Raquel Meyers lavora con immagini e fotografie a bassa risoluzione e per performance, web, video e installazioni. Attualmente sta sperimentando modalità di narrazione grafica e testo (ASCII, PETSCII, ecc) insieme al musicista Goto80. Nel settembre di quest’anno Raquel Meyers ha partecipato al festival di Televideo ARD di Berlino.

Lightrhythmvisuals ha pubblicato una collezione dei suoi lavori in DVD nel 2010 Useless, Yet Crucial, mettendo in mostra quel mix humor nero, immaginario surreale e grafiche low-res. La Meyers è cresciuta infatti con la fotografia in bianco e nero, unita alle doti di canto in una band grind core, nonchè all’attività di libraria e accanita fan di film angoscianti. Durante il periodo trascorso in Entter (2000-2007, ha sviluppato uno stile frenetico che è a tutt’oggi “esplosivo”, come ha affermato Wired. E’ la modalità brutale che la affascina, ben visibile nei suoi lavori di animazione come The Emperor’s Snuff Box (2008), in quelli di sto motion Dodekafobia (2009), per culminare in Polybius (2010) che fondamentalmente riproduce un arcade degli anni Ottanta, e nella performance A/V Error Holidays (2010).

Dal 2004s si esibisce in festival di Vjing come il Mapping e il Cimatics, nonchè in eventi 8bit come il Tokyo Blip Festival e la mostra Playlist, o importanti appuntamenti come Transmediale, LABoral e LEV Festival. Attualmente, vive e lavora in Svezia.

 

Mathias Jansson: Quando è nato il tuo interesse per i testi?

Raquel Meyers: Tutto è iniziato quando ho cominciato a lavorare con PETSCII (l’ASCII per il Commodore 64), circa due anni fa, mi pare. Invece di disegnare pixel, digito caratteri e simboli sulla tastiera. Il modo di pensare e di immaginare cambia completamente, non ci sono più pixel o blocchi, solo il set di caratteri, e non mi serve nient’altro. E’ davvero immediato, dal momento in cui si dispone di tutti i simboli direttamente sulla tastiera. Si accende il computer, e un secondo dopo, volendo, si può iniziare a fare grafica. Finora PETSCII e Televideo sono le mie modalità di testo preferite.

Mathias Jansson: Se guardiamo al passato ci sono molti esempi di artisti/autori che hanno unito testo e immagini – dal collage, al dadaismo, alla poesia, ecc. E’ qualcosa da cui trai ispirazione o, in generale, dove trovi ispirazione per la tua arte?

Raquel Meyers: Già, sono stimolanti. Dalle poesie dattiloscritte ai mosaici dell’Alhambra. C’è un sacco di roba da cui trarre ispirazione. Infatti, ho creato un Tumblr dove raccolgo le mie grafiche di testo preferite, insieme a Goto80. Abbiamo cominciato perché, stranamente, non c’era niente di simile in giro. Qualcosa che unisse tutti i suoi diversi aspetti. L’idea è di creare un archivio che comprenda i formati, i media e gli stili dai tempi antichi fino ad oggi relativi a quell’argomento. E si rivela ricco di sorprese e una fonte inesauribile di ispirazione. Diventa un’area molto vasta quando lo si pensa come una forma d’arte modello. Voglio dire, i derivati alfanumerici ASCII ​​sono solo l’inizio dell’arte in modalità testo. PETSCII ha simboli più complessi, che delle volte non sono molto simili all’ASCII, ma assomigliano di più al punto croce, a piastrelle, mosaici, e così via.

Mathias Jansson: E’ molto strano che si abbia accesso alla TV in HD, ma quando si guarda un TEXT-TV si trova questo font in vecchio stile che non sembra essere cambiato dagli anni Ottanta. Tu hai lavorato con il Televideo in molte opere. Cosa ha di tanto speciale?

Raquel Meyers: Prima di tutto, è difficile dire cosa sia realmente. Digitale o analogico? Dati o video? E’ quasi nascosto nel segnale video, come un fantasma all’interno del televisore. Per esempio, chiunque abbia registrato qualcosa da TV a SVHS, ha registrato anche il televideo. Se si fa partire il nastro e si preme il tasto Teletext, è come fare un viaggio indietro nel tempo. E’ possibile interagire con il Televideo come sempre.

Grazie a Peter Kwan, adesso posso produrre il mio segnale Televideo. Dato che la maggior parte dei televisori hanno questa modalità Televideo “trasparente”, non ho effettivamente bisogno di un mixer video. Posso realmente esibirmi dal vivo solo con un telecomando e un televisore. Ma è più divertente mixarlo con altre cose. Televideo e PETSCII funzionano abbastanza bene insieme.

