LABoral Centro de Arte y Creaciòn Industrial - Gijon
10 / 10 / 2014 - 08 / 03 / 2015

La mostra collettiva internazionale, A screaming comes across the sky presso il LABoral Centro de Arte y Creaciòn Industrial di Gijon dal 10 Ottobre 2014 all’8 Marzo 2015, si focalizza sull’impatto e sull’orrore delle guerre condotte per mezzo dei droni. La mostra e gli eventi ad essa collegati, analizza queste tecnologie militari sempre più invisibili, usate in guerre condotte per lo più segretamente e senza spiegazione, responsabili della scomparsa di un numero crescente di civili nel corso dell’ultimo decennio.

I droni sono diventati una delle più potenti armi di guerra. Controllati a distanza da operatori che si trovano a migliaia di chilometri dal teatro di guerra, compiono attacchi che hanno già ucciso migliaia di persone in paesi come Pakistan, Yemen e Somalia. Volando sopra le diverse comunità, con videocamere a bordo e armi cariche, i droni sono diventati un simbolo di terrore: una paura esistenziale travolgente che, come un ricordo del futuro, ci avverte del pericolo imminente.

La mostra prende in considerazione l’ambiguità etica e legale di questi ultimi, la sorveglianza di massa e la guerra a distanza. Presenta il lavoro di artisti contemporanei che analizzano il modo in cui la tecnologia e le reti militari possono tenerci all’oscuro e a distanza dalla realtà sociale e politica della guerra oggi.

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Il titolo della mostra è tratto dall’incipit del romanzo di Thomas Pynchon L’arcobaleno della gravità, che esplora il contesto socio-politico nel quale, durante la Seconda Guerra Mondiale, la Germania militare progettò il razzo V2. Le odierne tecnologie di guerra, come i droni MQ-1 Predator e MQ-9 Reaper, e i loro missili Hellfire a guida laser somigliano al razzo V2 poiché sono in grado di agire senza essere visti e di colpire senza preavviso.

Oggi, nell’era post-PRISM della sorveglianza di massa e della guerra invisibile, artisti, insieme a giornalisti, “gole profonde” e attivisti, svelano le infrastrutture tecnologiche che consentono il verificarsi di eventi come gli attacchi dei droni. Alcune delle opere in mostra sono poetiche per natura e invitano il pubblico a riflettere con tranquillità. Altre suscitano una reazione più immediata e viscerale, facendo provare alle persone sgomento e apprensione. Come spesso accade nelle tragedie, l’humour può essere il messaggero più impavido.

Curatore: Juha van ’t Zelfde, direttore artistico di Lighthouse

Artisti: AeraCoop (Lot Amorós, Cristina Navarro y Alexandre Oliver), ES / Lot Amorós, ES / James Bridle, UK / Alicia Framis, ES / Laurent Grasso, FR / Roger Hiorns, UK / Silvia Maglioni & Graeme Thomson (terminal beach) UK/IT / Metahaven, NL / Mariele Neudecker, DE / Martha Rosler, US / Roman Signer, CH / Hito Steyerl, DE

Avvio del progetto e collaborazione: Honor Harger

Architettura della mostra: Miroslav Rajic

Grafica della mostra: Metahaven

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Ringraziamenti: Tutti gli artisti coinvolti e per gentile concessione di Abraaj Capital Art Prize e Rose Issa Projects, Open Data Institute, Laurent Grasso Studio, Edouard Malingue Gallery (Hong Kong), ADAGP Gallery (Parigi), Corvi-Mora Gallery, UK, Gallerie Barbara Thumm, Berlino, Martha Rosler Studio & Galerie Nagel Draxler, Berlino, Gallerie Martin Janda, Wilfried Lentz, Rotterdam.


http://www.laboralcentrodearte.org/en