovava di fronte al Nyloïd, un’impressionante scultura tripode a forma di aracnide creata dai fratelli svizzeri André and Michel Décosterd. Un’esperienza in grado di fare letteralmente vibrare il nostro corpo da capo a piedi! La scultura, costituita da tre arti di sei metri di lunghezza ciascuno, era animata da congegni estremamente sofisticati e da dispositivi audio. In uno spettacolo elettrizzante della durata di 20 minuti, i fratelli Décosterd hanno fatto muovere gli arti dal vivo.

Per concludere non bisogna tralasciare il formidabile Tech Show di Flying Lotus al Sónar Noche, una perfetta combinazione di video, movimento fisico e musica. Il produttore musicista ha presentato uno spettacolo in 3D su un sistema dual screen creato dai due artisti visivi Strangeloop e Timeboy, indossando occhiali luminosi che gli davano l’aspetto di una mosca e ricordavano Sun Ra, fluttuando nello spazio e nel tempo in una dimensione aerea psichedelica.


http://sonarplusd.com/