Ernst Schering Foundation - Berlin
13 / 11 / 2015 – 23 / 01 / 2016

Curatore: Alessandra Pace

Sviluppato per il Project Space della Ernst Schering Foundation, l’installazione Smoking Mirror è la prima mostra personale tedesca dell’artista Otavio Schipper (nato nel 1979, vive a Rio de Janeiro) in collaborazione con il compositore Sergio Krakowski (nato nel 1979, vive a New York City).

Da anni, Otavio Schipper affronta il tema della propriocezione: la percezione del proprio corpo e la relazione tra il corpo e lo spazio. Per Smoking Mirror, Otavio Schipper e Sergio Krakowski si sono ispirati al mistico, astrologo, astronomo e matematico inglese John Dee (1527–1608) e la sua collezione di oggetti magici e dispositivi ottici.

La mostra presenta oggetti riflettenti unici così come effetti sonori e giochi di luce coordinati che creano uno spazio progettato per provocare uno stato di coscienza alterato simile a una trance ipnotica. Smoking Mirror esplora quindi la connessione tra l’attività mentale e la consapevolezza cognitiva del proprio corpo nello spazio.

Smoking Mirror 2

Tra l’altro, è presente un cosiddetto “specchio nero”, su modello dello specchio di ossidiana azteco (Mexico). Essendo un oggetto di culto, questo oggetto giocava un ruolo molto importante nella storia del Messico: Tezcatlipoca, o “Specchio Fumante”, era il dio azteca della notte e della materia e aveva un significato importante per sovrani, guerrieri e stregoni.

Smoking Mirror fa parte della mostra Mirror Images in Art and Medicine, curata da Alessandra Pace, esposta al Museo Storico di Medicina Charité di Berlino. Si tratta di un’esposizione di opere artistiche e di oggetti ed esperimenti scientifici che pongono interrogativi sul modo in cui percepiamo il nostro corpo nello spazio.

Lo specchio rappresenta la separazione e connessione tra il soggetto e l’oggetto e tra il mondo fisico e virtuale. I neuroscienziati descrivono il momento in cui guardiamo nello specchio come una disincarnazione, ossia il processo mentale nel quale trascendiamo i nostri limiti fisici e proiettiamo la nostra fisionomia su un corpo esterno. Di solito, le tele di un dipinto, la superficie di una foto o uno schermo cinematografico sono percepiti visivamente come gli spazi dei confini metaforici, uno specchio o una finestra che conducono a una dimensione allargata.

Contemporaneamente in medicina, gli specchi e le illusioni ottiche possono essere utilizzati a scopi terapeutici. Esistono, infatti, processi neurologici che sono alla base della capacità di imitare qualcuno, i cosiddetti “neuroni specchio”. Questi neuroni si attivano quando si compie un movimento, ma anche semplicemente mentre si osserva altre persone svolgere la stessa azione. Si ritiene che questa capacità di imitare gli altri sia un meccanismo prezioso utilizzato spesso durante l’apprendimento motorio, ma è anche la base dello sviluppo dell’empatia. Se lo possiamo riprodurre, lo possiamo percepire.

Smoking Mirror 4

Smoking Mirror 5

Riflessi e immagini allo specchio, sosia e gemelli, simmetria, capovolgimenti e opposti unificati, realtà virtuale e infinito: tutte queste qualità sono attribuite agli specchi e sono affrontate dagli artisti e dai neuroscienziati che partecipano a queste mostre.

Artisti partecipanti alle mostre Smoking Mirror Mirror Images:
Vito Acconci, William Anastasi, Christian Andersson, John Baldessari, Attila Csörgõ, Marta Dell’Angelo, DER Sabina, Annika Eriksson, Thomas Florschuetz, Adib Fricke, Hreinn Friðfinnsson, Dan Graham, Carla Guagliardi, Dalibor Martinis, Jorge Macchi, Bjørn Melhus, Richard Rigg, Otavio Schipper e Sergio Krakowski


www.scheringstiftung.de