Il lavoro di Rodrigo Carvalho è il risultato delle possibilità di combinazione tra suono, immagine e movimento. È un artista molto prolifico le cui opere sono spesso sviluppate e presentate sotto forma di progetti audiovisivi. Per ciascuno di essi, Rodrigo Carvalho unisce le proprie capacità e quelle di altri artisti, come musicisti e gruppi di danza.

L’espressione del suo lavoro varia a seconda del contesto, da performance dal vivo al MUTEK di Barcellona a spettacoli di luci all’aperto lungo l’Avenida dos Aliados a Porto e varie performance di danza ad Austin. La sua arte visiva è malleabile ed adattabile al progetto e all’ambiente, facendo sì che siano i dettagli estetici ad identificare l’artista.

Il suo interesse nell’interazione porta in superficie la possibilità di concepire la tecnologia come mezzo di espressione per le persone, in modo da permettere loro di comunicare. Più in profondità giace l’interesse per la fantascienza e l’utopia sia nei film che nella letteratura e l’arte. L’intervista approfondisce queste tematiche ed è una buona introduzione al lavoro di Rodrigo Carvalho.

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Ana Carvalho: Lei utilizza principalmente sfondi neri, che molto spesso sono semplicemente la parte buia di uno spazio tridimensionale, e linee o zone di luce a volte colorate, ma principalmente bianche. Partendo dal suo lavoro, vorrei concentrarmi sul progetto Boris Chimp 504 (2010-…)[1] come esempio per chiederle dell’estetica nel suo lavoro. Malgrado alcuni elementi figurativi in Boris Chimp 504 siano identificabili, il progetto è composto principalmente da forme astratte. In che modo le idee, in questo caso una storia di fantascienza, diventano immagine (colori, forme e spazio)?

Rodrigo Carvalho: In effetti la maggior parte del mio lavoro visivo su Boris Chimp 504 e altri progetti riflette quest’estetica: bianco e nero, minimal, forme semplici, punti e linee. Mi identifico in quella realtà visiva e mi sento a mio agio nel crearla. Molti degli artisti e opere che preferisco condividono estetiche simili, come Rioji Ikeda, U.V.A, Alva Noto, Joanie Lemercier, Nonotak, Adrien M’Claire B, e una lunga serie di eccetera. Guardando indietro, l’opera di Larry Cuba Calcolate Movements (1985)[2] è uno dei miei pezzi preferiti di sempre insieme a Manfred Mohr, tra molti altri. Ma anche atmosfere misteriose, futuri prossimi distopici, ciberspazio e molti altri temi di fantascienza esercitano una forte influenza.

Il progetto Boris Chimp 504 è caratterizzato da una narrativa piuttosto specifica che riguarda i viaggi e le scoperte spaziali di Boris, da cui risultano un suono e un immaginario visivo molto astratti. Credo che se il suono e l’immagine fossero troppo figurativi, si rovinerebbe la magia. In questo modo invece puoi stabilire la storia di base e poi lasciare che l’immaginazione del pubblico si perda nello spazio profondo. Comunque, nonostante le forme astratte, i paesaggi in effetto morphing, le creature dallo spazio profondo etc., anche il lavoro visivo di Gmunk[i] su film di fantascienza come Tron: Legacy (2010) e Oblivion (2013) rappresenta un riferimento importante per me.

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Ana Carvalho: Potrebbe spiegare meglio il suo interesse nel combinare parecchi mezzi d’espressione attraverso l’interazione con le macchine (hardware and software)?

Rodrigo Carvalho: Cerco sempre di esplorare strumenti di interazione diversi, specialmente sul palco e nella danza, come in Breakdown (2014)[ii], in Oui (2015)[iii] o Ad Mortuos (2015)[iv]. In questi lavori individuo nell’interazione uno strumento dell’espressione creativa e un apporto allo sviluppo della coreografia. Credo sia molto importante che entrambi vengano sviluppati in parallelo, così che i ballerini possano ballare ed esplorare l’interazione durante la creazione della coreografia e il prodotto finale – ballerino, coreografia, interazione, suono e elementi visivi- venga percepito come un unico. Negli ultimi anni si è verificato un aumento esponenziale di progetti interattivi nati dalla relazione tra esseri umani e macchine. Sul mio blog, Sound+Visual+Movement[v], c’è una collezione di post sotto il nome di Kinetic Structures[vi] dove si possono trovare una serie di progetti interessanti legati al tema dell’interazione con le macchine.

Qui di seguito ci sono alcuni progetti recenti tra i miei preferiti che mettono in scena uomini e macchine :

// In Inferno (2015)[vii], di Louis-Philippe Demers e Bill Vorn. Delle persone scelte dal pubblico diventano intrattenitori sul palco. Indossano un esoscheletro meccanico, che non controllano.

// Dancing drones experiments (2015)[viii]: si tratta di una serie di video creati dallo studio Rhizomatics il quale si occupa di analizzare le interazioni tra droni volanti e corpo umano. In questi video possiamo osservare una serie di esperimenti, i quali considerano le interazioni e gli sviluppi delle coreografie di droni di forma umana, droni volanti considerati come estensione del corpo umano, e anche di droni volanti che si esibiscono per proprio conto.

// Pattern Recognition (2016)[ix]: con le illustrazioni di Memo Akten. Si tratta della performance di due ballerini e dell’esposizione di luci robotiche, in cui queste ultime imparano a ballare e ad esibirsi con movimenti autonomi basati sulla loro intelligenza artificiale.

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Ana Carvalho: I temi della sua ricerca e il blog relativo sono alla base della mia terza domanda. Secondo la sua esperienza nelle arti performative composte da suono e imagine, in quale modo il processo può cambiare quando viene incluso il movimento del corpo?