Se voglio registrare queste performance, la mia unica opzione è quella di riprenderle con una videocamera. Anche se il televisore dispone di un output, non invia il Televideo come l’ho eseguito. Manda solo il flusso costante di pagine, ma non il modo in cui io interagisco con loro.

Mathias Jansson: Hai partecipato al festival di Televideo ARD di Berlino nel mese di settembre. Parlami della mostra e dimmi se al giorno d’oggi vedi delle tendenze particolari nell’arte Televideo.

Raquel Meyers: Il Televideo è piuttosto convenzionale nel nord Europa. Si trova ancora sia sulla TV di servizio pubblico che su quella commerciale. In Svezia l’app Televideo è stata una delle più popolari per iPhone e iPad. Nella TV di servizio pubblico non c’è molta grafica, ma c’è un sacco di grafica pubblicitaria su quella commerciale. Una marea annunci per incontri e porno. Rhizome ha ribloggato un post che ho realizzato con annunci di incontri su Televideo, un contesto così strano che ho pensato di pubblicizzarlo. Anche i tarocchi e lo sport sono popolari. In generale, credo che la tendenza principale siano le trasformazioni. La maggior parte delle persone preferisce importare le immagini e correggerle, ma a me piace farlo manualmente, partendo da zero. Il risultato è completamente diverso, e mi piace passare il tempo con queste cose.

Mathias Jansson: Quando è iniziata la tua collaborazione con il musicista Goto80?

Raquel Meyers: Lavoriamo insieme dal 2004.

Mathias Jansson: Ti sei esibita dal vivo e hai prodotto video musicali per la chipmusic di Goto80. Perché appassiona tanto la grafica e la musica in stile anni Ottanta?

Raquel Meyers: La grafica di testo è il nostro mondo. Quando comunichiamo con gli altri, lo facciamo ancora per lo più attraverso il testo: social media, ricerche, banche dati, SMS, ecc. Il testo è ancora una parte fondamentale del digitale. In effetti, la modalità testo è una specie di simbolo per l’hardcore computing. Hexeditors, comandi prompt e linguaggi di programmazione sono in formato testo, e sono la chiave per avvicinarsi alla macchina. Questa è una ragione per cui gli strumenti a 8 bit sono così diffusi. Ma dovresti parlarne con Goto80. Potrebbe parlerebbe di questi argomenti per ore e pubblicherà presto un articolo con A Bill Miller sull’arte ASCII in occasione della conferenza CAC3 di Parigi.

Per me, invece, la cosa più importante è che ci si sente bene a farlo. A volte è molto diretto, e si ottiene un grande flusso. Altre volte si devono passare ore a fare qualcosa di molto semplice. Proprio come con qualsiasi altro strumento. Ma la differenza è che ci si sente bene ad usare un Commodore 64. Non è solo uno strumento di lavoro e/o d’intrattenimento. Per me, esiste al di fuori di tutte le cavolate. Io non sono cresciuta con queste macchine. Per quanto ne so, per me non è nostalgia. E sembra un pò conservatore parlare di queste macchine solo in termini di retrò, appropriazione e limitazioni, come se la loro importanza venga solo da ciò che non sono. Ma sono macchine incredibili, a loro modo. A volte sembra che il campo dei “nuovi media” abbia completamente inghiottito l’idea capitalista di progresso, e che i “vecchi media” siano interessanti solo come un anomalia. Quando mi sento così, la demoscene è una ventata d’aria fresca.

 

Mathias Jansson: Il Televideo sembra un piccolo e circoscritto sotto-genere… Volendo approfondire questo tipo di arte, quali credi che siano gli artisti più interessanti in campo oggi e perché?

Raquel Meyers: Purtroppo attualmente non ci sono tanti artisti attivi. Il Televideo, così come lo conosciamo, è uno standard britannico. Ma ce ne sono molti altri. Antiope, che è stato utilizzato per il gigantesco modem di rete Minitel, è leggermente più complesso del Televideo. Telidon va anche oltre, e dispone di grafica vettoriale. Vedi ad esempio Toxic Wastes from A to Z (che viene dopo di noi) di John Fekner, Graphic Variations on Telidon di Pierre Moretti (1979), Reabracadabra di Eduardo Kac (1985). Probabilmente il lavoro televideo più impressionante è Hands Up di Ian Irwing. Si tratta di una serie di animazioni per insegnare il linguaggio dei segni, realizzato completamente in grafica Teletext. È possibile trovare una playlist di tutti gli episodi sul nostro Tumblr.

Per quanto riguarda il presente, le opere di Max Capacity, Frederic Cambus, Dan Farrimond, Dave Needham, Janne Suni e Rich Oglesby, mostrate a ITAF. Inoltre si può semplicemente accendere il televisore e andare sulle pagine di Incontri e Contatti del Televideo per trovare artisti sconosciuti davvero bravi.

http://www.raquelmeyers.com/

http://text-mode.tumblr.com/