Museum of Contemporary Art - Zagreb
18 / 12 / 2014 – 20 / 02 / 2015

Da trent’anni, quello di Peter Kogler è un nome di spicco della scena artistica internazionale. È considerato uno degli artisti più rappresentativi della “generazione di mezzo” austriaca. Kogler ha iniziato il suo percorso artistico inserendosi nella tradizione dell’arte concettuale e mutlimediale, e facendo sperimentazioni nei punti d’intersezione fra discipline e mezzi espressivi differenti: performance, video, film, pittura, arte digitale, scultura e architettura.

Dopo essersi dedicato per alcuni anni, agli inizi della sua carriera, alla ricerca nei campi della pittura, della performance e dei film sperimentali, dal 1984 Kogler utilizza tecnologie informatiche.

Il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria dedica la mostra di quest’anno a Peter Kogler, presentando al pubblico una serie di sue opere recenti. La mostra si apre con un’enorme tenda, oggetto che si trova spesso nell’arte di Kogler, sulla quale è stampato un motivo astratto a linee rosse intrecciate. La tenda è concepita come un grande quadro di formato allungato, impossibile da abbracciare interamente con lo sguardo, che spinge lo spettatore a un’osservazione più attenta e al movimento.

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Sui quattro lati della sala sono proiettate delle immagini in movimento e le loro impercettibili variazioni generano nello spettatore un indefinibile senso di movimento e insicurezza. L’autore del suono, parte costitutiva dell’installazione, è Franz Pomassl, artista, teorico e curatore austriaco, collaboratore di Peter Kogler da parecchi anni.

Il suono e le immagini in movimento creano un’atmosfera da film, rivelando così tutte le influenze e le reminiscenze storiche, come quelle dei film di Fritz Lang o del leggendario Blade Runner, che Kogler cita spesso nelle sue interviste.

A uno sguardo d’insieme, la sala successiva dà l’impressione di essere tornati all’atmosfera dei lavori registrati nello studio di Kogler a Los Angeles, caratterizzati all’epoca da una forte influenza dell’arte americana, specialmente del minimalismo e della pop art. Per l’esattezza, è questo che fa Kogler: con il supporto del computer, sviluppa delle strutture visive molto precise, che funzionano come super-segni di forma bidimensionale o tridimensionale.

Oltre alle già celebri formiche, crea lampadine, topi bianchi, cervelli umani, tubature… Nonostante il suo ambito visivo attinga al repertorio degli oggetti quotidiani, garantendo così chiarezza e intelligibilità, non si può affatto dire che sia prevedibile. Anzi, è molto attuale e riflette al meglio lo spirito dell’odierna società globalizzata, interconnessa attraverso tecnologie e social network.

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L’espandersi di immagini-disegni con il motivo a tubatura, stampa nera su sfondo bianco, avviene nell’ultima sala della mostra. Kogler riveste il pavimento, i muri e il soffitto con carta da parati, ingrandendo e moltiplicando il suo celebre motivo in modo da trasformare un comune spazio “a forma di scatola” in un luogo che generi nell’osservatore l’impressione di essersi perso nel tempo e nello spazio, come se si fosse smarrito in un labirinto virtuale.

Peter Kogler, nato a Innsbruck (1959), vive e lavora a Vienna. Ha lavorato come professore all’Accademia di Belle Arti di Vienna dal 1993 al 2005. Dal 2008 lavora all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera. Il suo lavoro è stato presentato a manifestazioni internazionali d’arte come la Biennale di Venezia (1986, 1993, 1995), Documenta IX (1992) e Documenta X (1997) di Kassel. Le sue mostre personali più importanti sono state da prestigiose istituzioni: Schirn Kunsthalle Frankfurt, Francoforte sul Meno (2010); Mudam, Lussemburgo (2010); Museu Berardo Coleção, Lisbona (2009); MUMOK, Vienna (2007); Mamco, Ginevra (2007); Kunsthaus Bregenz, Bregenz, Austria (2000); Palazzo della Secessione, Vienna (1995). Tra le molte opere esposte in luoghi pubblici, si segnala una stazione della metropolitana nella Karlsplatz, Vienna (2010); una stazione ferroviaria a Graz, Austria (2013, 2003); lo Skate Park, Porte d’Italie, Parigi (2007); la stazione della metropolitana Fröttmanning, Monaco di Baviera (2005).


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