Rodrigo Carvalho: Nella mia ricerca ho ridefinito le tre sfere: Suono+Visual+Movimento che si scambiano i segnali d’entrata e d’uscita tra loro. Nel mio lavoro e nella mia ricerca cerco relazioni interessanti tra questi tre campi. Qualche volta il suono è utilizzato per generare immagini. Altre volte ancora i parametri d’immagine vengono utlizzati per creare il suono. In molte performance di danza il movimento dei ballerini viene utilizzato per catturare i dati di movimento al fine di controllare gli effetti visivi e il suono. Sono alla costante ricerca di nuovi e innovativi relazioni e set up.

In relazione al movimento del corpo, è molto interessante lavorare insieme ai ballerini perché iniziano a capire come funziona questo sistema e lo utilizzano come strumento per l’estensione del corpo. Nelle installazioni interattive con il pubblico, in cui l’audience collabora usando il proprio corpo, solitamente il movimento non è così interessante perché le persone si soffermano sul posto giusto un paio di minuti e hanno questa strana tendenza a muovere le braccia in modo casuale. C’è un articolo di Golan Levin, molto interessante e divertente che riguarda quest’ abitudine, intitolato Hands Up! A Visual Essay on the ‘Media Art Pose’ (2006)[x].

Ana Carvalho: Accade molto spesso che nell’ambito delle arti visive, gli artisti si trovino a lavorare in gruppo e molti dei progetti ai quali prende parte confermano questa regola. Ancora più importante, credo sia fondamentale capire in che modo gli artisti cooperino. Mi piacerebbe conoscere cosa cerca nelle varie collaborazioni. 

Rodrigo Carvalho: L’arte audiovisiva e interattiva è un campo davvero multidisciplinare, che unisce persone con diversi background che si sovrappongono, dalla musica e le arti visivi all’elettronica e all’informatica. Inoltre, è molto frequente lavorare in gruppo. Nel mio caso, non sono un musicista e nemmeno un ballerino. Il mio background è nel graphic design, ho imparato successivamente come programmare, utilizzare processing, Max MSP e Quartz Composer e utilizzare alcuni elementi elettronici come Arduino e sensori. Mi sono concentrato principalmente sull’interazione e sulla creazione di effetti visivi in tempo reale. Quindi, nella maggior parte dei miei progetti ho collaborato con altre persone, soprattutto musicisti. Quello che cerco in una collaborazione è, da un lato espandere la creatività. Ad esempio, si ottengono molte più idee e diversi punti di vista attraverso gruppi di brainstorming che pensando da soli, e, dall’altro lato acquisisco l’esperienza delle persone e le capacità che non padroneggio. Ed è anche più divertente.

carvalho2Ana Carvalho: La letteratura gioca un ruolo importante nell’immaginario del suo lavoro? Se sì. quali autori e lavori vorrebbe relazionare al suo suono estetico e alle sue performance visive?

Rodrigo Carvalho: Forse è un cliché, ma ho una propensione per fantascienza, atmosfere dark e grafiche minimal bianche e nere e scenari distopici di un futuro prossimo. I mondi futuri di William Gibson, come “Neuromancer” (1984) e il resto della “Trilogia dello Sprawl” (1984 – 1988), hanno chiaramente un’influenza e anche “Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch” (1965) di Philip K. Dick. Queste sono due delle mie storie di fantascienza preferite in assoluto.


http://visiophone-lab.com

http://openfield-creativelab.com

Riferimenti

[1] Boris Chimp 504. Effetti visivi live Visionphone (aka Ricardo Carvalho) e suoni di mEEkAlnUt. Per saperne di più del progetto, visitate il sito: http://borischimp504.com.

[2]  Larry Cuba, Calculated Movements (1985), video su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=HcvN1dt0yJo.

[i] Gmunk è un visual e design director che lavora nell’immagine e nei media. Per sapere di più del suo lavoro su Tron e Oblivion, visita il suo portfolio: http://www.gmunk.com.

[ii] Breakdown è uno spettacolo di danza interattivo audiovisivo presentato nel maggio 2014 all’evento the Ears Eyes and Feet, UT Austin Texas. Per maggiori informazioni sul progetto: http://visiophone-lab.com/wp/?portfolio=breakdown.

[iii] WITH OUI è uno spettacolo di danza audiovisivo presentato nel maggio 2015 all’evento the Ears, Eyes and Feet, UT Austin Texas. Per maggiori informazioni sul progetto: http://visiophone-lab.com/wp/?portfolio=with-oui-2015.

[iv] Ad Mortuos è una collaborazione ispirata dal poeta Stephanie Pope, recitato da LaQuetta Carpenter. Presentato nel marzo 2015 a UT Austin – Oscar G. Brockett Theatre, Austin/TX. Per maggiori informazioni sul progetto: http://visiophone-lab.com/wp/?portfolio=ad-mortuos.

[v] Sound+Visual+Movement è il blog di ricerca di Rodrigo Carvalho: http://s-v-m.tumblr.com.

[vi] http://s-v-m.tumblr.com/tagged/kinetic-structure.

[vii] Inferno, documentazione del video: https://vimeo.com/130670526.

[viii] Rhizomatiks, dancing drones experiments, video documentation: https://www.youtube.com/watch?v=SPcZmDTW8KU.

[ix] Pattern Recognition website presentation: http://www.memo.tv/pattern-recognition.

[x] Levin, Golan (2006). Hands Up! A Visual Essay on the ‘Media Art Pose’: http://flong.com/texts/essays/essay_pose.