07 - 10 / 10 / 2015
Palazzo Re Enzo, Bologna Fiere - Bologna

Dal 7 al 10 ottobre a Bologna va in scena il roBOt Festival, tra le sale medioevali del Palazzo Re Enzo nel centro della città e i padiglioni di BolognaFiere.

E’ una celebrazione della cultura elettronica contemporanea, il festival roBOt che, arrivato alla sua ottava edizione, fa di Bologna il centro della sperimentazione e della ricerca sonora contemporanea. Unico festival italiano di musica elettronica con una visione che attraversa diverse forme di comunicazione, dalla sezione dedicata agli screenings alle sezioni ‘professionali’ sino ai laboratori per bambini, roBOt svela l’aspetto avant garde della pista da ballo, riempiendo di contenuti l’espressione club culture.

Grazie, per fare qualche nome, ad ospiti come la dj e discografica russa Nina Kraviz, sino al danese Trentemøller, uno dei più desiderati remixer da artisti di ogni provenienza stilistica. Dall’inglese Squarepusher, che ha innovato, con i suoi break ipnotici e i suoi virtuosismi al basso, un genere come il jazz rock, filtrandolo attraverso le macchine digitali al sudafricano Nozinja, esponente di una nouvelle vague che arriva dai ghetti del suo paese mettendo in stretta relazione il suono del ‘bush’ con la techno. Dal cileno Flako (che conferma quanto il paese sudamericano sia un esplosivo workshop elettronico a cielo aperto) al canadese Tiga, protagonista del rinascimento dell’electro, nelle cui radici affonda anche il moderno hip hop. Dal norvegese Biosphere che hanno arricchito la techno di suoni ambient che derivano dall’amore profondo per Brian Eno all’americano Prefuse 73, che riscopre il rapporto tra il funky e l’Africa.

robot3

robot2

Spettacolari, sotto due diversi punti di vista, i luoghi di roBOt 2015. Da un lato le sale artisticamente irripetibili del Palazzo Re Enzo, che si affaccia su Piazza Maggiore, dall’altro gli ambienti ampi, sicuri e confortevoli di BolognaFiere (che è partner di roBOt), strategicamente vicini e ottimamente collegati al centro storico. Spazi dove ascoltare musica e ballare sino a notte in assoluta tranquillità, nella suggestione di uno scenario metropolitano unico, il distretto urbano caratterizzato dalle torri di Kenzo Tange. Una collaborazione, quella tra roBOt e BolognaFiere che farà crescere ancora questo Festival portandolo definitivamente nel grande circuito degli appuntamenti internazionali di musica elettronica.

La sezione A/V di roBOt Festival, dedicata alle Arti Visive, storicamente suddivisa in due macro aree curatorial e call4roBOt annuncia i 6 progetti curatoriali , scelti e commissionati direttamente dal festival, che vanno ad integrare il programma di 21 progetti call4roBOt (19 selezionati attraverso il bando internazionale call4roBOt e i 2 vincitori dell’edizione argentina), annunciati prima dell’estate.

Tra i sei progetti curatoriali individuati da roBOt Festival nel segno di #XLR8 , tema guida di questa edizione, si segnala l’anteprima assoluta del live audio/video dove il suono spigoloso e raffinato di Morkebla incontra i visual di Sara Scenderbech: incubatrici, acquari, trapani odontoiatrici danzano in una voragine di vertiginose profondità producendo paesaggi alieni, sospesi tra artificiale ed organico.

robot7

In programma Ljós, la più recente avventura firmata Fuse*, uno dei collettivi più esaltanti ed affilati nell’esplorare in tutta la loro vastità i territori del multimediale, che questa volta indaga la disciplina più vicina alla performance con la danzatrice Elena Annovi. Con il progetto Toa Mata Band, roBOt Festival ospiterà la prima “band robotica Lego” al mondo dove ad essere protagonisti saranno proprio gli ometti di plastica che hanno contrassegnato l’infanzia di diverse generazioni. È da loro che Giuseppe Acito è partito per costruire quel piccolo prodigio che è la Toa Mata Band: un sistema di motori, pulegge, elastici e un MIDI sequencer, il tutto sotto il controllo di un processore Arduino.

One Church One Column di Luca Pozzi è un lavoro installativo che rappresenta la capacità di un attore di assorbire a distanza l’informazione circostante. Spazio, tempo, luce e memoria storica si comprimono nel microspazio di un oggetto fluttuante, arrivando a costituire un database da un lato a forma di “cloud” ma in realtà assolutamente analogico.

Le incursioni a sorpresa della DEEP ORCHESTRA – un progetto nato da una costola di Go Deep, workshop ideato dai Motus in collaborazione con Andreco si basano su attacchi sonori a sorpresa, realizzati grazie a strumenti a zaino autocostruiti, facilmente traportabili, pronti per essere sfoderati in un gioco che diventa una vera e propria “quadrifonia centrifuga”, col suono che avvolge e spiazza. E poi Bora, un piccolo gioiello che è stato già annunciato, del ravennate Yuri Ancarani che in occasione di roBOt Festival lavorerà in sinergia con l’inglese Samuel Kerridge, uno dei talenti più affilati degli ultimi anni nei terreni apocalittici dove la musica digitale si fa impatto, rumore, potenza, avventura.

robot6

Parallelamente ai progetti curatoriali, la sezione A/V contempla inoltre 21 progetti (19 selezionati e 2 vincitori dell’edizione argentina) individuati attraverso il bando internazionale call4roBOt: un percorso interattivo e immersivo tra performance, installazioni e video che si snoderà tra Palazzo Re Enzo e diverse location del centro storico. Dalla performance della taiwanese Yen Tzu Chang, per la prima volta in Italia a quella di Carrie Elston Tunick, vincitrice del primo premio alla New York Art Marathon del 2011 (ha raggiunto anche il prestigioso festival austriaco Ars Electronica).

Tra le anteprime: la performance firmata da Junkfood 4tet e Carlotta Piccinini e il nuovo video di Boris Labbé ( già vincitore del premio call4roBOt 2013). E poi ancora Francesca Fini, autrice e produttrice digitale, che conta esperienze e premi in tutto il mondo (Polonia, Brasile, Francia, Germania, Stati Uniti) oppure il collettivo IOCOSE, le cui opere sono finite alla Biennale di Venezia, alla Tate Modern londinese, al berlinese Transmediale così come su media come Wired, Flash Art, Liberatiòn, Der Spiegel, El Pais.

robot4robot5

Forte, anche in questa edizione, la componente musicale, presente a call4roBOt con i progetti firmati da Mogano W e Fax, Junkfood, Perletta e Jobin, Francesco Gagliardi e Rocco Natale, il duo How to cure our soul, musicisti che hanno scelto di implementare i loro ultimi show con componenti artistiche visive e interattive.


http://www.robotfestival.it/2015/index.html