PNEM, acronimo di Piattaforma per la Nuova Musica Sperimentale, è un festival d’arti sonore che si è svolto lo scorso Novembre nell’Olanda del sud, a Uden per la precisione.

Gli artisti, presenti sia per performance live che per installazioni audio registrate, provenivano da tutta Europa e non solo. Il Festival rappresenta quindi una piattaforma sperimentale e internazionale per nuovi progetti artistici musicali, all’incrocio tra creazioni audiovisive, sperimentazioni sonore e installazioni multimediali, all’interno del contesto più ampio della musica elettronica, noise e acustica. Quella del 2012 è stata la seconda edizione di questo festival ambizioso e interessante.

L’organizzazione è curata dal team Het Platform Nieuwe Experimenteele Muziek ed è una iniziativa di Victor Notermans, Antoon Versteegde, Karel den Biggelaar, Dan Hoevenaars e Jan Jogendijk, un gruppo di amici guidati dall’amore per le arti visive e sonore. Gli stessi sono anche membri del collettivo Approxim, che si è esibito a sua volta al festival.

Il festival, nonostante l’atmosfera accogliente e familiare in cui opera l’equipe organizzativa, sta assumendo sempre di più lo stato di una realtà emergente di tutto rispetto tra i festival dedicati alla sound art, guadagnando visibilità a livello internazionale e diffusione su radio pubbliche locali.
L’interesse principale risiede nella selezione di nuovi talenti, presentati accanto ad artisti internazionali più noti. Nonostante non necessariamente si trovino grandi nomi nella line up, il PNEM festival attira ogni anno un numero sempre maggiore di partecipanti e di pubblico.

Il programma di due giorni comprendeva esibizioni live/concerti e presentazioni di registrazioni audio e video. Sono state presentate circa 20 opere audio e video di artisti internazionali, selezionati all’interno del campo della musica contemporanea e sperimentale, dell’arte audiovisiva e sonora, in seguito ad un bando. Tra le principali performances dal vivo ricordiamo quelle di Alessandro Perini, Marcus Beuter, Yannick Franck e del duo Kina Hegyfalu Toth, Xo Xinh, partecipanti principali della prima giornata del festival.

La prima serata, è stata inaugurata da una breve ma interessante introduzione accademica sulla musica contemporanea ed elettronica, dal Rumorismo, passando per John Cage e Karlheinz Stockhausen, fino ai primi esperimenti elettronici. Forking Clocks dell’artista italiano, basato ora in Svezia, Alessandro Perini ha dato il via poi al festival. Questa installazione audiovisiva presentata al PNEM si ispira all’opera di Borges e indaga sulla concezione e percezione del tempo. Dodici lampade LED (con componenti rosse, verdi e blu) sono controllate da un computer e connesse al suono di metronomi per creare una tensione tra il movimento oscillante e i suoni. Vengono creati fino a tre livelli diversi di oscillazione per controllare separatamente le diverse lampade. Il risultato è un paesaggio sonoro audiovisivo  sotto il segno del tempo, coinvolgente e suggestivo.

La seconda performance è stata quella di Yannick Frank, un artista belga che ha incentrato la sua ricerca sull’utilizzo di fonti audio quali strumenti e oggetti non-musicali, voce, segnali radio e field recordings. Le esplorazioni musicali e sonore di Viramundo, il lavoro da solista qui presentato, si basa sul rapporto tra suono, voce e testo, a partire dall’interpretazione di una canzone Gilberto Gil.

Il terzo live è stato quello del performer tedesco Marcus Beuter con la sua esibizione solista di musica elettronica Sonus Plexus Fragmentarii, basata su field recordings. Beuter lavora con loop, registrazioni, campioni ed effetti, al fine di creare un ambiente sonoro improvvisato volto a mettere in discussione l’ascolto musicale passivo e consolidato, portando in questo modo i suoni in nuovi contesti audio.

Seguiva una doppia performance, quella del compositore di musica elettro-acustica vietnamita Xo Xinh, basato attualmente negli Stati Uniti. Il suo primo lavoro Blood flow per pianoforte e live electronics è un tentativo di riprodurre musicalmente la sensazione di mancamento che un essere umano sente quando il flusso del sangue nelle arterie si riduce a causa della temporanea mancanza di ossigeno. Quando le cellule vengono poi riossigenate, il sangue riprende a circolare e il corpo si sveglia ritornando allo stato normale. Queste sensazioni vengono esplorate dal punto di vista sonoro attraverso il suono del pianoforte (che riproduce il sangue) elaborato attraverso manipolazioni in tempo reale in Max/MSP, a simulare l’ossigenazione.

Il secondo lavoro è stato invece The Road Home, per cetra vietnamita a 16 corde e live electronics. Ancora una volta il suono tradizionale della cetra è elaborato in Max/MSP e il risultato è un’interazione in tempo reale tra il software e lo strumento, volto all’esplorazione del timbro della cetra attraverso la modulazione delle tecniche di elaborazione dei segnali. La prima serata si é chiusa con il duo ungherese Toth Kina Hegifalu, composto da due musicisti sperimentali, Kinga Toth e Gergely Normal. Si sono esibiti partendo da un testo scritto da Kinga Toth, in un’interpretazione musicale vocale/rumorista accompagnata da chitarra elettrica. L’elemento vocale è esplorato insieme alla sua dimensione sonora e nel tessuto elettro-acustico della musica strumentale.

Diversi percorsi di esplorazione ed espressioni artistiche convergono quindi in questo festival, tutti alla ricerca di suoni puri o di interazioni con altri elementi (video, voce, software, tempo, processi del computer). Contestualmente, come abbiamo detto in precedenza, sono stati presentati anche diversi video. Tra di essi, quelli di Daria Boricchi (Italia), Anna Puhakka (Finlandia), Scrag Aisedory (Ucraina) e Victoria Trinder (Regno Unito). La selezione audio presentava invece opere dei Tropic of Coldness (Belgio), Jason Sloan e Katie Gately (USA) e Jennie Savage (UK).

Nel complesso, un festival che, nonostante il budget limitato, ha un grande potenziale a livello artistico e una solida organizzazione alle spalle. In aggiunta, la kermesse si svolge in una location di tutto riguardo, il Teatro PNEM a Uden. Ci si augura che la prossima edizione sia ancora una volta ricca in termini di nuovi artisti emergenti, nomi internazionali e, soprattutto, passione e coinvolgimento.


http://www.soundartfestival.nl/PnemSAF12.html